Mr. Robot

2015 - ....

Mr. Robot: sette ingredienti chiave della perfetta serie TV del futuro

Vincitore del Golden Globe come miglior serie drammatica del 2015, arriva da marzo su Premium Stories Mr. Robot, thriller in dieci episodi con protagonista un giovane hacker vittima di paranoie e allucinazioni: la nostra analisi di sette elementi che rendono la serie creata da Sam Esmail il nuovo, imperdibile capolavoro della TV americana.

Mr. Robot

2015 - .... – Crime
4.0 4.0

"Hello, friend". La voce di Elliot Alderson, su uno schermo ancora completamente nero, si rivolge fin da subito allo spettatore, stabilendo un'intimità il cui statuto di verità, tuttavia, è messo in dubbio già dalla battuta successiva: "Forse dovrei darti un nome... ma tu esisti solo nella mia testa. Devo ricordarmelo". Perché il dialogo con Elliot, in fondo, non è altro che un monologo: il tentativo di ignorare quella gabbia di solitudine entro la quale ciascun individuo appare inesorabilmente rinchiuso.

Mr. Robot: Rami Malek in una scena del pilot

La solitudine di Elliot, la coscienza della propria ineluttabile 'diversità' dalle persone che ogni giorno incrocia lungo le strade di New York, si fondono con un'ulteriore consapevolezza, se possibile ancora più drammatica: "Un potentissimo gruppo di persone, là fuori, in segreto sta governando il mondo. Quelli che giocano a fare Dio senza permesso". Loro, quelli che giocano a fare Dio, l'un per cento dell'un per cento della classe dirigente del pianeta, sono rappresentati come una schiera di sagome nere, le cui fattezze appaiono confuse e indistinte. Elliot, però, sa che esistono, e che il loro principale strumento di potere consiste in una spaventosa multinazionale, la E Corp, da lui stesso rinominata Evil Corp.

"The world is a dangerous place"

Mr. Robot: il protagonista Rami Malek in una scena del pilot

È Elliot, con la sua voce narrante, a condurci nel mondo di Mr. Robot. Un mondo che corrisponde a una New York trasfigurata, teatro di un'alienazione da cui non si può sfuggire. Un mondo in cui la realtà quotidiana, quella dei nostri contatti diretti con altri esseri umani, non è molto più autentica della realtà virtuale dei social network, ovvero quelle miniere di informazioni puntualmente violate da Elliot per sapere chi sono davvero gli uomini e le donne attorno a sé. Dal proprietario di un locale che in clandestinità diffonde materiale pedopornografico sul web alla dottoressa Krista Gordon (Gloria Reuben), la psichiatra di Elliot, reduce da un difficile divorzio e impegnata a usare siti di incontri per conoscere nuovi potenziali partner. Lui, Elliot, spia tutto questo e molto altro ancora; perché il ragazzo, oltre a lavorare come tecnico presso la Allsafe, un'agenzia di sicurezza informatica, è un hacker dalle prodigiose capacità. Capacità che qualcuno vorrebbe mettere al servizio di una causa estremamente ambiziosa: rovesciare coloro che nelle proprie mani detengono le sorti del mondo... a partire dalla famigerata Evil Corp.

Mr. Robot: Christian Slater accanto a Rami Malek nell'episodio ones-and-zer0es.mpeg

La suddetta voce narrante, tecnica squisitamente letteraria, in Mr. Robot è messa al servizio di una modalità drammaturgica capace di dimostrare un'assoluta originalità: al 'diario' di Elliot corrisponde infatti una messa in scena che aderisce in misura pressoché totale alla prospettiva del personaggio, calandoci in un microcosmo livido e notturno che a tratti assume quasi i contorni di un incubo. Perché Sam Esmail, creatore e produttore della serie, è riuscito a trasformare la semplice parabola di un hacker dei giorni nostri in un racconto decisamente più denso e inquietante: una vera e propria "sinfonia della solitudine" nell'era di Facebook, nella cornice di una metropoli in cui al bisogno (e alla paura) del contatto umano fa da contraltare un senso di paranoia e di minaccia prossimo a sfociare in una guerra senza quartiere contro un nemico invisibile. E pubblico e critica, per fortuna, hanno risposto con unanime entusiasmo a questo thriller televisivo diverso da qualunque altro prodotto del piccolo schermo: trasmesso a partire dal giugno 2015 da USA Network, Mr. Robot ha assunto in breve tempo le dimensioni del fenomeno di culto e si è aggiudicato due Golden Globe e tre Critics Choice Television Award, fra cui i premi come miglior serie drammatica.

