The Walking Dead 6, il punto di non ritorno per Rick: la serie supera il fumetto per cattiveria e cinismo

In uno show che sembra sempre più allinearsi alla sua fonte, ovvero gli albi di Robert Kirkman, ci aspettavano a questo punto un po' di digressioni e riempitivi: non certo il materiale esplosivo che è al cuore di questo episodio...

The Walking Dead

2010 - .... – Drammatico
4.1 4.1

Nelle scorse settimane ci è spesso capitato di sottolineare quanto la serie The Walking Dead recentemente si fosse avvicinata al fumetto. Per pura curiosità, proprio ieri siamo andati a rileggere gli albi corrispondenti agli ultimi episodi - per gli interessati, siamo appena entrati in nuovo mini-ciclo intitolato Quel che fa paura (Something to Fear) - e ci siamo effettivamente chiesti come avrebbero gestito questi ultimi 5 episodi mancanti al finale della stagione.

The Walking Dead: una foto degli ultimi minuti dell'episodio Not Tomorrow Yet

Questo perché ci sembra logico e scontato aspettarsi il tanto chiacchierato arrivo di Negan (che corrisponde al famigerato albo numero 100 del fumetti, il più celebre e discusso di tutta la serie di Robert Kirkman) soltanto negli ultimi minuti di questa stagione 6, e considerato che il primo impatto con i Salvatori è già stato "bruciato" da quell'incontro esplosivo di Daryl, Sasha e Abraham con i motociclisti, eravamo davvero molto curiosi di capire come avrebbero "riempito" questa attesa e cosa sarebbe avvenuto nel frattempo. Di certo, non ci aspettavamo che un episodio "riempitivo" come questo Non è ancora domani (Not Tomorrow Yet) potesse allontanarsi così tanto dal fumetto e prendere una piega del genere, soprattutto considerato tutte le conseguenze che necessariamente si porterà dietro. Ma prima torniamo ad Alexandria per vedere come se la passano alcune vecchie conoscenze.

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The Walking Dead: Carol in un'immagine di Not Tomorrow Yet

Guerra (tanta) e pace (poca)

The Walking Dead: Melissa McBride e Lennie James in Not Tomorrow Yet

Da quando la timeline si è spostata in avanti di qualche settimana, non avevamo ancora visto Carol, ma la immaginavamo ancora scossa sia dalla lite con Morgan avvenuta durante l'assedio, che per la morte (di cui è inconsapevolmente responsabile) del piccolo Sam Anderson a cui era comunque legata. La ritroviamo invece allegra e felice, che riprende il suo ruolo da casalinga e simbolica mamma della comunità che prepara degli appetitosi, benché strambi, biscotti rosa alle barbabietole e ghiande.

The Walking Dead: Melissa McBride è Carol mentre sforna i suoi famosi biscotti in Not Tomorrow Yet
The Walking Dead: Jason Douglas e Melissa McBride in una foto tratta da Not Tomorrow Yet

Sono passati alcuni episodi, ma basta poco, pochissimo per farci ricordare quanto amiamo il personaggio di Carol, la sua evoluzione dalla prima stagione ad oggi e soprattutto la sua interprete Melissa McBride, (ex)casting director di professione e attrice quasi per caso ma a cui bastano pochissimi dialoghi e sguardi per conquistare la scena. Lo stesso succede in questo bellissimo cold open che parte allegro e spensierato (grazie anche alla canzone Weeds Or Wildflowers dei Parsonsfield) ma che istantaneamente si incupisce come il cielo che Carol osserva coprirsi di nuvole.

Le nuvole nel suo caso sono le cattive notizie che Rick riporta a casa da Hilltop, notizie di una nuova guerra imminente, e che la costringono ancora una volta a lasciar perdere il ruolo che una volta le si addiceva di più, e che nel cuor suo sarebbe felice di riprendere, per tornare ad essere la guerriera che abbiamo conosciuto. Ed è così che Carol lascia un ultimo biscotto davanti alla tomba del piccolo Sam, evita una nuova ed inutile discussione con Morgan ed è pronta ad affrontare il suo nuovo destino. Ma di notte non riesce a dormire: conta e scrive su un taccuino le persone che ha dovuto uccidere e il cui ricordo, il cui peso, si porta per sempre dentro e poi va a fumare fuori dove incontra Tobin, l'unico che non la vede come una mamma e l'unico che la può consolare. D'altronde non è ancora domani.

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The Walking Dead: Andrew Lincoln interpreta Rick in Not Tomorrow Yet

Del doman non v'è certezza

Quando Rick, in chiesa e davanti a quasi tutti i cittadini di Alexandria, parla del piano del giorno successivo, nessuno o quasi ha il coraggio di parlare. Ma dai loro sguardi si capisce che tutti sanno che le azioni scelte da Rick avranno gravi e pesanti conseguenze, porteranno a una vera e propria guerra, una guerra che in un attimo spezza tutte le speranze di coloro che, da poche settimane, avevano cominciato a credere nella possibilità di una vita migliore, più semplice e normale. Perfino Morgan, l'unico ad avere obiezioni e a continuare a sperare che tutto si possa risolvere senza la violenza e senza uccidere esseri umani, sa che non c'è veramente possibilità di tornare indietro e che la sua proposta pacifista non potrà mai davvero essere presa in considerazione.

