I segreti di Twin Peaks

1990 - 2017

Twin Peaks 3, episodio 6: e all'improvviso... Diane!

David Lynch ama i colpi di scena, ma stavolta si supera sovrapponendo musa reale e virtuale. Nel frattempo si avvicina il momento del ritorno del vero Dale Cooper.

Una volta che gli ingranaggi si sono messi in movimento, fermarli è impossibile a Twin Peaks. Dopo un inizio enigmatico e contemplativo, l'azione è entrata nel vivo e a mistero si aggiunge mistero in una incessante concatenazione di eventi. La narrazione corre su binari paralleli che seguono il "risveglio" di Dougie/Dale Cooper, le investigazioni degli agenti dell'FBI Gordon Cole e Albert Rosenfield e gli eventi che vedono coinvolti vecchi e nuovi abitanti di Twin Peaks. In più David Lynch dissemina ogni episodio di presenze enigmatiche e misteriosi personaggi che fanno capolino all'improvviso, mentre in sottofondo si spandono le note di questo o quel gruppo indie intento a esibirsi al Bang Bang Bar.

Con un regista come Lynch il rischio di ricadere in una struttura formulaica non sussiste. Quando pensi che possa ripetersi, ecco che lui, con una zampata geniale, regala al pubblico una chicca affidando a Laura Dern il ruolo che turba da anni i sogni di tutti gli appassionati di Twin Peaks. Di che si tratta? Lo scopriremo tra poco.

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Dougie, un debito, una statua e una matita

I segreti di Twin Peaks: Kyle MacLachlan e Naomi Watts in una scena

In apertura del sesto episodio ritroviamo Dougie Jones nella stessa posizione in cui lo avevamo lasciato in chiusura del precedente, intento a contemplare la statua del cowboy che si trova fuori dal grattacielo in cui lavora. Mentre sta per calare la notte sul Nevada, un agente della sicurezza si fa carico di Dougie e dopo aver capito che l'uomo non è completamente lucido lo riaccompagna a casa. Auguriamo a Kyle MacLachlan di vincere tutti i premi possibili per l'interpretazione del catatonico Dougie, struggente come Charlot ed enigmatico come la sfinge. David Lynch si concede il lusso di dedicare minuti interi al suo eroe senza che questi proferisca parola e Kyle MacLachlan ricambia la fiducia del regista con una straordinaria performance mimica. Imprescindibili i momenti in cui lo vediamo approdare in ufficio insieme al suo caffè (finalmente ha guadagnato il diritto di avere il suo nome scritto sul bicchiere di carta) o quando scopre che un battito di mani può spegnere e accendere la luce nella stanza del figlio.

I segreti d Twin Peaks: Don Murray in una scena

Del vecchio Dougie, quello pre-Black Lodge per intenderci, non v'è più traccia, ma il ricordo delle sue malefatte è ancora vivo. Così mentre il nuovo Dougie passa il tempo insieme al figlio, la compagna (una Naomi Watts in modalità mogliettina inferocita) scopre la busta con le foto del marito insieme a una prostituta e decide di prendere in mano la situazione. Epica la sequenza della trattativa con i ricattatori in cui la donna snocciola di fronte ai due criminali tutte le problematiche della famiglia americana media post-crisi finanziaria. Mentre Janey-E si occupa delle questioni economiche, per Dougie si profila a breve il pieno recupero delle facoltà mentali. Dai suoi occhi vitrei trapelano i primi bagliori dello sguardo acuto di Dale Cooper e David Lynch lancia un'ulteriore esca allo spettatore. Così come l'Agente Cooper ha sempre usato i sogni (incubi) per interpretare gli indizi dei casi complessi, lo stesso Dougie ha una visione in cui Gerard, l'uomo senza un braccio, dalla Black Lodge gli sussurra in una cantilena: "Devi svegliarti. Non morire". Poco dopo gli scarabocchi vergati da Dougie sui fascicoli assicurativi acquistano un senso agli occhi del suo superiore. Lynch sembra aver anticipato l'insoddisfazione di quella parte di pubblico che lamenta l'assenza dell'originale Agente Cooper. Tutti i segnali ne indicherebbero il ritorno a breve.