Mr. Robot:

A marzo Mr. Robot arriverà finalmente anche in Italia, sul canale a pagamento Premium Stories, mentre nel frattempo sono in corso le riprese della seconda stagione della serie, confermata fin dal successo del pilot. E il trionfo ai Golden Globe e l'imminente messa in onda italiana ci offrono l'occasione di tornare a parlare di questo spiazzante capolavoro, con un'analisi di sette ingredienti chiave che hanno contribuito a rendere Mr. Robot, opera d'avanguardia sul piano narrativo, stilistico e concettuale, la perfetta "serie TV del futuro"...

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1. Elliot Alderson: professione hacker

Mr. Robot: Rami Malek è Elliot nel pilot

La felpa scura, il cappuccio calato sulla fronte, come a volersi nascondere dal mondo esterno, il viso pallidissimo, uno sguardo stralunato circondato da profonde occhiaie. Già dall'aspetto, Elliot Alderson si presenta come il tipico loner, il ragazzo strano e alienato che osserva la realtà circostante con un misto di timore, di sospetto e di imperturbabile indifferenza. Ma Elliot, a prima vista quasi un freak sociopatico in grado di far sentire chiunque a disagio con il suo atteggiamento freddo e silenzioso, è anche il nostro principale punto di focalizzazione sull'universo di Mr. Robot: non solo per il voice over, veicolo di un inarrestabile flusso di coscienza, ma anche per l'empatia che questo anomalo protagonista instaura fin dal principio con lo spettatore, l'unico, vero confidente di una follia controllata a stento.

Mr. Robot: l'attore Rami Malek in una scena ambientata in metropolitana

Elliot, di giorno ingegnere di sicurezza informatica della Allsafe, di notte "giustiziere" che agisce usando le proprie abilità di hacker, è l'archetipo del supereroe della nostra contemporaneità: non ha bisogno di una maschera 'fisica' perché ne indossa una in ogni momento della sua vita; ha un passato tormentato, segnato da un lutto che l'ha reso orfano (come Batman, Spider-Man e tanti altri ancora); l'unica arma di cui abbia bisogno è un computer; ma soprattutto, è un eroe intimamente fragile messo di fronte a un nemico a cui non riesce neppure a dare un volto. E se Elliot è forse il più bel personaggio che la TV ci abbia regalato nel corso del 2015, gran parte del merito va attribuita al suo interprete: Rami Malek, trentaquattrenne losangelino con sangue egiziano, visto finora in piccoli ruoli in The Pacific e in The Master di Paul Thomas Anderson, aderisce al proprio ruolo con un mimetismo stupefacente, al punto che spesso basta uno sguardo, o un movimento del viso quasi impercettibile, per trasmetterci il disagio di questo "vigilante informatico" che si rifugia nei meandri della propria mente e ha paura perfino di essere sfiorato.

2. Mr. Robot: la rivoluzione parte dal computer

Mr. Robot: l'attore Christian Slater in un momento dell'episodio intitolato 3xpl0its.wmv

È senz'altro la figura più enigmatica della serie: è il Mr. Robot del titolo, un "uomo del mistero" che per Elliot diventerà una guida, un mentore, ma anche qualcosa in più. Interpretato da Christian Slater, che ha ricevuto il Golden Globe come miglior attore non protagonista in una serie TV, Mr. Robot compare per la prima volta davanti a Elliot su un vagone della metropolitana: quella stessa metropolitana eletta a "non luogo", teatro per antonomasia della moderna alienazione (tanti individui raggruppati in pochi metri quadrati, ma ciascuno isolato e chiuso in se stesso). Sarcastico, provocatorio, dotato di un sottile carisma, Mr. Robot è il leader di una setta anarchica che risponde al nome di fsociety (ovvero fuck society), il cui obiettivo è il capovolgimento dell'ordine mondiale andando a colpire i colossi dell'economia mondiale: le banche. Eroi della contemporaneità o pazzi terroristi? Il dilemma morale sull'essenza di fsociety riflette quello su Mr. Robot: chi è davvero quest'uomo che si materializza di colpo al fianco di Elliot? E qual è il suo legame con il passato del ragazzo?

