H. P Lovecraft e cinema: 10 film cosmic horror da vedere

Film d'autore, indie e blockbuster: dieci pellicole che reinterpretano l'orrore cosmico dei romanzi di Lovecraft.

Lovecraft Country 5
Lovecraft Country: un'inquietante immagine della serie

"Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto." Scriveva così sul finire degli anni venti del secolo scorso Howard Phillips Lovecraft nel saggio L'orrore soprannaturale nella letteratura. E, in effetti, come poter dar torto allo scrittore di Providence? È molto difficile dare una definizione al concetto di paura, così soggettiva e personale, ma crediamo di non sbagliare affermando che la paura dell'ignoto, di un disegno cosmico più grande di noi, di una realtà che non siamo naturalmente portati a comprendere è più terrificante di qualsiasi altro mostro immaginario.

Nella cultura pop questa particolare sfumatura di orrore è chiamata orrore cosmico e Lovecraft fu colui che la esplorò al meglio tra gli autori del suo tempo. Da lì in poi, dopo la morte dello scrittore, letteratura e successivamente cinema, giochi di ruolo, da tavolo, videogiochi hanno attinto a piene mani dal suo lavoro, alcuni proponendo adattamenti di lavori propri di Lovecraft, altri dandone una personale reinterpretazione. Nella classifica di oggi vogliamo concentrarci proprio su quest'ultima classe di film, quelli che non sono direttamente adattamenti delle novelle di Lovecraft ma che esplorano a loro modo il concetto di orrore cosmico, spaziando tra film d'autore, indie e blockbuster, dimostrando che l'orrore vero molto spesso poco ha a che fare con l'horror. Ecco 10 film d'orrore cosmico assolutamente da non perdere.

1. PICNIC AD HANGING ROCK (1975)

Picnic ad Hanging Rock: Anne-Louise Lambert in una scena del film
Picnic ad Hanging Rock: Anne-Louise Lambert in una scena del film

Considerato un'opera dall'importanza decisiva nel cinema australiano degli anni '70, Picnic a Hanging Rock è uno dei primi lavori del regista Peter Weir, assurto ad icona registica grazie a pellicole come L'attimo fuggente e The Truman Show. Picnic a Hanging Rock è l'adattamento dell'omonimo romanzo di Joan Lindsay e racconta la disturbante scomparsa di un gruppo di giovani ragazze nei primi del '900. Durante un picnic organizzato per il giorno di San Valentino, le studentesse di un prestigioso istituto femminile esplorano le formazioni rocciose dei dintorni. Improvvisamente, alcune di queste sentono il bisogno irrefrenabile di scalare Hanging Rock per poi scomparire nel nulla. Che fine hanno fatto? E perché delle giovani signorine hanno scalato scalze una roccia senza nessun motivo apparente? La trama costruita attorno a questo evento è terribile e morbosa, angosciante senza che cali la notte o venga versato sangue. Un orrore pulito e alla luce del sole dove nulla può essere nascosto eppure tutto è incomprensibile.

2. PUNTO DI NON RITORNO (1997)

Event Horizon
Una scena di Punto di non ritorno

Blockbusterone di fine anni '90 con budget e cast di grande rilievo, Punto di non ritorno fa dello spazio, del cosmo, la sua ambientazione principale. La storia segue un gruppo di salvataggio che si spinge ai confini del sistema solare per recuperare la Event Horizon (titolo originale del film), una nave spaziale che l'opinione pubblica pensava andata distrutta anni prima e che invece è semplicemente scomparsa. Il problema però, non è dove la Event Horizon è ricomparsa ma dov'è stata fino a quel momento. Spoiler, non in un bel posto. La criticità della pellicola, se così la vogliamo definire, sono gli ultimi venti minuti circa: il film, da horror psicologico che, seppur grossolanamente, lavora sulla paura dell'ignoto aggiungendo poi un elemento claustrofobico dato dall'ambientazione spaziale, si trasforma improvvisamente in una scimmiottatura di Hellraiser: un bipolarismo improvviso della pellicola, che decide per altro di confermare le numerose strizzatine d'occhio ad Alien lanciate durante tutta la durata del film con un finale che di originale non ha moltissimo. La prima parte del film però è davvero godibile e fa il suo lavoro.

