The Walking Dead 6: la verità su Glenn e sull'assedio di Alexandria

Un episodio di transizione che si chiude con un cliffhanger che lascia pochi dubbi sull'importanza del prossimo; l'elemento più prominente, in ogni caso, è la chiarificazione tanto attesa sulla sorte del popolarissimo personaggio interpretato da Steven Yeun.

The Walking Dead 6: la verità su Glenn e...
The Walking Dead: l'attore Steven Yeun nell'episodio Thank You

Che Glenn fosse uno dei personaggi più amati di The Walking Dead lo sapevamo da un pezzo, d'altronde non è che sono poi tanti i superstiti del gruppo storico della primissima stagione. Ma probabilmente nessuno, nemmeno gli autori della serie o lo stesso interprete Steven Yeun, si aspettavano di creare un vero e proprio caso mediatico intorno all'apparente scomparsa di questo personaggio alla fine dell'episodio Grazie (6x03, Thank You).

The Walking Dead: una drammatica scena di Thank You

In particolare sui social il popolo del web si è scatenato con meme, battute, perfino petizioni online: c'è chi minacciava di lasciar perdere per sempre la serie se Glenn fosse morto e chi invece l'esatto contrario, perché, a detta di molti, dopo una sequenza del genere farlo scampare alla morte sarebbe stato davvero troppo, il cosiddetto salto dello squalo (zombie, ovviamente). Proprio per questo motivo, questo episodio intitolato Non lasciare che muoia (Heads Up) - pur non troppo diverso, in fondo, dai due precedenti nel suo essere interlocutorio e preparatorio al gran finale di metà stagione - è particolarmente interessante e degno di attenzione, quantomeno nei 5 minuti iniziali e finali.

Diventare mostri

The Walking Dead: Lennie James interpreta Morgan in Heads Up

Prima ancora però di tornare da Glenn, andiamo dal nostro caro Morgan Jones, un personaggio a cui non possiamo che sentirci affini dopo il bellissimo episodio monografico in flashback. Il problema è che se noi possiamo capire le sue ragioni riguardo alla volontà di non uccidere, lo stesso non vale per Michonne e Carol e soprattutto per Rick che, proprio a causa della filosofia dell'amico, si è ritrovato da solo ad affrontare cinque Lupi fuggiaschi che per poco non lo facevano fuori. Il bello di questo dialogo sta soprattutto nei dubbi che Morgan stesso dimostra di avere e che a sua volta riesce ad instillare in Rick e gli altri portando degli esempi in cui tutti gli spettatori possono ritrovarsi semplicemente andando a ritroso nella memoria e negli episodi.

The Walking Dead: Melissa McBride in una foto dell'episodio Heads Up

"Ogni vita è preziosa" sembra essere un tema centrale per questa stagione e per la serie stessa, ed è bello che continui a trovare spazio e che anzi "impegni" alcuni dei personaggi centrali dello show, come per esempio Carol che scopre il segreto di Morgan ma non sappiamo come potrà reagire, soprattutto dopo le parole innocenti del piccolo Sam. Davvero Carol crede che sia proprio continuando ad uccidere che si diventa mostri come quei Lupi che l'hanno aggredita?

The Walking Dead: una scena dell'episodio Heads Up
The Walking Dead: Austin Nichols e Andrew Lincoln in un'immagine di Heads Up

Così come ci sembra interessante l'elemento che emerge da quanto Rick urla a Tara ("Sei già quasi morta una volta per QUESTE persone") quando lei, senza pensarci un attimo, si precipita a salvare Spencer: sappiamo bene quanto Rick sia pronto sempre e comunque a sacrificarsi per la sua famiglia e il suo gruppo, ma è evidente che ancora non riesce a considerare allo stesso modo gli abitanti di Alexandria che, però, dal canto loro incominciano a considerarlo un vero leader.

The Walking Dead: l'attore Josh McDermitt nell'episodio Heads Up

È un peccato che questi momenti più riflessivi arrivino però dopo altri due episodi poco bilanciati e in cui la trama è andata molto poco avanti. Avremmo per esempio preferito vedere più tempo impiegato su questo come approfondimento che su quanto mostratoci da Daryl, Sasha e Abraham o da Jessie e suo figlio Ron nelle due ore precedenti, tutte storyline francamente evitabili o comunque non così interessanti o ben scritte da meritare tutto questo spazio.