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3. Angela Moss: just a little of that human touch

Mr. Robot: Portia Doubleday interpreta Angela nell'episodio d3bug.mkv

In un mondo su cui grava un costante senso di pericolo, in cui chiunque nasconde qualche sordido segreto e in cui la fiducia è il bene più prezioso che si possa concedere, Elliot ha un'unica certezza, una sponda sicura dalla quale non ha motivo di temere alcunché. Legata a lui fin dai tempi dell'infanzia e ora sua collega alla Allsafe Cybersecurity, Angela Moss, impersonata da Portia Doubleday, è quanto di più vicino Elliot possa accostare alla definizione di "amico", ma anche un residuo d'innocenza in una società torbida e corrotta. Fidanzata con il loro collega Ollie Parker (Ben Rappaport), cordialmente detestato da Elliot, Angela condivide con il protagonista un passato traumatico, dal momento che anche lei ha perso sua madre a causa dell'inquinamento prodotto dalla Evil Corp. Angela, pertanto, non è solo l'unico vero "contatto umano" per Elliot, ma è coinvolta in prima persona nel conflitto morale che vede la Evil Corp come il malefico colosso responsabile di essersi arricchito al prezzo di tante esistenze. E il suo ruolo nel braccio di ferro fra la Evil Corp e la fsociety si farà ancora più determinante ed ambiguo verso la fine della stagione, con probabili conseguenze sul suo rapporto con Elliot.

4. Tyrell Wellick: American Psycho

Mr. Robot: Rami Malek e Martin Wallström in una foto della serie di USA Network

Se la Evil Corp, l'antagonista della serie, è una gigantesca entità indistinta, Elliot tuttavia ha anche un avversario in carne e ossa. Pure questa definizione, però, risulta in qualche modo riduttiva: perché Tyrell Wellick, Vice-Presidente Senior della sezione tecnologica della Evil Corp, non è solo uno dei più memorabili villain del panorama televisivo, ma anche un personaggio complesso e sfuggente, i cui obiettivi personali - la scalata fino ai vertici della Evil Corp - lo porteranno a combattere una guerra senza esclusione di colpi all'interno della stessa multinazionale. Interpretato dall'attore svedese Martin Wallström, al suo debutto in una produzione internazionale, Tyrell sembra incarnare il modello dell'American Psycho sintetizzato dallo scrittore Bret Easton Ellis nel suo romanzo più famoso: uno yuppie ossessionato dalla carriera e dal desiderio di controllare l'ambiente in cui vive, con comportamenti da psicopatico e repentine esplosioni di furia e di violenza che lo porteranno a macchiarsi le mani di sangue.

Mr. Robot: l'attore Martin Wallström in una scena di d3bug.mkv

Tyrell, però, è anche un uomo affabile e seducente: fin dal loro primo incontro, nell'episodio eps1.0_hellofriend.mov, avverte il misterioso ma incontestabile feeling che lo lega a Elliot, e da allora tenterà il più possibile di avvicinarsi al ragazzo e di farne un suo amico, consapevole di un certo potenziale celato dietro quel giovane schivo e introverso. Sposato con Joanna (Stephanie Corneliussen), incinta, dedita al sadomasochismo e contraddistinta dalla medesima, feroce ambizione, Tyrell è un uomo gelidamente determinato, disposto a sfruttare ogni mezzo pur di veder ascendere la propria carriera, ma pure una "scheggia impazzita", pronta ad esplodere laddove il freddo autocontrollo cede il posto alla cieca furia sprigionata da quegli occhi celesti. Martin Wallström disegna un antagonista imprevedibile e affascinante, e non potremmo essere più ansiosi di scoprire come il suo percorso tornerà ad incrociarsi con quello di Elliot...

