True Detective: un protagonista ci lascia e la conclusione si avvicina

Il penultimo episodio di questa stagione 2 ci riserva alcune sorprese, tantissimi omicidi e finalmente anche qualche risposta. Ma i problemi che hanno afflitto il nuovo lavoro di Nic Pizzolatto sono tutt'altro che scomparsi.

True Detective

2014 - .... – Drammatico
4.2 4.2

Che dire di questo penultimo episodio di True Detective 2? Black Maps and Motel Rooms certamente rappresenta un episodio solido ed avvincente, un episodio in cui molti (ma ovviamente non tutti) dei nodi vengono al pettine e che necessariamente elimina alcune sottotrame e finalmente sfoltisce un po' l'intreccio incredibilmente - e forse anche inutilmente, ma ci torneremo dopo - complesso di questa seconda stagione.

True Detective: Vince Vaughn e Kelly Reilly interpretano Frank e Jordan Seymon in Black Maps and Motel Rooms

Per di più si chiude con un nuovo colpo di scena: con l'uccisione (questa volta vera, non dovrebbero esserci dubbi) a sorpresa di uno dei protagonisti da parte del tenente Kevin Burris; non più quindi un uomo mascherato, ma quel famigerato poliziotto corrotto "magro e bianco" che i nostri detective stavano cercando. Abbiamo finalmente scoperto anche l'assassino di Ben Caspere? Ovviamente la soluzione non è così semplice.
Finalmente questo True Detective 2 sta funzionando come dovrebbe e Nic Pizzolatto sta mantenendo fede al nome che si è fatto lo scorso anno? Decisamente no, i problemi di scrittura non mancano nemmeno questa volta.

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Il passato che ritorna

Fin dal primo episodio Pizzolatto ha lavorato molto sui personaggi principali, sulla loro psicologia e soprattutto sul "peso" che ognuno dei protagonisti si porta appresso. Adesso che siamo vicini alla fine possiamo dire che ciascuno dei quattro protagonisti ha dovuto affrontare in qualche modo i propri peccati e i propri demoni.

True Detective: Rachel McAdams interpreta Ani Bezzerides in Black Maps and Motel Rooms

Ani Bezzerides (Rachel McAdams) deve guardarsi indietro, parlare con il padre e ammettere di ricordare in realtà quanto successole da ragazzina, quando fu rapita e violentata da più uomini per quattro giorni. Non sappiamo se tutto questo tornerà nell'ultimo episodio e acquisterà una maggiore importanza, ma l'impressione è che, come nel caso di dell'incontro di Velcoro (Colin Farrell) la settimana scorsa con il vero stupratore della moglie, la questione probabilmente potrebbe chiudersi così com'è iniziata.

True Detective: gli attori Taylor Kitsch e Colin Farrell in Black Maps and Motel Rooms

E a dirla tutta quasi ce lo auguriamo, soprattutto se il passato deve essere sfruttato (male) com'è avvenuto per il Paul Woodrugh di Taylor Kitsch. Il povero detective è infatti il primo a pagarne il prezzo, ammazzato a tradimento dopo essere uscito incredibilmente vincitore da una trappola escogitata dal capo della polizia Holloway, con l'aiuto degli ex compagni di Paul della Black Mountain che ora lavorano esclusivamente per Catalast. Come mai Woodrugh finisce in questa trappola? Perché qualcuno lo sta ricattando con delle foto private, scattate in occasione di un incontro gay con un ex collega. Lo stesso collega che, mentre lo tiene sotto tiro, gli rinfaccia "Se tu fossi stato onesto su chi sei veramente, nessuno avrebbe potuto fregarti".

Senza considerare che tutta la sottotrama personale era stata finora assolutamente slegata dal resto dell'investigazione e che Woodrugh decide giustamente di non mettere mai al corrente i suoi colleghi. Se non ad un passo dalla sua fine, quando chiama Velcoro senza però raccontargli nulla, ma solo facendogli capire che sta forse consapevolmente andando verso la sua fine. E Velcoro, da grande detective, non si fa sfuggire che il ragazzo "deve avere qualche problema".

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True Detective: Taylor Kitsch parla al telefono in una scena dell'episodio Black Maps and Motel Rooms

L'esasperante ricerca della battuta di culto

True Detective: l'attore Colin Farrell in una scena dell'episodio Black Maps and Motel Rooms

Purtroppo Pizzolatto continua ad alternare ottimi momenti e dialoghi - e spesso anche qualche battuta particolarmente gustosa come quella dell'ex partner di Ani e il record giornalieri di tre abbracci - a momenti davvero imbarazzanti, soprattutto perché forzati, fuori contesto o comunque mai naturali, anche a causa di alcune interpretazioni non sempre eccelse. Lo stesso Kitsch funziona bene nei momenti più di azione, ma non altrettanto nelle scene drammatiche come appunto quella della resa dei conti finale nel tunnel e in cui sembra voler tradire gli altri due detective. Ma è soprattutto Vince Vaughn con il suo Frank Semyon, un personaggio sulla carta anche molto interessante, a vivere di momenti alterni, alcuni più felici (come tutta la parte finale in cui porta avanti il suo piano e incendia i locali) altri molto, molto meno.

