Shameless

2011 - ....

Shameless: i Gallagher, ritratto di una famiglia disfunzionale tra dramma e comicità

Con cinque stagioni e una sesta già in cantiere, ispirate dall'omonima serie inglese ideata da Paul Abbott, John Wells ci ha mostrato come, ogni tanto, i remake possano essere all'altezza o anche migliori dell'originale.

Shameless

2011 - .... – Commedia
3.8 3.8

Un padre drogato, alcolizzato ed egoista. Una madre bipolare e promiscua che ti abbandona quando sei adolescente. Con due genitori così, crescere non è una passeggiata. E Fiona Gallagher (Emmy Rossum) lo sa bene, tanto da dover abbandonare il liceo per prendersi cura dei suoi fratelli minori, Lip (Jeremy Allen White), Ian (Cameron Monaghan), Debbie (Emma Kenney), Carl (Ethan Cutkosky) e il piccolo Liam (Brennan Kane Johnson), passando da un lavoretto all'altro per pagare le spese di una famiglia così numerosa, sostituendosi a quei genitori non proprio all'altezza del ruolo.

Emmy Rossum in una scena del remake americano della serie Shameless

Ispirata all'omonima serie britannica del 2004 che lanciò la carriera di James McAvoy e ideata da quel genio del politicamente scorretto di Paul Abbott, recentemente alle prese con una nuova creazione - la comedy-drama procedurale No Offence - Shameless è l'esempio di come, partendo da una buona idea, grazie ad un'ottima sceneggiatura, si possa mantenere alto il livello narrativo di una serie per un numero considerevole di stagioni. Alternando sequenze drammatiche con una grossa fetta di umorismo, quasi sempre scorretto e grottesco, John Wells, già produttore esecutivo e showrunner di E.R. - Medici in prima linea e West Wing, ha trovato la formula vincete per raccontare le dinamiche, spesso portate all'estremo, di una famiglia non proprio convenzionale.

Emmy Rossum e William H. Macy nell'episodio Aunt Ginger della serie Shameless

Ambientata in un quartiere periferico di Chicago, South Side, tra pub sempre pieni, prostituzione, traffico di droga e piccola criminalità per sbarcare il lunario, la serie targata Showtime, è il ritratto fresco e veritiero di personaggi reali alle prese con situazioni sicuramente estremizzate nella loro messa in scena ma che hanno una base di autenticità concreta. Proprio questa autenticità rende i protagonisti e le loro storie (dalla voglia di bruciare le tappe dell'adolescente Debbie alla rivendicazione del proprio orientamento sessuale di Ian) un ingrediente fondamentale alla base del successo, costante, delle varie stagioni, dove non manca mai un atteggiamento scanzonato e tagliente.

Tante realtà sotto lo stesso tetto

Shanola Hampton, Emmy Rossum, Justin Chatwin e Jeremy Allen White nell'episodio Frank Gallagher: Loving Husband, Devoted Father della serie Shameless

Quello che colpisce di Shameless è la sua capacità di riunire così tanti temi, spesso difficili da trattare senza scadere nel ridicolo o nell'inverosimile, grazie ad una scrittura che si attiene a quell'autenticità già accennata. Il personaggio di Fiona incarna una sorta di madre chiocciola in versione rock, grazie al suo atteggiamento combattivo e metodi educativi che non sempre si allineano con quella che dovrebbe essere la norma. Sin dalla prima stagione, il cui debutto risale al 2011, la serie si è contraddistinta per la capacità di inserire una molteplicità di temi aderenti al sociale ma trasfigurati da uno stile narrativo sopra le righe. Frank Gallagher, interpretato da un'irresistibile quanto irritante William H. Macy, disoccupato, bugiardo, individualista padre di famiglia che passa le giornate all'Alibi Room, il pub gestito dai vicini nonché migliori amici di Fiona, Veronica (Shanola Hampton) e Kevin (Steve Howey), è il motore di questa famiglia colma di problemi ma leale e protettiva, che spesso lo tratta come un problema ma che, in fondo, è sempre presente per rimediare agli innumerevoli danni combinati da quell'uomo immaturo ed sconsiderato. Proprio quest'unione, questo proteggersi l'un l'altro è uno dei collanti della serie. Questa coralità, simile a quella mostrata in Orange Is the New Black, con la sceneggiatura focalizzata su più storie contemporaneamente, in Shameless è resa ancora più significativa dal legame tra i vari personaggi, uniti da un'unione di sangue che si fa ancora più forte in virtù di quella mancanza si riferimenti genitoriali. Fiona, Lip, Carl e gli altri, rappresentano ognuno un tema a sé stante che la sceneggiatura dipana nel corso delle stagioni. Questa famiglia disfunzionale, ma senza dubbio più genuina e verosimile delle relazioni raccontate in tante altre serie del piccolo schermo, porta con sé un gran numero di temi nei quali lo spettatore non fa fatica ad immedesimarsi. Dalla già citata omosessualità di Ian, inizialmente vissuta come un segreto da non svelare e vivere con vergogna - visto anche il contesto sociale nel quale è ambientata la storia - all'uso della droga, che coinvolge in misura più o meno grande, buona parte dei protagonisti, alla promiscuità sessuale, fino al bisogno di attestare la propria crescita durante l'adolescenza, confrontarsi con una malattia mentale o vivere una storia d'amore travagliata e dolorosa, Shameless racconta storie credibili di personaggi che si muovono o parlano in un modo nel quale è facile rispecchiarsi.