5. Il mondo di Mr. Robot: fra realtà e paranoia

Mr. Robot: il protagonista Rami Malek

Un altro elemento chiave alla base del successo di Mr. Robot risiede nella capacità di messa in scena di un racconto in cui la suspense non deriva solo dalle vicende in cui è coinvolto Elliot, ma anche e soprattutto da ciò che avviene dentro la sua mente. Dalla regia, curata per ben tre episodi dallo showrunner Sam Esmail (mentre il pilot è diretto da Niels Arden Oplev, che aveva firmato la versione svedese di Uomini che odiano le donne), alla fotografia antinaturalistica di Tim Ives, che a tratti sembra richiamare quella di Matrix (pur mantenendo le sue peculiarità), nel mondo evocato in Mr. Robot la dimensione del realismo è incrinata, scena dopo scena, da quella distorsione della realtà operata dai pensieri paranoici di Elliot. Che si tratti di singoli dettagli, di parentesi oniriche sovrapposte alla concretezza del quotidiano (fin dalla prima sequenza nello studio della dottoressa Gordon) o del frutto delle allucinazioni del ragazzo, Mr. Robot costruisce una pluralità di piani narrativi, ciascuno corrispondente a una diversa gradazione fra verità e fantasia. Sfidando lo spettatore, passo dopo passo, a calarsi nel mondo di Elliot, e quindi, in maniera implicita, a inoltrarsi nei meandri della sua psiche.

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6. Paranoid Android: la colonna sonora

Mr. Robot: Portia Doubleday e Rami Malek in un'immagine di br4ve-trave1er.asf

E nella realizzazione del mondo di Elliot, un ingrediente fondamentale risiede nella colonna sonora composta dal musicista e produttore Mac Quayle, già artefice delle soundtrack di Scream Queens e delle ultime due stagioni di American Horror Story. Una colonna sonora, quella di Mr. Robot, completamente elettronica e ricalcata in parte su certe sonorità anni Ottanta: sia per aderire agli aspetti più tecnologici e 'futuristici' della serie, sia per conferire un mood ben preciso alla parabola di Elliot. E nel corso delle varie puntate, Mac Quayle fa ampio utilizzo di dissonanze e di distorsioni, in modo che la soundtrack diventi a tutti gli effetti il contrappunto musicale dello stato di angoscia del protagonista. Perfettamente integrata agli eventi della serie e alle sue atmosfere 'malate', la musica di Mac Quayle riesce a suggerire in maniera formidabile la tensione strisciante del racconto, nonché il suo essere sospeso fra realtà, illusione e schizofrenia. Per quanto ci riguarda, si tratta di una delle colonne sonore più suggestive e potenti mai ascoltate in un prodotto per la TV.

7. Giorno zero: Apocalypse Now

Mr. Robot:

Non vi sveleremo nulla sul finale della prima stagione di Mr. Robot, per non rovinare la sorpresa agli spettatori (e gli ultimi episodi riservano diversi colpi di scena, uno più clamoroso dell'altro), ma ci limiteremo a constatare come la conclusione del primo 'volume' della serie, eps1.9_zer0-day.avi, sia uno dei migliori season finale visti sul piccolo schermo in questi anni. Un epilogo coraggiosissimo, in grado di smarcarsi dalle convenzioni della narrativa seriale e cinematografica, arrivando anzi al punto di rovesciarle: dall'ellissi fra il nono e il decimo episodio, che ci catapulta direttamente nel cuore della "apocalisse" in atto, alla temporanea scomparsa del villain Tyrell Wellick, sulla cui sorte rimane un alone di incertezza; dai vari twist che segnano alcuni fra i picchi emotivi della serie alla magistrale scena in cui Elliot si ritrova in una Times Square inedita, con le allucinazioni che prendono il sopravvento sulla realtà. Mentre l'ultimissima sequenza, tagliente e beffarda in egual misura, chiude come meglio non si potrebbe la prima parte di quello che, a giudicare dai primi dieci episodi, può essere considerato a pieno titolo uno dei più importanti "romanzi televisivi" dei nostri tempi. La guerra contro la Evil Corp è appena iniziata, e già non vediamo l'ora di assistere al secondo atto...

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