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Mariottide: Maccio Capatonda e il ritorno del suo “eroe post-modesto dalla sfiga estrema”

Il personaggio povero, triste e divertente di Maccio Capatonda arriva dal 26 ottobre su Infinity con una spassosa sitcom dal sottofondo amaro composta da 20 brevi puntate più due episodi speciali. Ne abbiamo parlato con il comico abruzzesse.

Dopo essere nato nel contesto del programma della Gialappa's Band Mai dire lunedì come parodia dei promo dei cantanti famosi, Mariottide negli ultimi anni ne ha fatta di strada. Ha preso parte ad alcuni trailer molto celebri di Maccio Capatonda come L'uomo che usciva la gente e Sossoldi, ha partecipato a brevi sketch radiofonici su Radio 105 (Casa Mariottide) e ora, dal 26 ottobre, arriva in esclusiva su Infinity con una vera e propria sitcom a lui dedicata. Continua dunque la collaborazione tra Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda, e Infinity, nata nel 2015 con la webserie Bob Torrent e proseguita negli scorsi mesi con i trailer ironici di alcuni film e serie visibili sul servizio di streaming online di proprietà Mediaset.

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La sitcom come contesto ideale

Qualche giorno fa alla Festa del Cinema di Roma sono state presentate in anteprima quattro puntate della sitcom (Televisione, Videoclippo, Mamma e Rap), in cui ritroviamo l'aspirante cantautore squattrinato e privo di talento Mariottide e l'improbabile trentacinquenne figlio adottivo con ritardo mentale Fernandel, interpretato sempre da Herbert Ballerina. Nell'incontro con la stampa tenutosi in occasione della kermesse romana, Maccio Capatonda ha specificato che, nonostante Mariottide sia stato già protagonista in vari media e formati, considera quello della sitcom il contesto più adatto: "La sitcom mi sembra davvero l'ambiente ideale per questo personaggio, perché lo racconta in maniera giornaliera e ci ha così permesso di lavorare su una narrazione in qualche modo seriale ma allo stesso tempo priva di una storia orizzontale che si protrae per molte puntate. È giusto infatti che Mariottide viva come una striscia di fumetto. In fondo, si tratta di una sorta di cartone animato". L'attore e autore comico ha poi continuato così il proprio ragionamento: "Abbiamo voluto raccontare la sua povertà in maniera luminosa, colorata, variopinta, divertente e qualitativamente alta, come nelle migliori sitcom familiari americane. In ogni puntata si affronta un tema diverso, rimanendo però sempre fedeli a questa tecnica comica che definisco della sfiga estrema".

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Roma 2016: il regista Maccio Capatonda al photocall di Mariottide

Un uomo soggiogato da sfruttatori e incline alla "sfiga estrema"

Roma 2016: Maccio Capatonda, Francesco Mandelli, Herbert Ballerina, Barbara Tabita al photocall di Mariottide

A proposito della sfiga estrema, in effetti, già nelle sole quattro puntate che abbiamo avuto modo di vedere in anteprima, a Mariottide ne capitano davvero di tutti i colori. Mentre lui nasconde perennemente a Fernandel con improbabili argomentazioni il loro stato di indigenza, viene continuamente sfruttato da chi gli sta intorno, in primis dal miserabile agente-truffatore Lele Mosina (Nino Frassica), il quale gli ruba i testi musicali per offrirli a qualcun altro (vedi la puntata Rap) o lo convince a fare una rapina facendo finta che si tratti delle riprese di un videoclip da girare per farlo divenire famoso (vedi la puntata Videoclippo). "Il gioco è quello di avere questi due personaggi centrali che sono buoni e hanno un valore positivo, mentre tutto quello che gira loro intorno è estremamente negativo. Questo proprio per far risaltare tanto la comicità quanto tutto il marciume che li circonda", ha affermato a tal proposito Maccio.

Una comicità dallo sfondo amaro

Per quanto gli sketch della sitcom siano in diversi casi molto divertenti, il contesto di estrema povertà in cui ci si muove e la infimità dei molti personaggi che abitano questo mondo non può che rimandare a uno sfondo molto amaro: "Proprio grazie a questa povertà che lo contraddistingue", ha specificato l'autore della sitcom,"Mariottide riesce a farsi attraversare da tutti i mali della nostra società, mostrandoli al pubblico e allo stesso tempo facendoseli scivolare addosso, iniziando la puntata con fiducia e ottimismo per essere infine nuovamente rattristato". "In fondo", ha proseguito il comico, "la sua filosofia è quella di perdere sempre per essere invincibile. Mentalmente infatti se non hai niente alla fine non hai nulla da perdere. Mariottide è un eroe post-modesto, come mi piace definirlo. Questo non avere nulla è sfruttato a suo vantaggio, in qualche modo gli permette di essere invincibile".

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Giochi di parole e umorismo nonsense

Insieme ai già citati Maccio, Herbert Ballerina e Nino Frassica, tra gli altri fanno parte del cast anche Barbara Tabita, una donna rude che lavora nel baretto "Barbone" dove Mariottide non potendo permettersi nulla si reca a ordinare bicchieri e bottiglie vuoti, e diverse guest star quali ad esempio Francesco Mandelli, Ale & Franz, Biggio, Raul Cremona, Tony Sperandeo, Rocco Tanica e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Come di consueto, la comicità di Maccio Capatonda è spesso incentrata sui giochi di parole, da lui stesso definiti un suo vero e proprio cavallo di battaglia. Non solo per quanto riguarda i personaggi e i locali (si pensi ad esempio ai citati Lele Mosina e Barbone), ma soprattutto in riferimento ai dialoghi, che puntano con forza su un umorismo non sense per diversi aspetti molto più legato allo stile comico statunitense che a quello della tradizione italiana. Alla proiezione della Festa di Roma l'accoglienza è stata molto positiva, gli applausi e le risate numerosi. I fan di Maccio Capatonda, insomma, non potranno che apprezzare.

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