Emmy Rossum nell'episodio Frank Gallagher: Loving Husband, Devoted Father della serie Shameless

Uno stile originale

William H. Macy nell'episodio Three Boys della serie Shameless

Showtime, il network televisivo a pagamento della CBS, è il contenitore perfetto per trasmettere Shameless. Se si scorre la lista delle altre serie che in questi anni hanno condiviso il medesimo palinsesto salteranno agli occhi titoli come Ray Donovan, Masters of Sex, United States of Tara o il recentissimo The Affair. Tutti prodotti contraddistinti, nella loro diversità, da un comun denominatore, la voglia di raccontare le proprie storie con uno stile originale ma ardentemente aderente al reale, senza sentire il bisogno di edulcorare il tutto con un linguaggio pulito e lontano da una verosimiglianza che lo spettatore invece apprezza, aiutandolo a calarsi ancora di più in quel gioco magico che s'instaura tra lui e ciò che guarda e percepisce come vero. Tra risse, arresti, relazioni clandestine, madri ipocondriache amanti del bongage, gravidanze indesiderate e litri di alcool Shameless cattura per la schiettezza dei protagonisti in scena, interpretati da un gruppo di attori cresciuto di pari passo con i personaggi chiamati ad interpretare. L'ambientazione poi, quella periferia dimenticata di una città culturalmente vivace come Chicago, è la cornice perfetta di una storia attenta a catturare un'atmosfera spesso ripulita da altre sceneggiature adattate per il piccolo schermo e dove la tensione narrativa non viene mai smorzata da episodi fiacchi o passaggi scontati. Dal linguaggio alla scenografia, dagli intrecci ai temi trattati, la serie di John Welles è un genuino ritratto di una famiglia irresistibilmente confusionaria, nel cui cast compaiono nomi importanti come il già citato William H. Macy o Joan Cusack, ed astri nascenti del grande schermo come Emmy Rossum, recentemente apparsa al fianco di Hilary Swank in Qualcosa di buono.

Emmy Rossum e Justin Chatwin nell'episodio Casey Casden della serie Shameless

Happy Family (?)

William H. Macy nel pilot della serie Shameless

Tra cauzioni, abbandoni, galera e visite dei servizi sociali sembra ironico parlare dei momenti migliori della serie. Eppure, tra tanto dramma, Shameless brilla per parentesi comiche eccezionali che vedono quasi sempre coinvolto Frank nel tentativo di guadagnare qualche dollaro o fregare il prossimo, poco importa se si tratta dei suoi stessi figli. E così lo abbiamo visto convincere Carl a fingersi malato di cancro per ottenere medicinali con i quali sballarsi, mettere in palio il piccolo Liam per un debito di gioco o far credere un'interesse sentimentale in cambio di un tetto sopra la testa a quella che si scoprirà essere la figlia avuta da una relazione precedente al suo matrimonio. Tra un quasi disastro di Frank e l'altro, la serie ci regala svariati momenti d'ilarità. Tra la coppia di vicini, Veronica e Kevin, che tenta di gonfiare le entrate filmandosi in atteggiamenti intimi vestiti come ai tempi dei padri pellegrini fino a ricavare un bordello al piano superiore del loro pub, ed i goffi tentativi dei più piccoli della famiglia di scimmiottare atteggiamenti adulti, Shameless in queste cinque stagioni ci ha mostrato sequenze grottesche e spassose, sapientemente alternate a momenti drammatici, che la rendono una delle serie corali più riuscite, caratterizzata da uno stile narrativo schietto e genuino come i suoi protagonisti.

Shameless: i Gallagher, ritratto di una famiglia...
Manuela Santacatterina
Redattore
4.0 4.0
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