Largo, arriva Kong

Il 14 dicembre si avvicina e cresce la febbre per King Kong, il remake più prestigioso dell'anno, e un sogno che diviene realtà per Peter Jackson, hobbit neozelandese incoronato da Hollywood.

Misteri della Rete: King Kong di Peter Jackson è uno dei film più attesi - forse il più atteso - della stagione natalizia, eppure sembra quasi che i più temano una delusione, e che molti si augurino un fallimento che "punisca" il regista neozelandese per il successo della trilogia degli Anelli. E' vero che Jackson è andato a scomodare un monumento: l'originale King Kong del '33 fu acclamato come il più grande film di avventura mai realizzato ed è ancora oggi un classico inserito nella lista dei 100 migliori film di tutti i tempi dall'American Film Institute. Non sono mancati remake e seguiti - quasi tutti mediocri. Forse anche per questo alla Universal si è esitato per quasi dieci anni prima di dare il via al progetto; ma nell'era post-Anelli Peter Jackson non deve pregare nessuno, e può finalmente concedersi il supremo capriccio. "Nessun film mi ha conquistato come King Kong. La ragione per cui oggi faccio cinema è che tanto tempo fa, quando avevo nove anni, vidi King Kong. E' sempre stato il mio sogno quello di rielaborare questo classico nello spirito di una nuova epoca. Ha tutto ciò che un narratore potrebbe desiderare: una storia archetipica, azione appassionante e tesa, grandi emozioni e personaggi memorabili. E' per queste ragioni che è rimasto impresso nell'immaginario collettivo, e io sono onorato di poter continuare il suo mito."

Conclusa la fase per Jackson più delicata, quella della stesura dello script, firmato con le stesse co-sceneggiatrici del LOTR, Frances Walsh e Philippa Boyens - le riprese del nuov Kong sono iniziate nel settembre 2004 per concludersi questa estate. Nonostante molti attori del cast de Il signore degli anelli si fossero detto disponibili a recitare in questo nuovo progetto, Jackson ha voluto coinvolgere soltanto uno di loro, Andy Serkis, complice del regista e della Weta Digital (oltre che, naturalmente, di J.R.R. Tolkien) nella creazione di una delle creature filmiche più rivoluzionarie di tutti i tempi, ovvero Smeagol/ Gollum. Serkis ha un ruolo effettivo in Kong, quello del cuoco Lumpy, ma è anche la voce e la motilità di Kong - così come è stato per Gollum. Per i ruoli più "umani" le scelte sono note. Per la parte di Ann Darrow - quella che fu della mitica Fay Wray - Jackson ha sempre voluto una sola attrice, e non senza le sue ragioni. Naomi Watts, bella e carismatica ma anche dolce, delicata e fragile, oltre che una tra le migliori attrici attualmente in circolazione, è l'erede ideale di Fay Wray. La Watts è stata felice di declinare numerose altre proposte per Ann Darrow, anche se, nelle parole della bionda australiana: "Non è facile sostituire Fay Wray! Si tratta di un ruolo iconico in un film iconico. Spero solo di non rimanerci imprigionata..."

L'impresario, avveturiero e cineasta Carl Denham, che era stato Robert Armstrong nell'originale del '33, sarà Jack Black. Noto per i suoi ruoli comici, Black ha dimostrato in più occasione talento e una notevole presenza scenica, anche in ruoli minori: Jackson l'aveva notato per la performance irresistibile nei panni del dipendente e amico di John Cusack in Alta fedeltà.
Il terzo dei ruoli principali, quello dello scrittore newyorkese, che diventa eroe suo malgrado, Jack Driscoll (Bruce Cabot nel Kong del '33), è stato affidato ad un altro indiscusso talento, Adrien Brody. A sentire il protagonista/premio Oscar de Il pianista, questo personaggio ha subito cospicue modifiche rispetto all'originale: "Ha lo stesso nome, ma un ruolo diverso, io sono uno sceneggiatore. Mi assomiglia, perché ormai sono cresciuto, sono capace di atti molto più eroici di quand'ero ragazzo, sono più forte fisicamente e poi mi rivedo nella sua creatività."

Per quanto riguarda la crew tecnica, quella che proprio in queste settimane è alle prese con la postproduzione insieme a Jackson, si è ricostituito quesi interamente il team de Il signore degli anelli, con Jan Blenkin e Caro Cunningham alla produzione e i premi Oscar Andrew Lesnie direttore della fotografia, Jamie Selkirk al montaggio, Grant Major e Dan Hennah alla scenografia. E naturalmente la Weta Digital con alla guida Richard Taylor per gli effetti speciali.
E' di pochi giorni fa la notizia che l'autore delle musiche non sarà il grande Howard Shore (vincitore di tre Academy Award per gli score della trilogia tolkieniana). Sembra che il Maestro e Jackson abbiano avuto delle divergenze creative sul commento musicale di Kong. "E piuttosto che perdere tempo a discutere con un amico - ha precisato Jackson - ho preferito, d'accordo con Howard, affidare il lavoro a un altro musicista che ho sempre apprezzato, James Newton Howard." Il losangelino Newton Howard, ricordiamolo, ha firmato due tra i migliori score del 2004, quelli per The Village di Shyamalan e per Collateral di Mann.

Infine, una parola sulle location: la misteriosa Skull Island su cui si svolge gran parte della vicenda è stata reinventata in un incredibilmente minaccioso isolotto neozelandese, con quali risultati è già possibile giudicare dal trailer del film, mentre la New York anni '30 in cui l'avventura si conclude è stata riscostruita sempre in Nuova Zelanda, vicino a Wellington. Sembra che andare a girare nell'autentica Grande Mela sarebbe stato troppo costoso. Nonostante questa frugalità produttiva, il film è costrato comunque 160 milioni di dollari, e il flop paventato da molti potrebbe essere fragoroso; ma, in barba ai detrattori preventivi, noi crediamo che queste premesse siano piuttosto incoraggianti. L'appuntamento in sala, speriamo anche per il pubblico italiano, è fissato al 14 dicembre.

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