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Glenn è vivo, viva Glenn!

The Walking Dead: l'attore Steven Yeun in una scena dell'episodio Heads Up

I primi minuti invece, il cosiddetto cold open, sono di quelli memorabili, non solo per la pregevole fattura con cui sono realizzati ma perché appunto rispondono finalmente alla domanda che assillava molti. Glenn è quindi sopravvissuto esattamente come molti si aspettavano, nascondendosi sotto il cassonetto (e se pensate che non sia possibile sappiate che ci sono molti fan americani che nelle scorse settimane hanno provato e riprovato per voi!) e sfruttando la distrazione dei tanti zombie troppo presi dal mangiare e smembrare il povero Nicholas ("Grazie a te Nicholas" avrebbero potuto intitolare questo episodio).

The Walking Dead: Steven Yeun interpreta Glenn in Heads Up

Possiamo dirci soddisfatti della spiegazione che ci è stata data? Diciamo pure che l'inquadratura di qualche settimana fa era certamente più menzognera e che queste nuove immagini invece lasciano più spazio all'immaginazione. Se comunque non ci sentiamo del tutto truffati, possiamo certamente dire che l'effetto sorpresa in cui forse gli autori speravano era sparito da un bel pezzo, e questo dovrebbe forse far riflettere sull'opportunità, al giorno d'oggi, di tentare questi tipi di colpi di scena quando poi sul web si trovano facilmente foto rubate dai set, avvistamenti, dichiarazioni anonime e quanto altro.

The Walking Dead: Katelyn Nacon e Steven Yeun in Heads Up

Tornando però alla serie vera e propria possiamo dirci comunque felici del risultato, perché vedere di nuovo Glenn è un piacere, e non solo per una questione di affezione, ma perché in fondo rappresenta un po' il cuore, l'animo buono del gruppo, la speranza di un futuro migliore. Non è un a caso che i palloncini che lui ed Enid raccolgono siano proprio di colore verde e che Maggie nel bel finale, vedendoli volare, immediatamente capisca il loro significato.
Ma come sempre in The Walking Dead i momenti di felici sono destinati a durare pochissimi attimi e infatti l'episodio si chiude nel peggiore dei modi, con un edificio che crolla e si abbatte sulle mura che, fino a quel momento, rappresentavano l'unica salvezza di Alexandria (e meno male che poco prima Glenn aveva detto ad Enid per consolarla: "Guarda, i muri sono ancora in piedi. Le case sono ancora in piedi").

Tutte le strade portano a... "Nessuna via d'uscita"

The Walking Dead: l'albo del fumetto No Way Out

Nel primo articolo dedicato a questa stagione avevamo detto chiaramente che la direzione in cui stavamo andando era quella di un miniciclo preso direttamente dai fumetti che riguarda proprio l'attacco da parte di un'immensa orda di zombie ai danni di Alexandria: si tratta di un albo (No Way Out in originale) che i fan dei comics ricordano molto bene anche a causa di alcune morti importanti e di altri avvenimenti molto spiacevoli che avranno grandi conseguenze per il futuro della serie. In questi 7 episodi sono state prese tante strade diverse e come sempre ci sono stati molti cambiamenti rispetto all'opera originale, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che il prossimo episodio intitolato Start to Finish, l'ultimo prima della pausa invernale, racconterà più o meno quanto già visto attraverso le tavole in bianco e nero di Robert Kirkman e Charlie Adlard.

Cosa aspettarsi quindi è abbastanza evidente e d'altronde il cliffhanger finale lascia pochi dubbi, il muro è andato e non c'è nulla ormai che può fermare gli zombie dall'invadere Alexandria. Il punto ormai non è più se o quando succederà, ma se e come riusciranno a difendersi da una quantità di zombie che non hanno finora mai dovuto affrontare. Il prossimo episodio sarà quindi il primo da diverse settimane che non ci vedrà più ansiosi di sapere del destino di Glenn (che anzi, in questo momento, sta perfino meglio di tutti gli altri) ma di certo ad Alexandria nessuno è più al sicuro, con l'aggravante che le prossimi morti, questa volta ne siamo certi, saranno vere e definitive.

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Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
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