Howard Shore: "I Blues Brothers li ho inventati io"

Viaggio alla scoperta delle melodie dell'autore delle colonne sonore di Cronenberg, Scorsese, Fincher e de Il signore degli anelli.

Howard Shore: "I Blues Brothers li ho inventati...
Howard Shore
Howard Shore

69 anni, compositore

Oltre novanta film musicati, collaborazioni prestigiose con autori quali David Cronenberg, Martin Scorsese, Tim Burton, Jonathan Demme e tre Oscar conquistati per la trilogia de Il signore degli anelli sono un biglietto da visita sufficiente per il grande Howard Shore, approdato a Locarno per ritirare il Vision Award Nescens e tenere un'eccezionale masterclass sulla sua produzione musicale. Il compositore canadese è uno degli autori più prolifici nel panorama della musica da cinema e grazie anche alla sua esperienza come direttore d'orchestra è autore di tante celebri sinfonie che hanno contribuito a dare un'impronta unica a grandi pellicole, ultimo in ordine di tempo il premio Oscar Il caso Spotlight.

Il compositore Howard Shore

Pur essendo uno dei compositori cinematografici più riconoscibili, in passato Howard Shore si è fatto le ossa in ambienti musicali assai diversi dal cinema. Come racconta lui stesso: "Ho scoperto la musica molto presto. Ero un giovane studente di clarinetto e sassofono e mi guardavo intorno. Ho avuto la fortuna di avere i migliori maestri e ho iniziato a comporre mentre studiavo. In seguito ho fatto il sassofonista per mantenermi finché non sono entrato nella band canadese Lighthouse, che ha avuto un discreto successo. Abbiamo suonato con i Grateful Dead e Janis Joplin, abbiamo aperto per Jimi Hendrix all'Isola di White. Suonavano cinque volte a settimana, il nostro stile era simile a quello dei Procul Harum, come loro abbiamo deciso di unire rock e musica orchestrale. Ma è stato l'incontro con la radio, all'epoca molto generosa con i giovani musicisti, ad aprirmi la strada agli show, ai documentari, e alla televisione".

L'incontro con David Cronenberg

Howard Shore a Locarno 2016

Non sono in molti a sapere che a inventare il nome Blues Brothers è stato proprio Howard Shore. Il compositore fa parte del gruppo originario di autori che ha creato il Saturday Night Live. "All'inizio eravamo in tre" racconta Shore. "Poi il gruppo si è allargato e abbiamo aiutato a crescere questo show di impianto teatrale. Lo show iniziava alle 23:30 e i comici standup riscaldavano il pubblico nel warm up che lo precedeva. Dal momento che iniziavamo tardi avevamo una band pronta a mettere il pubblico nel giusto mood. Il loro repertorio era blues americano. Dan Aykroyd ci ha chiesto di entrare nella band per suonare l'armonica e poi anche John Belushi ha voluto entrare nel gruppo. Io li introducevo come 'Brothers of Blues', da lì è nato Blues Brothers".

Howard Shore e David Cronenberg

L'incontro che ha cambiato il corso della carriera di Howard Shore è quello col connazionale David Cronenberg. "David aveva una bella moto, una Ducati. Io lo vedevo girare nel vicinato vestito di pelle e mi chiedevo 'Chissà chi è'. In quel periodo ho partecipato a un festival del cinema come spettatore e ho avuto la possibilità di vedere i suoi primi lavori, ma solo anni dopo, nel 1977, ho trovato il coraggio per contattarlo. Abbiamo iniziato a collaborare, non avendo mai avuto esperienza di musica per il film ho dovuto inventare da zero la tecnica, ma anche per lui la collaborazione con un compositore è stata una novità, prima di incontrarmi usava musica di repertorio. In Brood - La covata malefica entrambi abbiamo dovuto imparare a lavorare in un modo nuovo, ma la cosa ha funzionato e abbiamo collaborato in 15 film. Ero intrigato dalle storie di David Cronenberg così nei primi tre film fatti insieme, Brood, Scanners e Videodrome, abbiamo inventato nuove forme di composizione. E poi La mosca all'epoca ha ridefinito il mio lavoro con la sua dimensione orchestrale".

