Recensione Maniac: l’eterno splendore della mente allucinata

La recensione di Maniac: Un po' Se mi lasci ti cancello, un po' 2001: Odissea nello spazio, la serie Netflix punta tutto su Emma Stone e Jonah Hill.

Debutta oggi su Netflix Maniac, una delle novità più attese della stagione televisiva, creata da Patrick Somerville, già sceneggiatore di The Bridge e di The Leftovers, che vede l'eccellente Cary Fukunaga tornare a dirigere un'intera miniserie televisiva dopo l'esperienza faticosa ma ricca di soddisfazioni registrata con il primo ciclo di episodi di True Detective.

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Maniac: una foto della nuova serie Netflix
Maniac: una foto della nuova serie Netflix
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Maniac: Emma Stone in una sequenza della prima stagione

Certo Maniac non potrebbe essere più distante dallo show di Nic Pizzolatto, ma Fukunaga ha già dimostrato progetto dopo progetto una notevole capacità di destreggiarsi tra registri diversi e scenari immaginifici e certamente non si smentisce con questa prova: dieci episodi che scivolano via deliziosamente come un buon vino rosso, tra esplosioni di creatività e divertimento e momenti di grande risonanza emotiva.

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Un'avveniristica speranza di guarigione

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Maniac: Emma Stone eJulia Garner in una scena

Anche a voler prescindere dalla necessità di non anticipare troppo su un intreccio lineare eppure ricco di sorprese e di svolte imprevedibili, è davvero difficile dare una definizione di una serie tv come Maniac, che racconta la vicenda di due personaggi tribolati e sofferenti e la inserisce in un contesto bizzarro e sopra le righe, quello di un incredibile programma di esplorazione della mente umana delle sue insanabili ferite tra farmacologia, tecnologia e psichiatria. Il collante che tiene insieme il tutto, oltre alla mano ferma e all'inventiva della messa in scena di Cary Fukunaga, sono il cuore e l'energia delle performance dei due protagonisti Emma Stone e Jonah Hill (anche produttori esecutivi di Maniac), che oltre a dare prova della vasta gamma espressiva del loro talento, approfittano dell'occasione per sfoggiare mise estrose e acconciature improbabili, trasformandosi ad ogni svolta del labirinto mentale di Maniac in incarnazioni diverse delle fragilità, dei sensi di colpa irrisolti e dei ricordi dolorosi di Annie e Owen.

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Maniac: Sally Field in una scena della serie
Maniac: una foto della nuova serie Netflix
Maniac: una foto della nuova serie Netflix

Emma Stone e Jonah Hill, che si ritrovano undici anni dopo l'irresistibile SuxBad - 3 menti sopra il pelo, interpretano due persone che attraversano una crisi profonda e apparentemente irreversibile: Annie Lansberg è una ragazza con sintomi del disturbo borderline che rivive ossessivamente il trauma della perdita della sorella, mentre Owen Milgrim è il giovane rampollo di una famiglia ricca e potente che lo tiene in pugno con la minaccia di farlo internare - è schizofrenico e ha avuto gravi episodi psicotici e allucinatori in passato - per costringerlo a rendere falsa testimonianza al processo del fratello, accusato di violenza sessuale. I due vengono reclutati per un avveniristico e rivoluzionario esperimento scientifico/ farmaceutico che promette di aiutarli a riconciliarsi con il proprio passato regalando una possibilità di vita migliore.

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Ucronia vintage

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Maniac: un primo piano di Justin Theroux

Attorno al luogo in cui i due vivono la loro avventura multiforme e rivelatrice, turbina un mondo vagamente futuristico, punteggiato di elementi stilistici vintage che amplificano il paradosso e lo straniamento, ma anche lo humour di uno show capace di parlare di solitudine e disagio mentale con leggerezza e naturalezza attraverso personaggi convincenti e uno sviluppo narrativo immaginifico sì, ma mai cervellotico. Accanto ai magnifici Stone e Hill si sprecano gli interpreti di valore, dall'incantevole e magnetica Julia Garner a un grottesco e buffo Justin Theroux, dalla splendida e carismatica Sonoya Mizuno fino all'inimitabile Sally Field alle prese con un bizzarro doppio ruolo: immaginate HAL 9000 femmina. Immaginatela più potente. E adesso immaginatela innamorata.

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Maniac: Emma Stone in una scena

Potremmo continuare citando l'ineffabile Rome Kanda, o Gabriel Byrne, protagonista di alcuni dei momenti più sanguinosi dello show (sì, ci sono pure quelli!), invece vi invitiamo a non perdere altro tempo e andare godervi uno show degno del binge watching più gratificante e decadente. Buon viaggio!

Movieplayer.it

4.0/5