True Detective: Vince Vaughn in un momento della puntata intitolata Black Maps and Motel Rooms

Anche in questo caso è soprattutto nei dialoghi il problema: "In the midst of being gangbanged by forces unseen, I figure I'd drill a new orifice, go on and fuck myself for a change". La battuta in questione, che non traduciamo non tanto per pudore ma per non renderla ancora più ridicola, forse avrebbe potuto funzionare in bocca all'Ari Gold di Jeremy Piven in Entourage, o comunque con un altro personaggio vulcanico e sopra le righe come i tanti che hanno fatto la storia della HBO. Ma nel caso di Frank Semyon suonano quasi sempre false, ridicole, assolutamente non necessarie (ricordate anche l'altra perla di qualche settimana fa? "It's like blue balls... in your heart"). Se un dialogo sbagliato non può distruggere un personaggio od un'intera serie, può però certamente aumentare quel distacco tra spettatore e storia, un distacco che in questa stagione è già fin troppo presente.

Indagini a tavolino

Ne abbiamo parlato già tante volte nelle scorse settimane, True Detective 2 non è la serie che ci aspettavamo. E non è un problema di qualità di scrittura o recitazione, e nemmeno di confronti con la stagione precedente, il problema principale per molti (ma, è giusto specificarlo, non per tutti) degli spettatori è la difficoltà di appassionarsi a questi personaggi e a questo caso, soprattutto quando è evidentemente vissuto dagli stessi protagonisti con grande freddezza.

True Detective: Colin Farrell e Rachel McAdams in Black Maps and Motel Rooms
True Detective: Vince Vaughn e Colin Farrell interpretano Frank e Ray in Black Maps and Motel Rooms

Avete notato quante volte i protagonisti della serie si trovano seduti ad un tavolo a discutere? Questo True Detective 2 è un poliziesco atipico, in cui le indagini avvengono soprattutto leggendo fogli di carta o rivangando il passato senza che ci venga mostrato: in pratica molti degli eventi più significativi ed importanti avvengono o sono avvenuti fuori scena. Si tratta di una scelta interessante e coraggiosa da parte di Pizzolatto, una scelta che, se vogliamo, rende anche molto più realistica la serie e la porta più dalle parti di un poliziesco puro o di un noir che un thriller. Ma anche come noir l'intreccio di Pizzolatto è fin troppo cerebrale e infatti, anche quando abbiamo molte risposte come in questo settimo episodio, manca un vero e proprio coinvolgimento emotivo.

La nostra teoria: molto rumore per nulla

True Detective: l'attore Vince Vaughn apre una cassaforte nell'episodio Black Maps and Motel Rooms

Non siamo quindi sconvolti dalla morte di Paul o dalle rivelazioni che questo Black Maps and Motel Rooms ci ha riservato, ma possiamo dirci comunque sufficientemente coinvolti da aspettare l'ultimo episodio (che durerà un'ora e mezzo) e vedere come questa stagione riuscirà a chiudere tutte le numerose questioni ancora aperte. A differenza della stagione precedente in cui alla fine del penultimo episodio avevamo finalmente l'identità dell'assassino, qui sembra che ci sia ancora molto da chiarire e sospettiamo che Pizzolatto abbia ancora un paio di assi nella manica.

Se dovessimo scommettere, noi ci giocheremmo tutto su una teoria che vedere come veri assassini di Caspere non i poliziotti o i politici corrotti che ruotano attorno a Vinci, ma i due giovanissimi orfani della rapina al gioielliere del 1993. Alcuni pensano che possano essere in realtà due personaggi già intravisti nel terzo episodio, sul set del finto film: il fotografo di scena e la segretaria di Caspere. Ma noi non riusciamo a non pensare che anche la barista sfigurata del bar in cui Ray si incontrava con Frank possa avere un ruolo in tutto questo. Fosse davvero così la risoluzione del caso sarebbe particolarmente interessante perché renderebbe l'omicidio di Caspere e quindi tutto il resto dell'intreccio (dal tracollo di Semyon alla creazione della task force Bezzerides/Velcoro/Woodrugh) la conseguenza di una semplice e personalissima vendetta. Un castello di carta che è stato distrutto quasi per caso ma che, crollando, ha portato tanta morte e tanto dolore anche in persone che con quegli avvenimento lontani nel tempo non avevano nulla a che fare. Se sarà davvero così lo scopriremo soltanto tra sette giorni.

True Detective: un protagonista ci lascia e la...
Luca Liguori
Redattore
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