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La morte fa ritorno a Twin Peaks

I segreti di Twin Peaks: Al Strobel nella Black Lodge

Il sesto episodio rappresenta un passo in avanti anche nella scelta di modulazione dei toni narrativi di David Lynch. Finora il regista aveva dato sfoggio della sua versatilità accostando sequenze oniriche a improvvisi scoppi di violenza, visioni surreali a divertenti siparietti comici. Il tutto modulato con sapienza, sviluppato attraverso quei tempi lunghi che solo Lynch può permettersi in una produzione televisiva. Nel nuovo episodio di Twin Peaks, la narrazione serra i ranghi e l'imprevisto si manifesta all'improvviso cogliendo tutti di sorpresa. E si manifesta nella persona di Richard Horne, sgradevole teppistello con cui avevamo fatto conoscenza alla fine del precedente episodio.

I segreti di Twin Peaks: il minaccioso Balthazar Betty

Ritroviamo Richard, imparentato (si suppone) con la famiglia di Audrey Horne, intento a fare affari con uno spacciatore locale, Red (Balthazar Getty), che lo stordisce con un gioco di prestigio. L'incontro scuote il giovane a tal punto da provocare un terribile incidente in cui un bambino perde la vita. Magistrale la costruzione della sequenza da parte di David Lynch che ci immerge nell'atmosfera sonnacchiosa di Twin Peaks dapprima con le chiacchiere oziose del vecchio Carl (Harry Dean Stanton), introdotto in Fuoco cammina con me, con un vicino di camper e poi mostrando l'uomo seduto su una panchina intento a contemplare i giochi di una madre col proprio figlio. In questa sequenza è racchiusa l'essenza di Twin Peaks, l'attrazione mista a ribrezzo per le piccole comunità, l'ironia esplosiva che si manifesta in una sequenza nel Double R Dinner, la passione per le torte di ciliegie, la costruzione della suspence, la potenza drammatica e la presenza della dimensione soprannaturale. Mentre il piccolo, centrato in pieno dal furgone di Richard, muore tra le braccia della madre, Carl vede la sua anima salire al cielo sotto forma di nuvoletta gialla. L'inquadratura subito stacca su un palo del telefono con un numero scritto sopra. Lynch non si smentisce mai.

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Diamo un volto a un registratore

I segreti d Twin Peaks, una scena della serie tv

Con questa girandola di emozioni contrastanti, David Lynch dimostra di tenere in pugno lo spettatore catturandolo in una spirale di cui ancora non si vede il fondo, ma se ne cominciano a intuire le forme. Il nuovo Twin Peaks è all'insegna dell'assenza di limiti. L'autore non si pone il problema di accostare sequenze slapstick a momenti di una drammaticità intrinseca e non lesina neppure nelle esplosioni di violenza. Protagonista di uno di questi momenti è il temibile Ike "the Spike" Stadtler (Christophe Zajac-Denek), piccoletto armato di punteruolo che in una delle sequenze più cruente viste finora uccide la misteriosa mora che ha organizzato l'attentato dinamitardo all'auto di Dougie.

I segreti di Twin Peaks: Laura Dern è Diane

Prima della conclusione al Bang Bang Bar c'è tempo per l'ennesima intuizione di Hawk che, come anticipato dalla Signora Ceppo, seguendo la propria eredità trova un misterioso biglietto nascosto nel bagno degli uomini della stazione di polizia di Twin Peaks, ma il vero colpo di scena arriva a metà episodio, quando in una notte piovosa l'Agente Albert si reca nel Max Von's Bar per incontrare... Diane. Finalmente dopo 25 anni diamo un volto al registratore a cui Dale Cooper si rivolgeva e scopriamo che Diane è una femme fatale dal caschetto platino che sorseggia Martini e ha il volto di Laura Dern. Perché Albert va in cerca di Diane? Riuscirà la segretaria storica di Cooper a favorirne il ritorno? A queste domande potremo fornire una risposta solo quando (se) David Lynch lo vorrà. Nel frattempo il regista ci stimola a unire i fili della trama per cogliere le molteplici connessioni che cominciano ad emergere.

Twin Peaks 3, episodio 6: e all'improvviso......
Valentina D'Amico
Redattore
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