The Walking Dead

2010 - ....

The Walking Dead 7: Negan uccide e la serie raggiunge vette di rara crudeltà e sadismo

Dopo il clamoroso cliffhanger che aveva fatto arrabbiare i fan al termine della scorsa stagione, Gimple e Nicotero riescono ad avviare il nuovo ciclo di episodi in maniera assolutamente sanguinaria ma anche memorabile. I difetti, però, anche questa volta non mancano...

The Walking Dead: un'immagine dell'episodio The Day Will Come When You Won't Be

Ci sono voluti poco più di sei mesi - trascorsi tra teorie e ipotesi, rumor spesso falsi ma anche diffide da parte della AMC nei confronti di fanclub fin troppo ficcanaso - ma alla fine il tanto discusso cliffhanger della sesta stagione, il più importante di The Walking Dead e forse in assoluto tra i più significativi/odiati della recente storia del piccolo schermo, ha trovato la sua risoluzione in questo primo episodio della settima stagione che ha un unico indiscusso protagonista: il Negan di Jeffrey Dean Morgan che, scopriamo dai titoli, è ormai considerato un regular a tutti gli effetti.

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Già ad aprile avevamo parlato in più di un'occasione di quanto questo cliffhanger fosse (inutilmente) rischioso per una serie così seguita, una serie che aveva sicuramente più da perdere che da guadagnare da una scelta del genere. Devono essersene resi conto anche gli autori - e in particolare Greg Nicotero e Scott M. Gimple che ritornano rispettivamente a firmare regia e sceneggiatura dopo il finale della sesta - e infatti hanno deciso di fare sul serio con questo The Day Will Come When You Won't Be (bel titolo che richiama la frase che il Dr. Jenner disse a Rick nell'ultimo episodio della prima stagione; quello italiano Io ti ucciderò invece ci ricorda la pigrizia che ogni tanto colpisce i titolisti italiani) e, quasi a voler smentire tutti i detrattori, hanno fatto in modo che fosse davvero memorabile. Possiamo dire che, nel bene o nel male, ci sono riusciti. Ovviamente, d'ora in poi seguono spoiler sull'episodio 7x01 Io ti ucciderò e sul fumetto (albo n. 100).

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Zombie (e sceneggiatori) nella nebbia

The Walking Dead: Rick osserva un walker in The Day Will Come When You Won't Be

Andiamo in ordine e cominciamo da quel cold open che ci era stato già anticipato dal materiale promo e che vede un Rick palesemente distrutto ma ancora in grado di mostrare quella rabbia e quel desiderio di vendetta che ci aspetteremmo. Quel "Non sarà oggi, non sarà domani, ma un giorno io ti ucciderò!" che arriva direttamente dalle pagine del fumetto è esattamente quello che noi spettatori vogliamo sentire dal nostro leader, ma non è quello che vuole sentire Negan. Non abbiamo ancora visto cosa è successo, non sappiamo chi è morto o di chi sia quel sangue sul volto trasfigurato di Rick (e, ci siamo quasi stancati di ripeterlo, Andrew Lincoln è sempre più bravo), ma sappiamo che qualsiasi cosa Negan abbia fatto al "nostro" gruppo non è ancora finita.

The Walking Dead: Jeffrey Dean Morgan è Negan in The Day Will Come When You Won't Be

L'errore più grave che Gimple potesse fare in questo episodio è proprio quello che segue, ovvero il ritardare ulteriormente una rivelazione, una risoluzione fin troppo attesa. Gimple ne commette uno ancora più grave, perché non solo aspetta quasi 20 minuti (pubblicità inclusa) prima di tornare a quella letale conta, ma ci regala oltre 10 minuti di azione zombesca assolutamente gratuiti. E soprattutto inutili, perché giocano con lo spettatore e con l'attesa per quello che dovrà venire, ma nel peggiore dei modi: senza tensione (perché Rick mai sarebbe potuto morire, non così), senza che Negan possa mettere davvero paura (diciamolo, quando si affaccia alla finestra o alla porta per salvare Rick sembra quasi ridicolo) e senza che tutta la scena abbia alcun senso.
A salvarsi può esserci solo il fascino di questi walkers nella nebbia, che circondano letteralmente Rick e Negan, i due leader, ma non è certo quello il momento adatto per azzardare metafore. Soprattutto poi quando questa "azione", questa gara di sopravvivenza, viene inframezzata da poco riusciti flashback/sogni dedicati ai suoi compagni e che hanno il solo scopo di riutilizzare tutto il materiale girato in estate.

