Iron Fist, parlano Finn Jones e Jessica Henwick: "Netflix mette il pubblico al comando"

Abbiamo incontrato a New York Finn Jones e Jessica Henwick, i due protagonisti di Iron Fist che ci hanno svelato i segreti della nuova serie Netflix tratta dall'universo Marvel.

Iron Fist: Jessica Henwick, Finn Jones e Rosario Dawson

Ventotto anni Finn Jones, ventiquattro Jessica Henwick. A questa giovane età i due attori londinesi potrebbero seriamente diventare due star della TV internazionale, in quanto sono stati scelti come protagonisti assoluti di Iron Fist, quarta collaborazione tra Marvel e Netflix dopo i successi di Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage. Conosciuti lo sono già, come tutti gli attori che hanno partecipato alla serie TV di culto dei nostri tempi, Il trono di spade. Jones ha infatti interpretato Loras Tyrrell nello show HBO, la Henwick la parte di Nymeria Sand. In questo nuovo Iron Fist invece Finn impersona Danny Rand, discendente di una ricca famiglia newyorkese che torna a casa dopo quindi anni in cui era stato ritenuto morto insieme alla sua famiglia, vittima di un incidente aereo.

Una volta tornato al comando dell'azienda del padre, Danny si rende conto che la compagnia e la città sono minacciate da un'organizzazione criminale con poteri sterminati. Ecco che allora l'addestramento ricevuto negli anni precedenti in un monastero buddista, e i poteri ottenuti grazie alla disciplina delle arti marziali, serviranno al giovane per affrontare una minaccia nascosta e terribile. Accanto a lui la più inaspettata delle alleate, Colleen Wing (la Henwick), una giovane solitaria che gestisce una palestra di kung-fu a Chinatown. Il solito formato di tredici puntate per comporre la storia dell'ultimo supereroe dei gruppo dei Defenders, ensemble di cui si sta già girando la serie. Iron Fist è ambientato interamente a New York, dove abbiamo avuto il piacere di discutere proprio con i due protagonisti. Ecco cosa ci hanno raccontato dell'attesissimo nuovo arrivato della Marvel/Netflix.

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Da Il trono di spade a Iron Fist

Entrambi avete recitato in Il trono di spade e adesso Iron Fist. Potete paragonare in qualche modo queste due megaproduzioni televisive?

Finn Jones: Sono molto differenti, una è ambientata in un mondo fantastico e sterminato e ha un cast corale, l'altra si svolge interamente a New York e ha praticamente due personaggi principali, Danny Rand e Colleen Wing. Anche la durata varia, Iron Fist è composta da tredici episodi, Il trono di spade soltanto dieci. Penso che in numero di personaggi in scena sia la differenza più importante, perché definisce il tono e la variazione delle storie.

Jessica Henwick: Inoltre i nostri rispettivi personaggi in Iron Fist sono totalmente diversi da quelli che interpretiamo nell'altra. Vedere Finn in uno show e poi nell'altro è sorprendente, è irriconoscibile. Loras Tyrrell è una psicologia totalmente diversa da Danny. Lo stesso si può dire di Nymeria Sand e Colleen.

Quali sono state le sensazioni più forti nel passare da uno show di culto a Iron Fist?

Iron Fist: Jessica Henwick, Finn Jones e Rosario Dawson

Jessica Henwick: Essere sul set di quella serie è stato incredibile. Ricordo che poco prima di Natale girammo una scena di battaglia con esplosioni, e sul set mentre recitavamo potevo sentire il calore del fuoco divampare vicino a me. Pensavo che come attrice stavo provando qualcosa che al pubblico non può arrivare, quel calore era veramente reale, una sensazione entusiasmante. Penso di parlare anche a nome di Finn dicendo che opportunità lavorative come quella arrivano molto raramente. Sono esperienze differenti come detto, e a me va benissimo, in Iron Fist cercavo proprio una sfida diversa da quella precedente. Per quanto riguarda il recitare invece non c'è molta differenza, si tratta sempre di trovare le giuste motivazioni per il tuo personaggio.

Finn Jones: Sono totalmente d'accordo, come attore a me non deve interessare la dimensione del progetto produttivo, il mio lavoro è sempre lo stesso. Devi sempre rifarti al copione e portare in vita il tuo personaggio con tutte le risorse che hai, al meglio delle tue possibilità. Che tu stia lavorando a una grande serie TV o a un film piccolo e indipendente dovrebbe essere irrilevante. Hai lo stesso esatto compito.

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Amicizia, personaggi femminili forti e qualche polemica

Qual è stato l'aspetto migliore del lavorare insieme?

Finn Jones: Con Jessica ci conosciamo da molto prima che partecipassimo a Il trono di spade, siamo ottimi amici, una specie di fratello maggiore e sorellina. E' stato un grosso vantaggio perché essendo i protagonisti era importante fossimo subito in sintonia, non abbiamo avuto quel periodo di assestamento che di solito attori che non si conoscono incontrano quando devono recitare insieme per un lungo periodo di tempo. E' stato anche più facile capire quando non stavamo facendo il lavoro al meglio delle cose, bastava guardarci negli occhi e ricominciare da capo senza tensioni.

Jessica Henwick: E in un modo piuttosto strano aiuta anche riguardo l'aspetto romantico che Danny e Colleen sviluppano nel corso della storia. Ti senti meno in imbarazzo a girare con un amico scene in cui sono coinvolti dei sentimenti.

Iron Fist è una serie TV con personaggi femminili molto forti, che non si lasciano guidare dagli uomini ma decidono per conto loro. Cosa pensate riguardo questo tema?