3. THE MIST (2007)

Una scena del film The Mist
Una scena del film The Mist

Stephen King non ha mai nascosto il suo amore per Lovecraft e tra tutti i romanzi e racconti brevi del re del brivido, quello che omaggia di più lo scrittore di Provindece è La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri. Da qui viene creato l'adattamento cinematografico del 2007, The Mist, ad opera di Frank Darabont, già sceneggiatore nel '99 de Il miglio verde. Nella nebbia che dà il nome al film si nascondono indicibili mostruosità che mietono il gruppo di sopravvissuti protagonisti. E coloro che non vengono letteralmente smembrati dalle creature della nebbia vengono comunque annientati nello spirito, dove speranza e coraggio fanno spazioun po' alla volta a disperazione e follia. Se soffrite i film con effetti speciali che invecchiano male forse The Mist non è proprio ciò che fa per voi ma, che sia libro o pellicola, dovreste concedergli una possibilità solo per il finale, che fa così male che ne potete sentire il rumore.

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4. ABSENTIA (2011)

Absentia
Una scena di Absentia

Avete presente Hill House e The Haunting of Bly Manor? La serie tv antologica di Mike Flanagan è stata un evento televisivo di portata mondiale, che ha raccolto consensi da pubblico e critica in egual misura. È strano, quasi impossibile pensando alla risonanza di questi progetti, pensare che c'è stato un momento in cui Flanagan era così sconosciuto da dover aprire un Kickstarter per poter fare un film! Eppure Absentia è proprio questo, un film dal budget risicato (ma molto risicato) capace però di dimostrare a tutto il cinema che quando c'è l'idea giusta a muovere un film, il resto è quasi secondario. Inseriamo Absentia in questa lista perché nonostante sia, manco a dirlo, una storia di fantasmi, Flanagan lavora lo spettatore ai fianchi con la paura di un ignoto molto specifico, quello dell'aldilà. La paura della morte, e di quello che può esserci oltre, è un sentimento atavico con cui l'umanità convive da millenni senza essere mai stata capace di farci conti. Il tutto poi si unisce a storie drammatiche e molto private: il nome del film infatti deriva dalla locuzione latina "in absentia", usata in ambito legale per descrivere iter giuridici che mancano di qualche elemento. Nel caso del film è la dichiarazione di morte presunta del marito della protagonista, ormai scomparso da tempo ma mai dichiarato morto.

5. SPRING (2014)

Spring 2014
una scena di Spring

Un lutto, problemi con la legge, una fuga all'estero, magari in Italia, per ricominciare e chissà trovare anche il vero amore. La paura dell'ignoto in Spring corre su due binari paralleli: da una parte un ignoto molto umano, quello di un ragazzo che non ha più nulla da perdere e che si getta in un'avventura senza pianificare nulla. Visitare un posto a caso, fare affidamento su sconosciuti, vivere alla giornata. Dall'altro un orrore più fantastico e fittizio che parte dal segreto che la ragazza di cui si innamora il protagonista nasconde. Il più grande colpo di scena di Spring nonché motivo che ci spinge a metterlo in classifica, e qui purtroppo un po' di spoiler è necessario (quindi saltate al prossimo paragrafo se non volete anticipazioni), è arrivare al climax horror molto prima della fine film. La bella di cui si innamora il protagonista non è del posto, non è nemmeno straniera, diciamo che non è proprio di questo mondo: eppure, nonostante ormai sia chiaro che lei è un mostro, letteralmente, lui non si tira indietro ma fa di tutto per farle capire i suoi sentimenti, incurante della natura di lei. Una metafora sull'amore incondizionato che rende tutta la parte horror del film ancora più significativa, perché la mostruosità di lei è, metaforicamente, il lato oscuro di ogni persona. Un ignoto tutto umano che terrorizza più di qualsiasi altra creatura cosmica.

6. ÉVOLUTION (2015)

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Una scena di Évolution

Il rimando al marino nei racconti di Lovecraft è sempre molto presente e ne La maschera di Innsmouth raggiunge probabilmente il suo culmine. Una comunità chiusa, isolata, dove il mare la fa da padrone, culla degli abitanti, rappresentano anche gli elementi chiave di Evolution, pellicola firmata da Lucile Hadzihalilovic. Qui l'elemento marino che torna prepotente è la stella marina, che ossessiona il piccolo protagonista dopo che ne scorge una su quello che pensa essere un cadavere sul fondo del mare. Su questa base la regista dipinge un film surreale, onirico e visivamente conturbante abbassando ad altezza di bambino il punto di vista della storia. Ciò che inquieta gli spettatori non sempre coincide con ciò che turba il protagonista, che vive la straniante situazione nella quale si ritrova con l'ingenuità che solo i più piccoli possiedono. Una piccola chicca che aggiunge una chiave di lettura in più al film è il gioco di parole in francese, lingua parlata nella pellicola: stella marina infatti si dice étoile de mer, e mare ha una forte assonanza con madre, mere. È quindi "stella marina" o "madre stella"?

