Lucifer: Il diavolo, televisivamente

L'antieroe demoniaco della DC Comics arriva sul piccolo schermo, nell'ennesima variazione sul tema di una formula cara alla Fox.

Lucifer: Il diavolo, televisivamente
Lucifer

2016 - .... – Fantastico
3.7 3.7

Lucifer Morningstar, signore dell'Inferno, ha deciso di abbandonare il suo regno e sconfiggere il tedio trasferendosi a Los Angeles, dove gestisce il nightclub Lux con l'aiuto dell'alleata Mazikeen, detta Maze. Dotato della capacità di indurre chiunque a dire la verità, Lucifer diventa un consulente per la polizia losangelina e si ritrova a lavorare con Chloe Decker, misteriosamente immune ai suoi poteri. Nel frattempo, un angelo di nome Amenadiel si presenta più volte per convincere Lucifer a tornare a casa...

Lucifer: Tom Ellis interpreta il proprietario del club Lux

A qualcuno piace Fox

Provate a rispondere a questa domanda: quale serie TV, trasmessa in America su Fox, parla di un personaggio fuori dal comune che collabora con le forze dell'ordine? Se avete dubbi sulla risposta, è perfettamente normale, poiché tale premessa di base è diventato un elemento ricorrente delle serie procedurali della Fox, da Lie to Me a Sleepy Hollow, passando per Bones, Rosewood e Minority Report. Adesso al gruppo è stato aggiunto Lucifer, e proprio questa applicazione della formula ha provocato reazioni negative da parte di chi conosce la fonte fumettistica, edita dalla DC Comics tramite l'etichetta Vertigo. La stessa a cui dobbiamo le ispirazioni cartacee di iZombie e del defunto Constantine, nonché l'imminente Preacher. Tutte serie accomunate dallo stesso fil rouge: per farle funzionare in TV, sono necessarie delle modifiche sostanziali. Nel caso di Lucifer, la trasformazione in un procedural.

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Lucifer: Tom Ellis e D.B. Woodside nel pilot

Sebbene la premessa sia praticamente identica (Lucifer non ne può più dell'Inferno e apre un locale a Los Angeles), siamo lontani anni luce dalle storie scritte da Neil Gaiman (che creò il personaggio nelle pagine di Sandman) e Mike Carey (che si occupò dello spin-off interamente dedicato al principe delle tenebre). Dal 2000 al 2006, Lucifer era protagonista di storie dal taglio epico e fantasmagorico (per volere di Gaiman, il personaggio vantava una certa somiglianza fisica con David Bowie), non tanto dissimili da quanto avveniva in Sandman. Avevamo a che fare con fumetti squisitamente "letterari" (la caratterizzazione dell'antieroe infernale era volutamente ispirata dal Paradiso perduto di Milton), la cui componente più ambiziosa è stata sacrificata non solo dall'impostazione narrativa dell'adattamento catodico, ma anche dalla regia di Len Wiseman, che firma un pilot godibile ma dall'estetica spudoratamente "da network" (e pensare che il copione reca la firma di Tom Kapinos, il creatore di Californication). Pertanto, è necessario togliersi dalla testa l'idea di una qualsivoglia aderenza alla fonte se ci si vuole divertire con Lucifer. E il divertimento c'è, almeno in un reparto...

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Performance "diabolica"

Lucifer: Tom Ellis e Lauren German in una foto del primo episodio

Pur non somigliando per nulla a Bowie, l'attore gallese Tom Ellis ha il carisma necessario per interpretare questo Lucifer annoiato, quasi "umano", che non sopporta i diversi luoghi comuni sul suo conto (in particolare l'idea che lui costringa le persone a peccare; come si vede chiaramente nell'episodio, il signor Morningstar crede nel libero arbitrio). Si (e ci) diverte con la giusta irriverenza, sia da solo che in coppia con Lauren German, la scettica di un duo la cui alchimia è più che sufficiente per seguire la serie se si è interessati all'aspetto puramente procedurale. Per quanto riguarda gli elementi più paranormali, c'è l'interazione fra Ellis e D.B. Woodside, convocato per prestare la sua caratteristica intensità all'angelo Amenadiel, la cui presenza - speriamo - allude a qualcosa di più apocalittico (a meno che i dirigenti della Fox non pensino che Sleepy Hollow basta e avanza come poliziesco fantahorror). Fu vera gloria? Al finale di stagione (o serie, a seconda di come andranno gli ascolti) l'ardua sentenza...

Max Borg
Redattore
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