Giancarlo Giannini, travolti da un insolito talento

Al cinema ci ha divertito fino alle lacrime e commossi senza pietà. Giancarlo Giannini compie 75 anni: l'omaggio di Movieplayer ad uno dei più grandi attori di sempre.

È nato in provincia di La Spezia ma è cresciuto a Napoli e si è formato a Roma. Giancarlo Giannini è un apolide ma non c'è uomo italiano che non si sia riconosciuto, che non l'abbia imitato, ammirato, applaudito. Il 1° agosto festeggia il suo settantacinquesimo compleanno e noi proviamo ad omaggiare una carriera costellata di successi, a raccontarne vizi e virtù, a celebrarne la passione immensa. Giannini si fa conoscere a teatro, dove esordisce a soli 18 anni, ma è l'incontro con il cinema di Lina Wertmüller che cambierà la sua storia e quella del nostro Paese, che insieme hanno raccontato in maniera insuperabile, caustica e originale.

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Wertmüller/Melato: le donne della vita

Oltre alla regista dagli occhiali bianchi è Mariangela Melato ad accompagnarlo nei tre film che sanciscono il loro successo: Mimì metallurgico ferito nell'onore, Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza e più di ogni altro Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare di agosto. Il cinema italiano degli anni Settanta alla sua ennesima potenza. Due attori carismatici, istrionici e grintosi al servizio del furore di una regista piena di coraggio. Indimenticabili. Nel 1976 Giannini colpisce al cuore perfino l'Academy per la sua prodigiosa interpretazione in Pasqualino Settebellezze. Film tragicomici che meglio definiscono la condizione del sottoproletario che vive grazie all'arte dell'arrangiarsi. Uomo dai grandi ideali traditi o reo di cedere al primo dei compromessi: Giannini ha rappresentato l'apoteosi dell'italianità in modo diverso ma non meno geniale di Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Vittorio De Sica. Con lui si chiude il cerchio di una generazione di talenti irripetibile.

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Pasqualino Settebellezze: un primo piano di Giancarlo Giannini

Giannini superstar

Numerosissimi i grandi registi che ne esaltano il talento naturale, da Ettore Scola (Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca, La cena) a Valerio Zurlini (La prima notte di quiete), da Luchino Visconti (L'innocente) a Sergio Corbucci (Il bestione), da Mario Monicelli (Il male oscuro, Viaggio con Anita) a Dino Risi (Sessomatto), da Alberto Lattuada (Sono stato io!) a Nanni Loy (Mi manda Picone). E anche a Hollywood non hanno saputo resistere al suo richiamo. Giannini è stato diretto da Francis Ford Coppola in New York Stories, ha partecipato al film romantico Il profumo del mosto selvatico con Keanu Reeves e a due episodi della saga di James Bond (Casino Royale e Quantum of Solace) e dal 2009 ha una stella sulla Italian Walk of Fame di Toronto. Da doppiatore (di Al Pacino, Jack Nicholson e Gérard Depardieu) ottiene perfino il plauso di Stanley Kubrick, che lodò la sua voce in Shining.

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Un uomo dai mille colori

Il ragazzo della Giudecca: Giancarlo Giannini sorride con Luigi Diberti in una foto promozionale

Spregiudicato, auto-ironico, irrefrenabile. Dopo l'esordio alla regia del 1987 con Ternosecco, ritorna dietro la macchina da presa nel 2013 con Ti ho cercata in tutti i necrologi. Il resto del tempo lo dedica alla famiglia, al teatro e ai giovani registi cui si dona con grande generosità. Giancarlo Giannini è sempiterno, un interprete sincero, che si concede al pubblico senza freni inibitori, sul set come nelle interviste. Tre anni fa ebbi l'onore di farci quattro chiacchiere. Mariangela Melato ci aveva appena lasciati. "Quello che non dimenticherò mai di lei è la sua luminosità, un'anima vitrea e generosa. Una grandissima donna", mi disse a proposito della sua partner in crime. In cosa trova la voglia di vivere Giannini? "Semplice, uno spaghettino alle tre di mattina, un brodo di tagliolini, un bel risottino". Ma sui sogni nel cassetto non scherza: "Ho un'infinità di sogni, in ogni momento. Tutto mi incuriosisce e mi appassiona. Le belle storie e i personaggi interessanti. La cosa più bella di questo lavoro è la curiosità per ciò che non c'è".

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