7. THE VOID - IL VUOTO (2016)

The Void - Il vuoto: una scena del film
The Void - Il vuoto: una scena del film

Con The Void - Il vuoto riempiamo interamente lo spazio riservato allo splatter e al gore: volendo descrivere il film ad opera di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski, è come se Dagon e La cosa si fossero matchati su Tinder e si fossero incontrati per fare... beh quello che facciamo tutti quando usiamo Tinder. Niente preliminari, niente mezze misure, The Void va dritto al sodo fin dalla prima scena e continua sino alla fine su una rotta ben stabilita, da un parte sfruttando in modo efficace tutti i cliché tipici delle storie Lovecraftiane (creature dell'ignoto e una setta di cultisti folli) e dall'altra li mette in scena con un body horror da dieci e lode. Non è un caso visto che Gillespie ha preso parte attiva ai reparti artistici di film come It, primo e secondo, e La forma dell'acqua - The Shape of Water e a seri tv tra cui Hannibal e Locke & Key. Pochi VFX digitali e tanti effetti speciali prostetici con sangue e fluidi di ogni sorta che sgorgano da ogni dove, impregnando The Void di orrore e disgusto... di quello bello però!

8. THE ENDLESS (2017)

The Endless
Una scena di The Endless

Qui abbiamo una doppietta del duo Justin Benson e Aaron Moorhead già autori di Spring, con un film che esplora sempre il cosmic horror ma da un punto di vista diverso rispetto alla pellicola precedente. In The Endless i due registi sono anche i protagonisti della storia, una coppia di fratelli che, dopo aver ricevuto una cassetta da Camp Arcadia decidono di fare ritorno in quel luogo. Arcadia è una comunità nel deserto nella quale i due fratelli hanno vissuto per molti anni: secondo Aaron sono un gruppo di innocui svitati mentre per Justin si tratta di una setta senza mezzi termini con il pallino degli UFO. Quel che è certo è che a Camp Arcadia qualcosa non va. Lo sguardo dei registi, e della videocamera, è sempre puntato sul cielo, come se fosse da lì che prima o poi scenderanno le risposte che tutti, protagonisti compresi cercano. Anche qui un senso di stranezza davvero poco confortante, e confortevole, permea l'intera pellicola che ha il grande pregio di mettere sul piatto riflessioni interessanti, oltre a ridefinire in chiave moderna la figura del cultista di lovecraftiana memoria.

9. ANNIENTAMENTO (2018)

Annientamento: una scena del film
Annientamento: una scena del film

Sappiamo che Annientamento è tratto dall'omonimo romanzo di Jeff VanderMeer ma è un po' difficile credere che Lovecraft non abbia influenzato il regista Alex Garland. Nello specifico ci riferiamo al racconto Il colore venuto dallo spazio, con cui Annientamento condivide il preambolo: un oggetto venuto dal cosmo precipita sulla terra, iniziando a mutare tutta la zona intorno allo schianto e manifestandosi in un delirio cromatico inspiegabile a livello scientifico. Se nella fattoria del racconto di Lovecraft tutto avvizzisce e muore, ciò che avviene oltre il perimetro del Bagliore è molto più grottesco: una mutazione del codice genetico di animali, piante e ogni forma vivente che visiti la zona infetta, persone comprese. Quella che Lena, interpretata da Natalie Portman, e il resto delle scienziate vanno incontro è una vera e proprio corruzione, biologica e psicologica: le cellule che compongono il loro corpo cambiano, le trasformano, tradiscono la loro natura e questo le porta a perde loro stesse una molecola alla volta, in un baratro di follia e disperazione. Più che un annientamento, quello che vive il gruppo di protagoniste è una violazione, e l'orrore sopraggiunge quando il tuo Io e l'ignoto coincidono.

10. THE LIGHTHOUSE (2019)

The Lighthouse
La luce "sacra" del faro

Chiudiamo la nostra classifica con un pellicola che urla film d'autore a squarciagola. The Lighthouse di Robert Eggers è per temi ed atmosfere molto Lovecraftiano. È vero che il proverbio dice "Una rondine non fa primavera", anche se nel nostro caso è più un "Un tentacolo non fa Chtulhu", ma la messa in scena costruita da Eggers regge bene e risulta efficace. E se in alcuni momenti lo stile registico è forse un po' ridondante, ma sempre impeccabile grazie alle performance giganti di Willem Dafoe e Robert Pattinson, Eggers lavora molto bene sul concetto di ignoto, rappresentato dal faro. La sua luce è chiara, confortante, salvifica, eppure nasconde al suo interno un segreto, un mistero invisibile perché nascosto da un bagliore così accecante che è impossibile guardarci dentro. Siamo certi che The Lighthouse accederà in voi i giusti brividi.