Woody Harrelson si racconta: "Devo a Michael J. Fox il rilancio della mia carriera"

L'attore texano ha parlato della sua carriera lunga e variegata in occasione di un incontro pubblico al Festival di Zurigo, dove ha presentato il suo nuovo film, LBJ.

True Detective: Woody Harrelson nella premiere The Long Bright Dark

Dopo essersi fatto notare all'inizio della carriera come attore comico, interpretando il barista Woody Boyd nella celebre sitcom Cin Cin dal 1985 al 1993, Woody Harrelson è poi passato al cinema, scrollandosi di dosso la sua immagine simpatica in film come Proposta indecente e Assassini nati e conquistando la sua prima nomination all'Oscar con Larry Flynt - oltre lo scandalo, per la regia di Milos Forman. Oggi continua ad alternare ruoli più seri, tra cui una seconda candidatura agli Academy Awards con Oltre le regole - The Messenger, e parti leggere in commedie come Terapia d'urto e Amici di letto, senza dimenticare la fase blockbuster con Hunger Games e i suoi tre seguiti e il ritorno trionfale al piccolo schermo nella prima stagione di True Detective.

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True Detective: Matthew McConaughey e Woody Harrleson durante una scena dell'episodio The Locked Room

Quest'anno è dato come uno dei favoriti nella prossima stagione dei premi grazie a LBJ, film di Rob Reiner che racconta l'ascesa politica di Lyndon Johnson. In occasione della proiezione di questo biopic al Festival di Zurigo, Harrelson si è concesso ad una conversazione col pubblico tramite l'iniziativa ZFF Masters, per parlare del suo percorso artistico ultratrentennale.

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Uno spirito caustico

Woody Harrelson in una scena del film Zombieland

La sua Masterclass è stata tra le prime cose del festival a registrare il tutto esaurito, notizia alla quale lui reagisce con autoironia. "Sono scioccato, non mi aspettavo che venisse così tanta gente." Ogni tanto fatica a ricordare i titoli di alcuni film in cui ha recitato, e scherza indicando la propria testa: "Non è rimasto molto qui dentro." Per tutta la durata della conversazione continua ad alludere ai "camionisti" nel pubblico, per poi dire alla fine: "Non so perché lo sto dicendo."

Gli inizi

Woody Harrelson e Pierce Brosnan in una scena di After the sunset

La prima domanda riguarda le prime esperienze professionali. "Mi sono trasferito a New York a 22 anni. Avevo grandi aspettative, ma quando sei senza soldi non è un granché. Non riuscivo a trovare un agente, e ho dovuto fare vari lavoretti, ne ho avuti diciassette nel corso di un anno. Vivevo con due amici, che alla fine si sono stufati del mio parassitismo. Non è stato facile." E il passaggio alla recitazione a tempo pieno? "Ho perso l'ennesimo lavoro per via di una lite, facevo il cuoco e guadagnavo 132 dollari a settimana. Decisi di tornare a casa, andare a vivere con mia madre a Cincinnati. Presi un biglietto molto economico, 39 dollari. All'epoca vivevo con una ragazza italiana, ed ero talmente depresso che passavo le giornate a fumare erba. Lei era così gelosa che quando ricevetti una telefonata da un agente lei rispose e riattaccò perché l'agente era una donna. Finalmente riuscirono a contattarmi direttamente e mi offrirono il provino per Biloxi Blues, a teatro, in presenza di Neil Simon in persona. Andai al provino pensando che tanto sarei partito per l'Ohio il giorno dopo, e mi diedero la parte. L'altro lavoro importante fu Cin Cin, ma inizialmente dissi che non mi interessava la televisione. Cambiai idea dopo aver visto un episodio della serie, e ottenni il ruolo di Woody Boyd il giorno stesso del provino. Mi trasferii a Los Angeles e non pensai più a New York."

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I primi successi hollywoodiani

Recitare in una sitcom di successo non è certo un male, anche se per un giovane attore può avere degli effetti leggermente negativi. "Dopo sei anni di Cin Cin non riuscii ad avere altri ruoli, e pensai di non poter più separare la mia immagine da quella del personaggio. Per fortuna ero diventato amico di Michael J. Fox, che in quel periodo girava Casa Keaton vicino a dove facevamo Cin Cin, e tramite lui mi proposero un provino per Doc Hollywood - Dottore in carriera. Quel film andò bene, e così le cose iniziarono a cambiare. Potevo lavorare solo durante la pausa tra una stagione e l'altra di Cin Cin, e l'estate successiva girai Chi non salta bianco è, che portò molta fortuna a me e Wesley Snipes." Una volta chiusa l'esperienza televisiva ha anche lavorato con Oliver Stone, girando Assassini nati. "Il metodo lavorativo di Oliver era molto diverso dal solito. Avete presente la scena della sparatoria in farmacia, quando devo salvare la mia donna? Una sequenza piuttosto complicata da girare, e Oliver mi disse: "Ci vorrà un'ora e mezza per rifarla se qualcosa va storto, quindi non fare cazzate."