Jessica Henwick: Credo che sia un prerogativa di Netflix quella di capire e saper rappresentare a fondo la psicologia femminile. Mi riferisco a serie TV come The Crown, Orange Is the New Black, ma anche Stranger Things o House of Cards. E Jessica Jones ovviamente, rimanendo in tema Marvel.

Cosa può dirci delle controversie sulla mancanza di "diversità" che ci sono state nei giorni scorsi riguardo il personaggio di Danny Rand?

Finn Jones: Prima di tutto Danny Rand nel fumetto originale è un bianco caucasico, siamo rimasti fedeli alla materia primaria. In secondo luogo io da sempre sono molto attento al diritto di rappresentazione da parte delle varie etnie e credo che Iron Fist sia un esempio enorme di multiculturalità, nel cast ci sono attori provenienti da ogni parte del mondo, con preparazione e background differenti. Penso stiamo facendo un gran lavoro nel rappresentare culture anche distanti, e questo verrà accentuato nelle puntate finali con l'introduzione di personaggi ancora non svelati.

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Il lavoro sui personaggi

Iron Fist: un momento dell'addestramento alle arti marziali

Che tipo di allenamento avete dovuto sostenere per le scene che coinvolgevano le arti marziali?

Finn Jones: Per quanto mi riguarda prima dell'inizio delle riprese ho avuto tre settimane di allenamento davvero intenso, purtroppo una volta cominciato a girare i miei ritmi di lavorazione erano troppo intensi, ero sul set quattordici ore al giorno per cinque, sei giorni la settimana. Questo programma non mi ha consentito di continuare la preparazione come avrei voluto, non c'era spazio per proseguire. Andavo in palestra nei weekend per potenziale i muscoli, ma riguardo le arti marziali mi sono dovuto rifare a quanto avevo imparato nelle tre settimane iniziali.

Jessica Henwick: Sono stata fortunata perché la storia di Colleen si sviluppa pienamente nella seconda parte dello show, mentre all'inizio lei ha un arco abbastanza separato rispetto a quella di Danny e dei fratelli Meachum. In alcuni momenti mi sentivo come se mi stessi perdendo i momenti salienti della storia, che stessi facendo un'altra serie. Basta pensare che nelle prime settimane non avevo mai visto David Wenham sul set e avevo interagito con Tom Pelphrey solo un paio di volte. Il vantaggio è che ho avuto molto più tempo per allenarmi con il team degli stunt.

Iron Fist: Finn Jones in una foto della serie

Cosa avete inserito nei personaggi che era presente nel fumetto e cosa invece vi avete messo di vostro?

Finn Jones: Ho cercato di rappresentare un Danny Rand il più vulnerabile e aperto possibile, insieme al suo insopprimibile ottimismo. Volevo lavorare sulla dualità dell'essere sia un rampollo miliardario che un guerriero allevato in un tempio buddista. Ed è anche un ragazzo che da bambino ha sofferto un trauma immenso. Insomma Danny è molte cose diverse, volevo esplorarle tutte con una mentalità flessibile, non incasellarlo in una sola di esse. Rivelarne anche i difetti e le complessità in poche parole.

Le è mancato non poter indossare il costume iconico di Iron Fist?

Finn Jones: No, in questa serie Danny deve ancora guadagnarsi il diritto di indossare quel costume, perché all'inizio è un irresponsabile. Ha lasciato il suo addestramento prima del dovuto, è un ragazzo che ha combinato un casino. Il suo percorso drammatico è quello di capire le proprie responsabilità. Sarà soltanto alla fine della serie dei Defenders che si vedrà Danny abbattere queste barriere che lo separano dall'essere Iron Fist.

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The Defenders e il fututo di Danny e Collenn

Visto che ha menzionato The Defenders, come stanno andando le riprese?

Finn Jones: Meravigliosamente. Abbiamo delle dinamiche magnifiche tra il mio personaggio e quelli di Charlie, Krysten e Mike. E come se ci conoscessimo da una vita intera, mi sto divertendo un mondo.

Vedremo un Iron Fist diverso in quest'altro show?

Finn Jones: Sì, alla fine di questa serie Danny abbandona la sua spensieratezza giovanile, la sua immaturità, cresce e capisce le sue responsabilità. Tutto assume la prospettiva giusta, inizia a darsi da fare per compiere quella che è la sua reale missione. Ovviamente anche durante la trama che appartiene a The Defenders gli accadono delle cose che lo fanno crescere. Dall'inizio di Iron Fist alla fine dello show successivo Danny è totalmente un'altra persona, è stato un privilegio poter percorrere questo percorso con lui.

E invece la figura di Colleen? Vorrebbe continuare a interpretarla in futuro?

Iron Fist: Jessica Henwick in una foto della serie

Jessica Henwick: Certo, in Iron Fist abbiamo poggiato delle basi molto solide per il personaggio, che poi si sviluppa in The Defenders.

Ultima domanda che riguarda Netflix. Siete pro o contro l'ormai celeberrimo binge-watching?

Jessica Henwick: Ci sono molto aspetti da considerare. Da una parte io lo faccio qualche volta, perché quando amo uno show lo amo per davvero, dall'altra però finisci una serie così velocemente, mi piace la messa in onda tradizionale perché comunque costruisce un senso di attesa. Mi ricordo che la puntata finale di Lost creò un senso di comunione tra gli spettatori che fu molto emozionante. Io spesso lascio anche passare delle serie o anche solo alcune stagioni per recuperarle dopo un po' di tempo.

Finn Jones: Penso che la cosa migliore di Netflix sia che mette il pubblico al comando. Decide lui come e quando vedere un prodotto, e il legame è solo ed esclusivo tra lo show e gli spettatori. E così dovrebbe sempre essere.

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