Those Who Kill

2014

Those Who Kill: la nostra recensione della serie

Al via su Fox Crime il remake americano di 'Loro uccidono': Chloe Sevigny e James D'Arcy a caccia di serial killer sullo scenario di una Pittsburgh cupa e notturna.

Il plot

Una detective della omicidi bionda e tormentata, un affascinante docente di criminologia e una serie di delitti sullo sfondo di una Pittsburgh cupa e notturna. Nel primo episodio di Those Who Kill, remake a stelle e strisce della serie danese Loro uccidono, Catherine Jensen è alle prese con un caso difficile, quello relativo alle indagini su un corpo mummificato che è stato trovato in un sito in demolizione. Un'indagine per la quale decide di rivolgersi al professor Thomas Schaeffer, che successivamente dovrà far ricorso a tutta la sua competenza in criminologia per salvare Catherine.

Nel secondo episodio invece, mentre affronta le conseguenze emotive e legali del caso di cui si era occupata in precedenza, la detective Jensen intraprende un'indagine personale su un'altra vicenda, quella di una giovane ragazza, sposata da poco e mamma di un bambino piccolo, che è stata massacrata e gettata in un bidone della spazzatura dopo la fine del suo turno di lavoro. Tra gli elementi che potrebbero essere utili all'indagine, una scritta sull'asfalto, tracciata con il sangue.

Those Who Kill: Chloë Sevigny e Omid Abtahi in una scena

Una crime series convenzionale e poco trascinante

Per questo remake americano di Loro uccidono, l'azione si sposta dalla Danimarca a Pittsburgh, ma curiosamente gli autori hanno scelto di mantenere i nomi dei personaggi della serie originale anche nella nuova versione. Una crime series piuttosto convenzionale con una protagonista femminile impegnata a dare la caccia ad assassini seriali e a mettere insieme i tasselli di indagini complesse, con l'aiuto di un esperto di criminologia e di un medico legale. Una serie che, in teoria, avrebbe tutte le carte in regola per intrattenere piacevolmente chi ama il genere - come del resto a chi scrive - se non fosse che il problema maggiore risiede nel modo in cui sono sviluppati i personaggi principali. La Jensen interpretata da Chloë Sevigny sembra voler dimostrare a tutti i costi e in ogni inquadratura, di essere una donna tormentata, difficile, emotivamente e psicologicamente segnata dal suo lavoro e da un passato oscuro; il professore interpretato da James D'Arcy invece, vorrebbe essere irresistibile e saccente al tempo stesso, ma la caratterizzazione non risulta pienamente riuscita. Con due personaggi così poco incisivi e sviluppati in maniera "fredda", risulta difficile seguire con partecipazione le loro vicissitudini personali e lavorative.

Le mille luci di Pittsburgh

Se sul piano emotivo la serie sviluppata da Glen Morgan ci sembra poco riuscita e coinvolgente - almeno per i primi episodi - lo scenario è stato reso in maniera suggestiva. Una Pittsburgh prevalentemente notturna e affascinante, una città misteriosa e pericolosa che viene tratteggiata come la "tela del ragno" sulla quale si muovono assassini dalla mente profondamente disturbata. Alcune sequenze sono visivamente interessanti, come quella ambientata in un locale notturno, in un fluttuare continuo di luci al neon e con i volti illuminati da sorrisi inquietanti, o anche quella in cui il volto terrorizzato di una delle vittime si riflette nella maschera protettiva dell'uomo che la sta torturando. Non mancano ovviamente i riferimenti a "classici" del genere, tra cui tra cui Il silenzio degli innocenti - che viene citato apertamente verso la conclusione del pilot, ma il problema principale, lo ripetiamo, è la caratterizzazione dei personaggi. Sono loro che "uccidono" la partecipazione degli spettatori.

Those Who Kill:  James D'Arcy in una scena della serie
Those Who Kill: la nostra recensione della serie
Fabio Fusco
Redattore
2.5 2.5
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