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The Walking Dead: Jeffrey Dean Morgan in The Day Will Come When You Won't Be

Tutta questa prima parte dell'episodio sembra talmente poco coerente con il resto e talmente ridicola e sciatta nella scrittura da far venire quasi il sospetto che non fosse inizialmente prevista ma inserita solo per tentare di rendere più dinamica una premiere che, per sua natura, è invece fatta solo di monologhi, pianti e morte. E che non aveva zombie; perché, ricordiamolo, secondo la AMC non può esserci un episodio di The Walking Dead senza zombie e molto spesso abbiamo visto le (paradossali) conseguenze di questa regola autoimposta.

Quello che doveva essere insomma un episodio chiave per lo show, un episodio che magari potesse finalmente far fare il salto di qualità ad una serie spesso anche ingiustamente bistrattata, diventa invece il tipico esempio di quello che il peggior difetto di The Walking Dead, quello di sbagliare e spesso allungare i tempi anche quando non è necessario e non sapere sfruttare praticamente mai lo slancio, il momentum. Allo stesso tempo però, anche quando sbaglia tanto, The Walking Dead può sempre contare su una tensione drammatica che ha pochi eguali nella storia della TV, e per fortuna tutto questo emerge, dalla nebbia, nella seconda parte dell'episodio. Eccome, se emerge!

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The Walking Dead: Jeffrey Dean Morgan è Negan in The Day Will Come When You Won't Be

Negan mantiene le promesse e uccide... la speranza

The Walking Dead: Andrew Lincoln in The Day Will Come When You Won't Be

Nonostante l'inutilmente rischioso e insensato tête-à-tête con accetta nel camper, nonostante l'impossibilità di rendere giustizia al linguaggio scurrile e divertente che utilizza nel fumetto (ma che potremo comunque goderci nelle versioni alternative presenti nella versione homevideo) e nonostante i timori (che ora sappiamo essere infondati) di un'eccessiva censura anche per quanto riguarda la violenza, su una cosa non c'era e non c'è alcun dubbio: Negan è un personaggio spaventosamente riuscito tanto su carta che in TV, e il fascino irresistibile del suo interprete non fa altro che rendere quest'uomo ancora più imprevedibile, ancora più mostruoso e sadico.

Il Negan che finalmente vediamo in azione in questo episodio non solo conferma tutto quello che avevano già capito anche i non-lettori nel finale della stagione scorsa, ma in più aggiunge quella violenza, quella noncuranza e, in fondo, anche una sorta di strambo senso di "giustizia" che lo caratterizza e che lo rende, nonostante tutto, amato dai fan quanto e come gli altri protagonisti. E mette subito in chiaro che, se qualcuno ancora poteva dubitare che fosse tutto fumo e tutto arrosto o che fosse semplicemente un "nuovo" Governatore, beh, si sbagliava di grosso.

The Walking Dead: Michael Cudlitz in The Day Will Come When You Won't Be

Negan mantiene le sue promesse e per cominciare uccide Abraham, il destinatario finale di quella conta che ci ha tenuto in sospeso per mesi - e, permetteteci una leggera divagazione, aver incontrato Michael Cudlitz pochi giorno dopo quel cliffhanger e averlo visto non cedere di un millimetro, nonostante l'avessimo tutti tormentato di domande davanti e dietro il palco, rafforza ancor di più l'ottima impressione che ci ha fatto non solo come attore, ma come persona.

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Mentre ancora non ci siamo ripresi da quello che è successo, a sorpresa Negan uccide anche Glenn (in una sequenza identica a quella del fumetto) dopo un maldestro tentativo di ribellione di Daryl. Non contento, decide di distruggere anche Rick, di togliergli ogni velleità di vendetta e lo fa utilizzando Carl, imponendogli una scelta innaturale e quasi biblica (quella di sacrificare il figlio, quasi fosse Abramo o, se preferite, Abraham), e umiliandolo davanti al suo gruppo in tutti i modi possibili. Non ultimo, lasciandolo vivo. Ora Rick, il prigioniero Daryl, il resto del gruppo e Alexandria tutta sono di Negan. E Negan mantiene sempre le sue promesse.

