Terra di Siena: parlano gli organizzatori

In un cinema Trevi più affollato che mai, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Terra di Siena Film Festival, la manifestazione ospitata dalla città toscana che si svolgerà dal 26 settembre fino al 2 ottobre giunta alla nona edizione.

Si è svolta ieri mattina, in un cinema Trevi particolarmente affollato, la conferenza stampa di presentazione di Terra di Siena Film Festival, la manifestazione ospitata dalla città toscana che si svolgerà da domani 26 settembre fino al 2 ottobre, giunta ormai alla sua nona edizione. Insieme al direttore della rassegna Carlo Verdone, erano presenti alla conferenza Mario Sesti, curatore della retrospettiva sui "non protagonisti" che costituirà uno dei pezzi forti dell'edizione di quest'anno, l'ideatrice del festival Maria Pia Della Scala, e il selezionatore dei film in concorso Giovanni Bogani.

L'incontro con la stampa, preceduto dalla proiezione di un montaggio di pellicole dedicato ai "non protagonisti" (all'interno del quale abbiamo visto spezzoni di classici quali Il mattatore, Poveri ma belli, I mostri e Guardia e ladri), si è aperto con le parole di Verdone, che ha spiegato il senso della retrospettiva presentata in questa edizione: "Abbiamo pensato di recuperare la memoria storica di un pezzo importante del nostro cinema, con una retrospettiva che fosse dedicata ai grandi caratteristi del cinema italiano. Offrire uno sguardo globale sul tema era un'impresa molto ardua, così ci siamo limitati al ventennio tra il 1945 e il 1965, che è poi il periodo in cui una nutrita schiera di caratteristi si sono espressi al massimo delle loro possibilità. Questa retrospettiva si comporrà di 10 film, mentre altre 10 saranno le pellicole in concorso; avremo poi un evento speciale, che si terrà a Chianciano, e che quest'anno sarà costituito dall'omaggio ad Alberto Lattuada, con la proiezione in versione restaurata del suo Il cappotto. Nella giornata conclusiva verranno poi assegnati tre premi: a Lisa Gastoni per la carriera, e a Paola Cortellesi e Fabio Volo per essersi distinti nell'ultima stagione cinematografica."

L'attore-regista romano ha poi ceduto la parola a Daniele Protti, direttore della rivista L'Europeo, quest'anno collaboratore e "sponsor" del festival (la sua rivista ha dedicato la copertina alla retrospettiva "I non protagonisti"): "Siamo stati felici di prendere parte a quest'iniziativa: si tratta di un progetto coerente con quella che è sempre stata la nostra linea. Spero che collaborazioni del genere si possano ripetere, perché raccontare la storia con la voce dei suoi protagonisti non è altro che cronaca, ovvero il sale del giornalismo."

Mario Sesti ha confermato l'importanza, all'interno della manifestazione senese, della retrospettiva da lui curata: "L'idea è nata da una recente proiezione di Signore e signori di Pietro Germi: in quel film tutto è perfetto, di una perfezione che nasce dalla sua coralità. Così abbiamo riflettuto sul concetto stesso di coralità inteso in senso cinematografico: la conclusione è stata che un cinema diventa grande quando in esso si ritrovano facce di cui magari non si ricorda il nome, ma che contribuiscono a dargli un'impronta precisa."

Il selezionatore delle pellicole in concorso, Giovanni Bogani, ha invece spiegato così le sue scelte nei film da presentare: "Ci siamo focalizzati sulle commedie, in particolare su un modello di commedia 'umana', che fa vedere come si vive e si ama in molte parti del mondo. Si tratta di film che non sono usciti in Italia, per larga parte 'invisibili', che così speriamo nel nostro piccolo di promuovere: in un certo senso, anche i loro registi sono 'non protagonisti'. E' da ricordare la serata dedicata al calcio con lo spagnolo Il calcio di rigore più lungo del mondo e il ceco Non plus ultras, il tedesco L'amico, che parla dell'amicizia tra un berlinese e uno studente yemenita che inaspettatamente abbraccerà l'integralismo islamico, o l'austriaco Crash Test Dummies, già passato a Berlino, che racconta l'Austria come 'terra promessa' per i giovani rumeni."

Alla domanda se sia verosimile, in futuro, una retrospettiva sui caratteristi degli anni '80 e '90, Verdone è stato chiaro: "Secondo me il periodo dei non protagonisti finisce negli anni '80 con l'avvento dei nuovi comici: anch'io ne faccio parte, certo, ma è da dire che io non mi sono mai 'sparato' la macchina da presa addosso, e ho sempre dato ampio spazio ai caratteristi. E' indiscutibile, comunque, che questi ultimi siano stati un po' 'soffocati' dal cinema degli attori-registi. Un cinema 'di carattere' oggi sarebbe per forza di cose diverso da quello di ieri; non si può rappresentare, ad esempio, nello stesso modo la vita dei quartieri periferici delle grandi città, perché quell'aria familiare presente allora oggi è sparita, ed è aumentata la cattiveria. Ma, per contro, ci sono nuovi soggetti che potrebbero giocare un ruolo fondamentale in un nuovo cinema di carattere: penso ad esempio agli immigrati."

Per concludere, Verdone ha riservato una "stoccata" alla televisione: "Non so se i nuovi caratteristi possano essere i comici di Zelig, non si può giudicare l'effettivo valore di un artista da uno sketch di tre minuti: la valutazione andrebbe fatta in contesti diversi, ad esempio a teatro. In Italia non si dà nessuna importanza alla formazione, perché, a differenza di quanto avviene ad esempio negli USA, la figura del caratterista è considerata 'di serie B'. La televisione, in questo, fa il suo: 'spara' sul video personaggi che ottengono un successo effimero e si rivelano poi, in molti casi, fuochi fatui."

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