Italian Masters of Horror

Ufficializzata la serie di quattro film horror italiani a low-budget e senza censura denominata Italian Masters of Horror. Lamberto Bava e Umberto Lenzi due dei registi autori di quattro storie accomunate solo dall'ambientazione piemontese.

E' stata per un po' di tempo una di quelle classiche voci da corridoio per addetti ai lavori. Almeno fino all'ufficializzazione di ieri. Ora possiamo dirlo: il progetto Italian Masters of Horror è in piedi, per volontà della Film Commission, della regione Piemonte, dell'Istituto Luce e della Dania Film. Ispirato alla ormai celebre serie horror americana che ha visto mettersi in luce i nomi più altisonanti del genere, il progetto è, nelle parole di Stefano della Casa, Presidente della Film Commission: il frutto della volontà di riportare in auge il nostro cinema di genere, dopo il riconoscimento fornitogli da Quentin Tarantino. Ci teniamo assolutamente prosegue della Casa che questo tipo di cinema si possa fare con il parallelo contributo di istituzioni pubbliche e società commerciali..

Nello specifico il progetto è composto da quattro lungometraggi (prima differenza sostanziale con i Masters americani che rientrano a tutti gli effetti nel concetto di serie televisiva, nonostante i contenuti) low-budget di circa cinquentomila euro ciascuno, girati in digitale, in Piemonte a partire da quest'estate. I film salteranno il passaggio televisivo per non sottostare ai castranti limiti della censura, come ha confermato Luciano Sovena, amministratore delegato Luce per trovare una collocazione prima nelle sale e poi soprattutto nel mercato DVD, anche e specialmente all'estero.

Ho accettato con entusiasmo - sostiene Umberto Lenzi in sede di presentazione del suo film, specialmente per il desiderio di confrontarmi con il digitale, la post-produzione e la possibilità di evadere la censura televisiva, visto che i registi come me non possono proprio lavorarci. Il mio Horror Baby sarà una horror ambizioso, senza ricorso al fantastico, quindi a zombi e nemmeno a serial killer estremi, ma avrà per protagonista una quindicenne disabile che dovrà affrontare eventi agghiaccianti. Un racconto sul quotidiano in cui cercherò di esprimere il mio stile. Presente anche Lamberto Bava che si è accodato all'entusiamo dichiarando: girerò il mio Murder House in una villa torinese dove, mentre un musicista suona, avvengono degli omicidi brutali. Stilisticamente cercherò di rifarmi allo stile dei miei film più "chiusi", come Demoni. Proprio il film di Bava sarà il primo ad andare sul set e una volta ultimato, il film uscirà in sala e subito dopo in dvd, probabilmente nelle edicole, senza rispettare le window abituali, ovvero i tempi convenzionali di distanza tra l'uscita theatrical e quella home-video.

Insomma, un progetto che si auspica mantenga le sue premesse e che fa ben sperare per l'adesione di grandi registi come Umberto Lenzi, Lamberto Bava e Sergio Martino (che non era presente alla conferenza stampa di presentazione del progetto) a cui si è accodato il giovane Nicola Rondolino, meno avvezzo sulla carta al cinema horror. Fa niente quindi che si continui a parlare del cinema di genere italiano sempre e comunque come di un fenomeno da baraccone, come se che creasse un sottile imbarazzo o che debba essere legittimato da qualche personaggio altisonante e fa niente anche che ogni volta sia necessario ascoltare la solita cantilena sulle cecità della critica rispetto a tale cinema. Attendiamo fiduciosi il risultato di un progetto che annovera comunque nomi importanti. Staremo a vedere.

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