Gli viene chiesto anche qualche retroscena del film che gli procurò la prima candidatura all'Oscar. "Larry Flynt era considerata una figura demoniaca dove sono cresciuto io, e non mi piaceva particolarmente come persona, ma un'occhiata alle sue riviste l'avevo data. L'ho incontrato quando Milos Forman mi ha proposto di interpretarlo, e lui viveva in un grattacielo. Arrivo all'ultimo piano. Era talmente lussuoso che se fossi caduto a terra avrei causato danni per tre milioni di dollari. Gli ho parlato, e nel giro di cinque minuti mi ha detto che la prima volta che ha fatto sesso è stato con una gallina. La sua onestà mi è piaciuta un sacco. Per quanto riguarda il film, chiesi di far spostare la data di inizio delle riprese perché avevo fatto quattro film di seguito ed ero stanco. Mi dissero che non era possibile, e così andai in vacanza con Larry e lessi la sceneggiatura insieme a lui. Mi suggerì talmente tante modifiche che feci venire Milos con Edward Norton e Courtney Love e cambiammo insieme il copione."

Il presente

Hunger Games: un biondissimo Woody Harrelson nei panni di Haymitch Abernathy

Per questioni di tempo, la conversazione slitta direttamente verso la parte più recente della carriera di Harrelson, a cominciare da una certa saga di successo. "Questa è la mia classica stupidità, ho rifiutato Hunger Games due volte. Alla fine il regista, Gary Ross, mi ha telefonato e mi ha detto che dovevo farlo, perché non voleva nessun altro per la parte. È molto persuasivo, potrebbe anche convincermi a mangiare una lucertola. Mi sono divertito tantissimo, e non riesco più a immaginare la mia vita senza Jennifer Lawrence, Liam Hemsworth e Josh Hutcherson. E quei film sono anche piaciuti al pubblico, il che fa sempre piacere. Ci sono ruoli di cui sono molto fiero che la gente non conosce." E quale sarà il suo prossimo film rivolto al grande pubblico? "War For the Planet of the Apes, uscirà l'anno prossimo. Interpreto una persona non molto simpatica che si diverte a uccidere le scimmie."

LBJ: Woody Harrelson è il Presidente Johnson nella prima immagine del film

Si passa quindi al film che ha portato al festival. "Ho fatto LBJ perché il regista era Rob Reiner. Ha fatto un film bello dietro l'altro, e volendo lavorare con lui ho sorvolato sul fatto che Lyndon Johnson non mi piacesse affatto come persona. È stato un ruolo molto impegnativo, ogni giorno erano necessarie due ore di trucco e dovevo stare attento al modo in cui parlavo, perché Johnson era texano come me ma aveva un accento leggermente diverso. Ero abbastanza sicuro di aver fatto schifo nel film, poi l'ho visto insieme a Rob e non era male." Gli viene poi chiesto quale sia il suo preferito tra i film di Reiner. "Il mio preferito è Harry, ti presento Sally, ma adesso sono costretto a dire LBJ. L'anno prossimo probabilmente dirò Shock and Awe, l'altro film che gireremo insieme."

All the Way: una scena con Bryan Cranston

Dal pubblico arriva l'inevitabile domanda: cosa pensa di All the Way, il film della HBO andato in onda qualche mese fa? "Ho visto Bryan Cranston nel ruolo di LBJ, e mi è piaciuto molto. Per me lui è il Marlon Brando di oggi, e l'ho chiamato per chiedere consigli su come interpretare Lyndon Johnson, perché l'aveva fatto anche a teatro. E lui, nel suo giorno libero, ha passato un'ora al telefono con me, dandomi dritte su cosa fare. Dopo mi ha mandato diverse e-mail, consigliato di incontrare varie persone. È stato un attore molto generoso, cosa che io non sarei con un'altra persona per lo stesso ruolo, mi limiterei a dirgli di parlare in modo molto nasale."

Lavoro e vita

Uno spettatore gli chiede quanto sia concesso deviare dal copione sul set. "Mi piace improvvisare, e non chiedo sempre il permesso del regista. A volte è un disastro, a volte il risultato è ottimo. Per fare un esempio, ho girato due film con Martin McDonagh, che scrive in modo molto preciso, e quando cerco di improvvisare con lui non funziona, perché non vuole che venga cambiata neanche una virgola. I fratelli Coen sono uguali. C'è una scena in Non è un paese per vecchi dove interagisco con Javier Bardem, e da buon attore troppo zelante ho riletto il libro. Mi sono venute delle idee carine per quella scena, e l'ho riscritta. Ho chiamato Javier, e abbiamo memorizzato la mia versione, basata sul libro. La mattina dopo sono arrivati i Coen, abbiamo provato la scena davanti a loro, e hanno detto: "A noi piace così com'era." Fine della storia." Infine, gli viene chiesto quale sia la forza che lo spinge ad andare avanti e mantenere un atteggiamento ottimista. "Nel mio caso, mi motiva principalmente l'amore. A volte la lussuria, ma spesso l'amore. Amo molto le persone."

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