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The Walking Dead: l'attore Steven Yeun in The Day Will Come When You Won't Be

"Benvenuti in un inizio nuovo di zecca, poveri stronzi!"

The Walking Dead: Norman Reedus in The Day Will Come When You Won't Be

Quando Negan dice quella frase ("Welcome to a brand new beginning you sorry sacks of shit") non si rivolge solo a Rick e agli altri, ma lo sta dicendo a tutti gli spettatori. Perché siamo di fatto entrati nell'era di Negan e lo abbiamo fatto nel modo peggiore possibile, con violenza e sadismo davvero inauditi e inimmaginabili anche per chi aveva letto il fumetto. Per molti quanto mostrato sarà stato anche troppo, quasi fosse un'eccessiva dimostrazione di forza da parte degli autori e della AMC, ma ragionandoci bene perché in fondo non dovrebbe essere così?

A differenza di quanto accadeva nel fumetto, Rick si è rivelato per Negan già da adesso un osso molto duro ed anche un leader senza scrupoli - ricordiamo tutti vero quando Rick decide di attaccare per primo, di nascosto, l'avamposto nemico e uccidere molte persone nel sonno? - ha perfettamente senso quindi che la sua risposta sia coerente a quanto potevamo aspettarci ma anche più "proporzionata" alla situazione ben più complessa e tragica della serie. Il The Walking Dead in versione televisiva non si è mai fatto troppi problemi ad andare oltre le aspettative in termini di violenza, di scene shock (ricordate Carol, Lizzie e i fiori?) e di rappresentazione del dolore: di certo non lo farà adesso che è arrivato il personaggio che più di tutti, da anni, ne rappresenta l'anima sadica. D'altronde "Lucille ha sete".

The Walking Dead: Michael Cudlitz in The Day Will Come When You Won't Be

Quello che magari può sembrare eccessivo in questo caso non è tanto la violenza in sé o la crudezza delle immagini, ma il modo in cui ci si adagia su certi temi: a prescindere dai già citati (brutti) montaggi in cui TUTTI i personaggi vengono colpiti dalla mazza, era davvero necessaria quell'immagine finale (la cui idea, tra l'altro, è mezza rubata da Buffy e dal capolavoro di Joss Whedon, Un corpo freddo) in cui tutti siedono felici e sorridenti, con tanto di figlio di Glenn e Maggie? A questo punto siamo davvero sicuri che sia Negan il vero sadico?

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The Walking Dead: la cena di famiglia mostrata in The Day Will Come When You Won't Be

Può esistere un The Walking Dead senza Glenn o Abraham?

The Walking Dead: l'attrice Lauren Cohan in The Day Will Come When You Won't Be

Siamo davanti ad un nuovo inizio e siamo certi che a molti sembrerà strano, molto strano, ritrovarsi adesso a guardare una serie senza due protagonisti molto amati e così importanti anche per alcune storyline ancora vive: Maggie, Rosita e Sasha dovranno tutte affrontare il lutto, così come Eugene, e Rick si troverà senza due preziosi alleati (tre contando anche Daryl) proprio nel momento più difficile. Ma, se può consolare, tutto questo accadeva già nel fumetto, anche se magari in modalità diverse, ed è quasi buffo pensare che mai come questa volta lo show sembri essersi allineato all'opera originale di Robert Kirkman, quasi come abbia fatto di tutto per mettersi in pari, recuperare il tempo perduto. Sarà così anche per gli episodi successivi? Se così fosse, chi ha letto i fumetti sa bene cosa aspettarsi e Negan ovviamente sarà ancora una volta il protagonista assoluto. Per molto tempo ancora. Al tempo stesso però aspettiamoci altre novità da altri fronti, perché se Rick deciderà di dare ascolto a Maggie, e quindi combattere Negan piuttosto che rassegnarsi, serviranno aiuti. Servirà l'arrivo della cavalleria. E magari anche una tigre. Insomma ci vediamo la settimana prossima nel Regno!

The Walking Dead 7: Negan uccide e la serie...
Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
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