The Walking Dead 6: un episodio 'zen' per scoprire il passato di Morgan

Ancora un episodio di ottimo livello, sebbene atipico e "statico", per una serie che si fa sempre più ambiziosa nella messa in scena, nella scrittura e nell'approfondimento dei suoi personaggi.

The Walking Dead

2010 - .... – Drammatico
4.1 4.1

Sarà per il naturale carisma dell'attore Lennie James, e sarà forse anche il fatto che, quando 5 anni fa The Walking Dead faceva il suo esordio, era ancora fresco il ricordo della sua magnetica performance in un serial imperfetto ma affascinante (e ormai dimenticato da tutti) come Jericho, ma il personaggio di Morgan Jones già dal pilot era rimasto nel cuore di molti spettatori.

The Walking Dead: Lennie James in Qui non è qui

L'avevamo poi rivisto nella terza stagione nell'ottimo episodio Ripulire (Clear), cambiato, in peggio, per la tragica morte del figlio Duane ed infine per pochi minuti nella stagione cinque, quando un Morgan nuovamente sano di mente si era messo sulle tracce di Rick per il tanto desiderato ricongiungimento e aveva incontrato prima i pericolosi Lupi, che aveva fatto fuori con grande abilità, e poi Aaron e Daryl.

The Walking Dead: l'attore Lennie James interpreta Morgan in Qui non è qui

Cosa sia successo a Morgan tra la terza e il finale della quinta stagione era stato finora un mistero; con l'episodio Qui non è qui (Here's Not Here) scopriamo cosa lo ha portato, non solo a ritrovare la ragione, ma anche ad abbracciare una filosofia pacifista che certamente poco si confà al mondo post-apocalittico violento e crudele che abbia conosciuto finora.

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L'episodio giusto nel momento sbagliato?

The Walking Dead: una foto dell'episodio Qui non è qui

Prima ancora però di andare a parlare di questo ottimo episodio, bisogna quantomeno fare una considerazione sulla scelta, coraggiosa ma anche bizzarra della AMC. Tutto il mondo infatti era in attesa di questo quarto episodio per un motivo ed un motivo soltanto: ovvero sapere se Glenn sia davvero morto, dopo che veniva apparentemente finito in pasto agli zombie la scorsa settimana. L'unica risposta che ci viene data qui non è incoraggiante, visto che l'attore Steven Yeun è stato eliminato dai titoli di testa. Dobbiamo perdere ogni speranza? Probabilmente no, ma di certo dovremo aspettare ancora un po' prima di avere conferme, probabilmente anche più di una settimana da quello che si può intuire dai due promo rilasciati dalla AMC (che trovate in fondo a questo articolo e di cui parleremo più approfonditamente).

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Se, da una parte, questa scelta farà arrabbiare molti, bisogna anche ammettere che inserire subito dopo quei cliffhanger (non solo Glenn, ma anche Rick e la sua mano) un episodio del genere dimostra una forza e una sfrontatezza da parte degli autori davvero ammirevole. Anche perché se la parte ambientata nel presente va avanti davvero molto poco (Morgan prova ad interrogare l'unico Lupo superstite dell'episodio 2), anche tutte le rivelazioni sul passato del protagonista in moltissimi altri show sarebbero stati inseriti PRIMA di alcuni eventi fondamentali e non soltanto dopo com'è stato fatto in questo caso.

Perché vedere questo episodio adesso vuol dire poter apprezzare ancora di più le scelte fatte da Morgan nei primi due episodi di questa stagione, e anche capire meglio l'importanza e la bellezza di alcuni momenti quale la breve permanenza di Morgan nella cella di Alexandria e anche il momento in cui Rick gli porge la piccola Judith e gliela fa tenere in braccio.

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Un uomo diverso

The Walking Dead: la capretta Tabitha nell'episodio Qui non è qui

Veniamo quindi al cuore dell'episodio, a questo lungo flashback che ci riporta ai tempi della stagione 3, quando Rick e gli altri cercavano di cominciare una nuova vita nella prigione e invece Morgan aveva completamente perso la testa in seguito alla morte del figlio. Il Morgan Jones che rivediamo ad inizio episodio è quello che avevamo conosciuto in Clear, ma ancora più estremo, un uomo che ha deciso di "ripulire"/uccidere il mondo uno zombie alla volta, un uomo alla volta, senza eccezioni. Fino a che non sente il belato di una capra e vede una baita di legno, nascosta ed isolata, ma tutt'altro che disabitata.

