Cinema di piombo

Gli ultimi giorni di Guido Rossa, ucciso dallle B.R. nel '79 saranno raccontati in due film di Giuseppe Ferrara e Mimmo Calopresti.

Patrizio Marino

La storia di Guido Rossa, (Nella foto) operaio comunista dell'Italsider, ucciso dalle Brigate Rosse 25 anni fa per aver denunciato un operaio che diffondeva volantini pro Brigate Rosse, sarà al centro di due film girati rispettivamente da Giuseppe Ferrara e Mimmo Calopresti. Ferrara, che ha già affrontato il tema degli anni di piombo ne Il Caso Moro dirigerà Quando le cose bisogna farle, si fanno, film che racconterà la vita in parallelo di Rossa - interpretato da Massimo Ghini - e di Roberto Dura, il brigatista che gli sparò la mattina del 24 gennaio '79 e che sarà interpretato da Gian Marco Tognazzi.

Calopresti invece, si avvarrà della collaborazione di Fabrizio Mosca e Monica Zappelli rispettivamente produttore e sceneggiatrice del film I cento passi. Come lo stessso regista ha dichiarato di recente, l'omicidio del sindacalista della CGIL segnò un punto di svolta nella strategia delle Brigate rosse: per la prima volta fu preso di mira un rappresentante di quel proletariato che le Brigate Rosse credevano di rappresentare. L'omicidio di Rossa fu seguito a breve distanza dal suicidio in carcere di Francesco Berardi, l'operaio denunciato come fiancheggiatore, e lo stesso Dura fu poi ucciso dalla polizia insieme ai suoi compagni durante un conflitto a fuoco nel loro
covo non molto lontano da Via Fracchia, la strada in cui fu ucciso Rossa.

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