The 100: cento Bad Boys

Parte bene la serie fantascientifica di CW The 100, parabola post-apocalittica dove l'ultima salvezza dell'umanità è rappresentata da teenager di riformatorio.

The 100: cento Bad Boys

Fantascienza? Horror? Soprannaturale?

The 100

2014 - .... – Fantascienza
3.5 3.5

The CW, il network a target teen, reo recentemente di prodotti inqualificabili come la "storica" Reign, dimostra ancora di non cavarsela male con le serie di genere.

The 100 si ispira al romanzo omonimo di Kass Morgan, la quale parte con l'allettare il lettore con una trama che scomoda Il Signore delle mosche per poi paralizzare la storia in una ragnatela di flashback, e accantonare le vicende di un gruppo di ragazzi abbandonati a loro stessi su una Terra postatomica per concentrarsi sull'ennesimo triangolo amoroso. Il creatore dell'adattamento televisivo Jason Rothenberg ha dimostrato, nella prima decina di episodi trasmessi negli Stati Uniti nelle scorse settimane, di aver saputo estrarre il meglio dalla fonte.

The 100: una delle prime immagini del pilot

After Earth

The 100: Eliza Taylor in un'immagine promozionale della serie

Dopo quasi un secolo, gli umani scampati all'annichilimento della Terra vivono in esilio nello spazio come i sopravvissuti di Battlestar Galactica: a differenza di questi ultimi, non sono partiti alla ricerca di un altro pianeta abitabile ma vivono in una struttura in orbita geostazionaria che dopo 97 anni (nel libro tre secoli) comincia a esaurire l'ossigeno. Il padre ingegnere e nerboruto della diciassettenne Clarke ha pagato con la vita (è stato sparato fuori dalla stazione, proprio come piaceva alla presidentessa Roslin del cult sopracitato) il tentativo di informare la popolazione dell'imminente emergenza: ora la madre della ragazza, medico di bordo, spera che la superficie del pianeta sia tornata respirabile per farvi ritorno prima che sia troppo tardi.

La serie inizia con un incipit amabilmente crudo: i minorenni rei dei più svariati crimini possono scegliere se morire nello spazio siderale - la punizione riservata agli adulti che hanno commesso azioni illegali, dall'omicidio fino alla procreazione di più figli - al compimento della maggiore età o accettare di andare sulla Terra. Clarke (Eliza Taylor-Cotter), il suo migliore amico Wells (come l'autore di La macchina del tempo) figlio del leader della comunità di sopravvissuti, il ribelle Finn, il violento Bellamy e sua sorella Octavia sono tra i teenager spediti sul pianeta, nel mezzo di una foresta della Virginia, dove diventerà esiziale il conflitto tra chi crede nella Legge del più forte e chi predica una forma comunitaria di collaborazione.

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L'esperienza conta

The 100: Eliza Taylor, Elie Goree e Bob Morley in una scena del pilot

The 100 esordisce con un bel pilot, tra i più visti del canale delle ultime stagioni, e un cast che si avvantaggia di attori giovani ma con un nutrito curriculum. Gli australiani Eliza Taylor (la "Ali Larter" di Melbourne) e Bob Morley (Bellamy) vantano un passato nella soap Neighbours in cui hanno recitato molte star alle prime armi (tra cui Guy Pearce, Jesse Spencer, Kylie Minogue, Radha Mitchell); Morley ha fatto parte anche di Home and Away, altra soap storica dove si sono fatti le ossa Chris Hemsworth, Julian McMahon, Naomi Watts, Heath Ledger e Melissa George.

The 100: Marie Avgeropoulos in un'immagine promozionale della serie

Forse questi precedenti li hanno destinati a essere scelti, assieme a Thomas McDonell (il Johnny Depp da giovane di Dark Shadows è Finn, gemello segreto di Danny Desai di Twisted) per interpretare i tre protagonisti della storyline romantica. Finn è stato creato apposta per la serie per sobbarcarsi il ruolo di terzo membro del triangolo amoroso al posto di Wells. Tra gli interpreti più giovani e rodati si riconoscono Devon Bostick (era il bullo Rodrick di Diario di una schiappa, qui in versione nerd), e Marie Avgeropoulos (Cult), nel cast degli adulti figurano veterani del piccolo schermo come Paige Turco (Person of Interest), Isaiah Washington (Grey's Anatomy), Henry Ian Cusick (Lost) e Alessandro Juliani - il fu Gaeta della già citata Battlestar Galactica - e Kate Vernon, anche lei proveniente dalla medesima serie.

Il triangolo no

The 100: Bob Morley in un'immagine promozionale della serie

Per quanto centrale, nella versione televisiva la storyline romantica lascia spazio a una trama più consistente rispetto all'originale letterario: il polo della base spaziale è il pretesto per descrivere una parabola politica che delinea un regime oligarchico sempre più sull'orlo di trasformarsi in dittatura (fomentatrice del terrorismo), mentre quello terrestre vuole essere lo studio antropologico di una potenziale regressione barbarica. The 100 è meno vicino ad altre serie di fantascienza di frontiera come Progetto Eden e Defiance e più debitore ad antenati letterari come i già menzionati Signore delle mosche e La macchina del tempo: c'è un gruppo eterogeneo di ragazzi tentati dalla ferocia della legge tribale - disposti a ricorrere alla tortura e alle esecuzioni sommarie - e ci sono le insidie della natura corrotta dall'uomo nella quale si sono adattati i misteriosi antagonisti, i grounder presentati come i morloch wellsiani incrociati con gli spietati punk di Interceptor.

Tra questi c'è Lincoln (lo statuario britannico Ricky Whittle, famosissimo in UK grazie a una carriera tra soap, sfilate di Armani e campagne umanitarie), la cui conoscenza conduce alla scoperta della vera natura dei grounder e costituisce un espediente narrativo potente per definire i limiti dell'umanità dei Cento. Imprevedibilmente, Finn evolve da ribelle noiosetto e belloccio a bussola morale, sostenendo The 100 in quello che è un puntuale approfondimento dei concetti di dovere, diritti civili, incombenze della leadership e sensi di colpa. La serie è una piacevole sorpresa, dark, asfissiante - la foresta riesce a incutere claustrofobia quanto la base spaziale - e, per ora, con un'impalcatura narrativa eccezionalmente solida.

The 100: Henry Ian Cusick, Paige Turco e Isaiah Washington in un'immagine promozionale

Conclusione

The 100 trasmette genuinamente il senso del pericolo e dell'ineluttabilità; il tira e molla del triangolo (tendente al quadrilatero) amoroso, che avrebbe potuto rallentare il ritmo della serie e soffocare tematiche ben più interessanti, viene per fortuna tenuta sotto controllo e lascia respirare quella che finora è una sensazionale serie post-apocalittica.

Lorenza Negri
Redattore
3.5 3.5
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