Il padrone della casa, e della capra, è tale Eastman, un ex psicologo che adesso ha come priorità nella vita il riuscire a fare del buon formaggio, ma che è anche un esperto di aikido, un'antica arte marziale giapponese di auto-difesa, che si basa sul principio di non resistenza, sul "ridirigere, sull'evitare, sul preoccuparsi del benessere dell'avversario e non solo di se stessi". Nonostante questa filosofia pacifista, Eastman sa il fatto suo con il suo bastone e così Morgan finisce sconfitto ed imprigionato. Ma il suo carceriere gli dà da mangiare, gli insegna la sua filosofia, gli racconta del suo terribile passato. Lo cambia e lo trasforma nel Morgan Jones che abbiamo conosciuto in questa sesta stagione e lo fa con un sacrificio ed una richiesta, quella di non arrendersi.

The Walking Dead: Lennie James e John Carroll Lynch in Qui non è qui

Eastman - che è interpretato da un ottimo John Carroll Lynch, in un ruolo che quindi non potrebbe essere più diverso da quelli da serial killer delle ultime due stagioni di American Horror Story - è l'esatto opposto di Rick e i suoi compari, è un uomo su cui non ha gravato "la fine del mondo" perchè il suo mondo è crollato già prima che succede. Perché il male degli uomini l'ha già toccato nel peggiore dei modi.

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Ottimismo o utopia?

The Walking Dead: l'attore Lennie James in una foto di Qui non è qui

Si tratta di una differenza fondamentale, una differenza che soltanto uno come Morgan, che a sua volta ha già perso tutto, può capire mentre un Rick, che si trova ancora oggi a lottare con i denti e con gli artigli per la sua famiglia, non potrà mai accettare. Per questo la filosofia di Morgan e il contrasto con quanto sta succedendo e ancora succederà ad Alexandria e con i Lupi probabilmente metterà a rischio la sicurezza di tutti, d'altronde l'ha già fatto quando alcuni dei nemici lasciati vivi e liberi da Morgan hanno attentato la vita di Rick al camper.

The Walking Dead: Lennie James e John Carroll Lynch in Qui non è qui

Lo stesso produttore dello show Gregory Nicotero proprio ieri ha dichiaro che "Morgan sta giocando con il fuoco" e quello a cui si riferisce è il lasciare vivo un Lupo (nomen omen) dentro la propria casa. Quantomeno nella scena finale, chiudendo la cella a chiave, dimostra di aver imparato molto da Eastman, ma di essere comunque più cauto e meno fiducioso. E, ci viene da dire, fa bene, perché non tutti sono Morgan Jones. E certamente non lo sono i Lupi, anche se il loro credo di "uccidere tutti" non a caso ricorda moltissimo quel "ripulire" che più volte ricompare in questo affascinante e significativo episodio. Riuscirà Morgan a tenere fede a questa sua filosofia? Non è facile dare una risposta a questa domanda, perché uno degli aspetti più riusciti di questo episodio (che è curatissimo in ogni dettaglio e non lascia nulla senza una spiegazione) è proprio il mostrare come, anche da parte di Eastman, questa scelta di non uccidere non sia mai semplice o automatica, ma sempre e comunque una lotta. E Lennie James è davvero eccellente nel riuscire sempre a dimostrare quanto questa lotta interna sia presente dentro Morgan.

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Cosa succederà nel prossimo episodio?

Si ripartirà da quanto Morgan sente arrivare da fuori, da quella richiesta di aprire il cancello da parte di una voce che non riusciamo a riconoscere? Probabilmente sì, e a confermarcelo sembrerebbe essere proprio il titolo del quinto episodio Now, che richiama ovviamente la distinzione then/now dell'episodio appena visto. In Now quindi dovremmo vedere cos'altro ancora succederà alla comunità di Alexandria e ai suoi abitanti superstiti, tra cui la bella Jessie, ma anche vecchie conoscenze come Carl e Maggie.

I più la AMC sembrerebbe aver rilasciato (forse per sbaglio) anche un promo del sesto episodio, ancora senza titolo, in cui rivediamo invece Daryl, Abraham e Sasha alle prese con zombie vari ma anche con quella che potrebbe essere la tana dei Lupi. Di Glenn o Rick, per ora, nessuna traccia.

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Luca Liguori
Redattore
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