Massimo Lopez, i miei giorni da cane con Mr. Peabody e Sherman

In attesa di una nuova trasmissione televisiva di cui non può svelare ancora nulla, l'attore coltiva il suo amore per il doppiaggio interpretando un cane scienziato nella nuova animazione della DreamWorks

"Come si fa a interpretare un cane? Facile, bisogna essere dei geni". Il "quadrupede" in questione che parla è Massimo Lopez, o meglio, Mr. Peabody, cui l' attore presta la voce nella nuova animazione DreamWorks Mr. Peabody & Sherman. Distribuito dalla 20th Century Fox dal 13 marzo e diretto da Rob Minkoff, il film ha come protagonista un cane dalle doti intellettive eccezionali che, riscattatosi dalla sua condizione di animale da compagnia, è riuscito a vincere un Nobel come scienziato e ad adottare un bambino. Avete capito bene, per la prima volta nella storia del cinema e non solo, è il cucciolo d'uomo a venir accolto da un quadrupede. Purché, naturalmente, quest'ultimo vanti una cultura sterminata, conosca molte lingue, sappia esibirsi in sofisticate soluzioni culinarie nel suo lussuoso appartamento newyorchese e possegga un "salta indietro", ossia una macchina del tempo con cui andare a far visita a Leonardo o agli Achei impegnati nell'assedio di Troia. Sempre meglio che capitare nel pieno della Rivoluzione Francese.

Essere Mr Peabody

Mr. Peabody e Sherman: una scena 'da paura' tratta dal film animato
Prestare la voce ad un personaggio d'animazione non è mai un'impresa facile. Bisogna adattare timbro e inflessione alla fisicità del protagonista come, naturalmente, alla sua personalità. E le difficoltà possono aumentare se ad essere doppiato è un cane dall'espressione dotta, l'eleganza british, occhiali neri da professore universitario e un farfallino rosso. O forse no? "In questo caso essere Peabody non è stato particolarmente difficile - ammette Massimo Lopez - Non abbiamo tenuto conto dell'animazione originale degli anni sessanta L'improbabile storia di Peabody e ci siamo basati solo sull'attuale. Inoltre, guardando il suo portamento e la personalità ho capito che il timbro della mia voce si sarebbe adattato benissimo e ho scelto di non modificarlo. Per il resto tutto è venuto semplice. D'altronde, a volte, anche io mi sento un po' cane. Credo di avere in comune con il personaggio la coda e la tendenza alla fiducia." Una famiglia moderna
Mr. Peabody e Sherman: Mr. Peabody in una scena del film animato
Al centro della vicenda c'è il rapporto tra un padre eccezionale, non fosse altro per il fatto di avere pelo e naso nero, ed un figlio adottivo raccolto dalla strada. In questo modo la DreamWorks punta l'attenzione sull'irrinunciabile tematica famigliare mettendo in evidenza, però, come questa nel tempo sia cambiata. " Credo che il film contenga un elemento veramente rivoluzionario - continua l'attore - Per la prima volta non è un cane ad aver bisogno di un uomo ma esattamente il contrario. In questo modo, non solo l'animale si libera dalla superiorità affettiva del padrone, ma viene lanciata una speranza per il futuro mettendo in luce la validità di soluzioni alternative alla famiglia tradizionale." Dai Promessi Sposi al Cavallo di Troia
Mr. Peabody e Sherman: una scena del film della Dreamworks
Dopo aver divertito un'intera generazione di studenti con la parodia televisiva de I promessi Sposi insieme ai colleghi Tullio Solenghi e Anna Marchesini, Lopez non si fa certo trovare impreparato di fronte al potenziale "educativo" di un prodotto. "Le avventure di Peabody offrono la possibilità di imparare divertendo. E credetemi, non è una cosa da sottovalutare. Quando nel 1990 portammo in televisione I Promessi Sposi non avete idea di quanti giovani spettatori ci usarono per studiare l'opera del Manzoni. Con quel progetto ci eravamo messi nei loro panni, ricordandoci della noia provata durante il liceo. Allo stesso modo, Mr. Peabody e la sua macchina del tempo riescono a veicolare la conoscenza attraverso l'avventura. In questo modo i ragazzi si divertono e gli adulti rispolverano un po' di storia." Una vita da doppiatore
Mr. Peabody e Sherman: i due protagonisti scenziati in una scena del film della Dreamworks
Con la sua voce è stato Colin Firth in A single Man e Stephen Fry in Lo Hobbit: La desolazione di Smaug. Il vero talento di Massimo Lopez, però, si manifesta applicato alle animazioni visto che nella sua lunga carriera da doppiatore è stato Gyoshin in Sampei, Fra Bot in Futurama, Ramon di Happy Feet e, non ultimo, Homer Simpson, andando a sostituire la voce storica di Tonino Accolla. Non tutti sanno che io e Tonino abbiamo praticamente iniziato insieme al Teatro Stabile di Genova. Avevo partecipato alla selezione per la stagione e tra tutti eravamo stati scelti noi due. Quel giorno Tonino mi disse che in futuro si sarebbe parlato di noi senza alcun dubbio." Ma tra l'animazione orientale e quella americana dove si trova più a suo agio? "Senza dubbio in quella dei grandi Studios. Pensate a prodotti come Happy Feet, ad esempio. Non sto parlando solo di bellezza estetica ma anche di profondità emotiva nella costruzione dei personaggi, ad esempio. Sono elementi da non sottovalutare e che aiutano il doppiatore nel colore e nell'intonazione da trovare."

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