The Walking Dead: l'attrice Christian Serratos in un momento drammatico di Not Tomorrow Yet

Ed è così che per molti la sera prima della partenza, prima del "domani", rappresenta un'ultima occasione: Abraham decide di lasciare Rosita e lo fa nel peggiore dei modi ("Pensavo fossi l'ultima donna del mondo, non lo sei") e con i soliti dialoghi surreali che gli competono; Maggie e Glenn cercano di trovare un equilibrio tra quello che sentono di dover fare per la comunità e il loro imminente diventare genitori; Tara saluta Denise e le dice che la ama, ma non riesce ancora a raccontarle il suo passato e di quanto fatto con il Governatore. Riusciranno queste tre coppie a ricongiungersi "domani"?

The Walking Dead: Rosita in azione in Not Tomorrow Yet

Fa più paura Rick o Negan?

The Walking Dead: Andrew Lincoln è Rick in Not Tomorrow Yet

Prima di attuare il piano ed entrate nella "base" dei Salvatori, bisogna trovare un escamotage e quale migliore soluzione se non quella di portare a Negan quello che desiderava: la testa di Gregory, il leader di Hilltop. Se per un attimo abbiamo pensato che Rick davvero potesse scegliere di tagliargli la testa è perché in fondo è vero quello che viene detto a Rick nell'episodio: "I Salvatori fanno paura, ma non sono niente in confronto a te". E se c'è un episodio in cui emerge tutta la follia di Rick, in cui ritorna quello che avevamo visto spaventare a morte la gente di Alexandria, è certamente questo, e non solo per le teste tagliate degli zombie e poi prese a cazzotti. (A proposito, le avete riconosciute?)

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The Walking Dead: una foto dell'episodio Not Tomorrow Yet

Punto di non ritorno

The Walking Dead: un inquietante dettaglio dell'episodio Not Tomorrow Yet

Non che i Salvatori siano degli angioletti, anzi: le polaroid presenti nel covo che mostrano teste spappolate da una sorta di mazza chiodata (ai lettori del fumetto basterà una sola parola: Lucille...) sono un chiaro indicatore (e foreshadowing) di che razza di gente siano, ma il piano di Rick di uccidere a sangue freddo e nel sonno così tante persone è davvero spietato e da far voltare lo stomaco non soltanto a Glenn e Heath che devono portarlo a termine, ma anche agli spettatori di una serie che finora non aveva mai risparmiato nulla, se non l'omicidio premeditato e ingiustificato da parte dei "buoni". Dopo questo episodio invece sarà davvero faticoso continuare a chiamarli così e nemmeno più le virgolette potrebbero bastare.

The Walking Dead: il gruppo di Rick in azione in Not Tomorrow Yet
The Walking Dead: l'attore seth Gilliam in Not Tomorrow Yet

Da un punto di vista della realizzazione va certamente notato, però, come l'episodio riesca a gestire al meglio il cambio di ritmo, trasformando scene di grande tensione drammatica, come appunto le uccisioni nel sonno o l'infiltrarsi nella base, in sequenze di azione molto adrenaliniche e dal grande impatto visivo. Il tutto riuscendo comunque a dare il giusto spazio al cambiamento che sta avvenendo in personaggi secondari quali Tara e Gabriel, che finalmente riescono a trovare un senso, ma soprattutto in Glenn, che, aiutando Heath, si conferma il più "puro" del gruppo anche in questa occasione.

The Walking Dead: l'attacco al rifugio dei Salvatori in Not Tomorrow Yet

Carol e Maggie in pericolo?

The Walking Dead: Not Tomorrow Yet

Così come era cominciato, con una canzone, si chiude questo inaspettato episodio che devia in maniera significativa dal fumetto: questa volta è Arsonist's Lullabye di Hozier ad accompagnarci mentre ci viene mostrato quello che sembra una dolorosa, ma comunque lieta, fine alla questione Salvatori, una situazione che ovviamente non potrebbe essere più lontana dalla realtà (Michonne dice addirittura "avrei voluto sapere chi tra quelli fosse Negan") considerato che non solo quella che hanno attaccato è soltanto un avamposto e non la vera base ma che l'episodio si chiude con un bel cliffhanger che cambia il senso della missione di Rick e che mette in pericolo Maggie e Carol.

The Walking Dead: Ross Marquand in un drammatico momento di Not Tomorrow Yet

La scorsa settimana avevamo puntato tutto su una prossima e quasi inevitabile morte di Abraham - considerato tutte le scene a lui dedicate e l'epifania finale, e in fondo anche questo episodio non scherza - ma dopo il bellissimo incipit su Carol e gli sviluppi (anche amorosi) di questo episodio c'è sicuramente da tremare anche per il suo destino. Oltre che Maggie, ovviamente, che è incinta e che insieme al marito ne ha già passate di tutte i colori questa stagione e finora ne è sempre uscita per il rotto della cuffia. Dal promo del prossimo episodio si intravede una new entry, interpretata da Alicia Witt, molto combattiva che non promette nulla di buono per i nostri. Che novità, vero?

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The Walking Dead 6, il punto di non ritorno per...
Luca Liguori
Redattore
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