James Woods 'stregato' dalle labbra di Debbie Harry in Videodrome

Howard Shore, lo sperimentatore

Primo piano di Jodie Foster in una scena de IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Il 1991 è l'anno di un'altra pietra miliare, Il silenzio degli innocenti. Howard Shore conferma come, fin dalle prime fasi di lavorazione, il regista Jonathan Demme avesse chiara l'idea di aderire al punto di vista di Clarice Starling. "Demme è un grande regista e ha scelto coraggiosamente di innovare il genere crime. Di solito in questo tipo di film il pubblico aderisce al punto di vista del mostro, che poi è il personaggio principale. In questo caso Demme ha optato per uno scarto. Grazie all'aiuto della musica elettronica ho creato basi ambient da usare per creare suspence. La colonna sonora è nata da questa fusione di musica sinfonica ed elettronica, una novità per l'epoca".

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Howard Shore a Locarno 2016

D'altronde non sono certo le sfide a spaventare Howard Shore che, nel corso della carriera, ha potuto dar sfogo alla sua vena sperimentale. Riflettendo sui suoi modelli, il compositore confessa: "Crescendo a Toronto ho ascoltato musica di ogni parte del mondo. Avevo a disposizione una biblioteca con una parte musicale fornitissima, così ho conosciuto Nino Rota, Georges Delerue, ma ad attrarmi era soprattutto l'aspetto sperimentale". Il musicista si sofferma poi sul suo metodo di lavoro svelandone i segreti: "Prima di vedere il film completo, inizio già a lavorare sulla sceneggiatura. Adoro leggere gli script e assorbire le idee contenute nella storia per comporre sull'onda dell'emozione. E' una sorta di trance, lavoro su associazioni generate dallo script. Spesso per me questo è sufficiente per comporre, perciò quando vedo il film ho già un sostrato su cui lavorare. Durante la visione discuto molto con i registi per comprendere il loro punto di vista. Alla fine prendo le musiche composte e le metto nel film, è come comporre un puzzle".

Melodie dalla Terra di Mezzo

Johnny Depp sul set di Ed Wood con Tim Burton

Howard Shore ha il merito di essere stato scelto da Tim Burton per Ed Wood nel momento in cui il regista aveva sospeso momentaneamente la storica collaborazione con Danny Elfman. Il film ha permesso a Shore di sfogare la sua passione per la musica degli anni '50 e per i monster movie, usando uno strumento desueto come il theremin. Altre pietre miliari della sua carriera sono i cinque film musicati per Martin Scorsese e i tre per David Fincher. Nonostante questa produzione monumentale, a regalare i tre a Shore è stato un lungo viaggio nella Terra di Mezzo. "Non sapevo che stessero preparando un adattamento de Il signore degli anelli. Peter Jackson mi ha telefonato e mi ha comunicato il progetto. Ero intrigato dall'idea così mi hanno mostrato il design a cui stavano lavorando, era davvero fantastico. Ho composto le musiche della trilogia in Nuova Zelanda, a New York e a Londra. Ho viaggiato molto in quel periodo, anche se gran parte delle registrazioni sono state fatte a Londra. Peter conosceva bene il mio lavoro, mentre parlavamo mi ha menzionato brani del finale di Crash e Il silenzio degli innocenti. Il problema principale da risolvere riguardava il fatto che il libro di Tolkien è pieno di poesie e canzoni, non potevamo adattarlo letteralmente. Così ho inserito molti cori nelle mie musiche, una novità per me. I cori sono molto importanti nella musica antica e Tolkien era un filologo, un esperto in lingue antiche. Ho inserito queste lingue all'interno della musica. E' stato un lavoro monumentale, ci ho messo tre anni e tre mesi, un anno per ogni film e tre mesi per l'extendend version".

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Ian McKellen come un Gandalf di John Howe

Tra i lavori più recenti di Howard Shore figura l'ultimo film di David Cronenberg, Maps to the Stars. A quanto pare quello con il connazionale è un legame che continua a funzionare ancora oggi: "Cronenberg mi manda lo script di ogni suo lavoro, poi ci sentiamo per telefono e parliamo del casting. Chiede il mio parere sugli attori che pensa di chiamare. E' sempre avanti rispetto agli altri, ogni film con lui è una nuova esperienza. David forza i limiti e io mi sento molto vicino alle sue idee. Lavorando per anni insieme non possiamo riprendere vecchie tecnologie, cerchiamo sempre di andare oltre, di sperimentare qualcosa di nuovo. Grazie al suo genio la mia musica è sempre innovativa".

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