The Good Wife: il commento all'episodio 6x09, Sticky Content

Un episodio ricco di eventi ed emozioni contrastanti che rappresenta anche una delle vette interpretative di sempre per la protagonista del nostro show, la divina Julianna Margulies.

The Good Wife: il commento all'episodio 6x09,...
The Good Wife

2009 - 2016 – Drammatico
3.8 3.8

La campagna elettorale di Alicia è ormai pienamente avviata, ed è il momento di scegliere se abbassarsi ad attacchi personali all'avversario, che è in vantaggio su di lei di tre punti, oppure cercare di nobilitare la sfida. Purtroppo, nonostante il patto siglato con Frank Prady, non sembra in potere dei candidati impedire che strali velenosi partano dai loro sostenitori e dal loro entourage.

Nel frattempo l'FBI, allo scopo di indurlo a testimoniare contro Lemond Bishop, convoca Cary per sottoporgli un'inquietante wiretap in cui il narcotrafficante sembra deciso a ordinare la sua eliminazione fisica. Diane gli assume una guardia del corpo, ma Cary sembra persuaso che la registrazione sia stata falsificata. Mentre Kalinda lavora per cercare di scoprire se la conversazione è realmente avvenuta, Cary decide di affrontare Bishop faccia a faccia.

La diva Julianna

The Good Wife: Julianna Margulies e David Hyde Pierce in una scena di Sticky Content

Come nell'episodio precedente, Red Zone, la storyline più interessante e vigorosa di questo Sticky Content è quella che coinvolge Alicia e la sua campagna elettorale per il posto di procuratore dell'Illinois. Una magnifica Julianna Margulies, che trasuda carisma e umorismo, è attorniata da comprimari di primordine (impagabili i battibecchi tra David Krumholtz e Sarah Steele) e spalleggiata da una teleplay che le permette di attraversare infinite emozioni: dalla nostalgia dolceamara evocata da un semplice sguardo a una foto che la ritrae con Will, all'angoscia e alla delusione quando scopre della relazione di Peter con Ramona, dall'autoironia nella scena in è costretta a rifare lo spot elettorale alla tensione erotica con il suo amico Finn Polmar (finn-al-men-te!); dalla falsissima e tesissima intervista a due con Peter fino al momento più esaltante, quando, preso atto della propria solitudine, messi da parte per il momento i sentimenti per Finn, Alicia rifila al fedifrago recidivo un pistolotto memorabile.

Contenuto pubblicitario

Zip your pants, shut your mouth, and stop banging the help.

Chi è senza peccato...

The Good Wife: Julianna Margulies e David Hyde Pierce nell'episodio intitolato Sticky Content

The Good Wife non ha mai lesinato cinismo affrontando il tema delle trame politiche ed elettorali, pur gestendole sempre con l'eleganza stilistica e l'ironia che lo contraddistingue. Lo sguardo alle strategie di campagna qui è più penetrante e sarcastico del solito, con Elfman che spiega ad Alicia che lo spot in cui Frank Prady viene trasformato nel dinosauro closeted gay DINO (Democratic in Name Only) è efficace e memorabile proprio perché incredibilmente crasso e stupido. E purtroppo, come sa bene chi lavora oggi nei media, ha perfettamente ragione. Grazie alla sottile ambiguità delle loro performance, d'altra parte, la Divina e il suo collega David Hyde Pierce non ci permettono di capire quanto davvero Alicia e Prady siano sinceri l'una con l'altro nelle loro intenzioni, o quanto inclini piuttosto alla coltellata alle spalle.
Insomma, mentre la campagna elettorale per il ruolo di Governatore nella quarta stagione dello show aveva visto sfidarsi due politici navigati come Peter Florrick e Mike Kresteva, l'avversario repubblicano, capaci di ogni bassezza, qui abbiamo due neofiti, apparentemente desiderosi di condurre una campagna pulita ma che sono destinati inesorabilmente a sporcarsi le mani e la coscienza, e ne sono già perfettamente coscienti.

The Good Wife: Chris Noth e Julianna Margulies nella puntata intitolata Sticky Content

La minaccia fantasma

The Good Wife: l'attore David Hyde Pierce nell'episodio Sticky Content

Pur mortificata rispetto all'eccellente linea narrativa in cui dimora la Divina, questa settimana la storyline di Cary è abbastanza interessante, se non thriller come sembra aspirare ad essere. Il contenuto della registrazione che Cary e Diane sono chiamati ad ascoltare è perfettamente plausibile, e il montare dell'angoscia tra senso di disastro imminente e fantasie terrificanti (fantasy pops? Assassination pops?). Peccato per qualche squilibrio nella gestione dei personaggi. Abbiamo lamentato il sottoutilizzo di Matt Czuchry durante la quinta stagione; in questa sesta, in cui Matt ha materiale altalenante ma abbondante, tocca purtroppo a Christine Baranski finire in panchina. Ma il problema maggiore di questo subplot che lega Cary e Kalinda è la gracilità del personaggio di Lana Delaney (Jill Flint), amante di Kalinda impegnata con l'agenzia sull'indagine riguardante Lemond Bishop. Ci viene chiesto di investire emotivamente nella sua relazione con Kalinda, nelle possibili conseguenze del triangolo, e nell'impatto che il rapporto con l'investigatrice della Florrick, Agos & Lockhart avrà sulla sua carriera, ma la caratterizzazione è talmente approssimativa che è impossibile interessarsi granché al destino di Barbie FBI.

Conclusioni

Difficile ricordare un momento nel corso di The Good Wife in cui Julianna Margulies sia stata meno che bravissima, ma in questo episodio, che le fornisce una solida cornice narrativa accompagnata da una irresistibile escalation emotiva, si supera, attraversa infinite nuance, e ci fa innamorare di Alicia Florrick - non la santa, ma la donna, con pregi e difetti - per l'ennesima volta.

Alessia Starace
Redattore
3.5 3.5
Privacy Policy