Falling Skies - Finale stagione 2

La serie creata da Robert Rodat e prodotta da Steven Spielberg arriva a un finale di stagione che lascia, prevedibilmente, aperti i giochi per il suo prosieguo, con un doppio cliffhanger gravido di interrogativi.

Così, anche questa seconda stagione di Falling Skies è arrivata alla sua conclusione. Una seconda stagione che, complessivamente, ha fatto registrare ascolti non paragonabili a quelli della precedente (escludendo i due episodi d'apertura, il numero di spettatori che hanno seguito la serie oltreoceano, giornalmente, si è aggirato intorno ai tre milioni e mezzo) ma comunque giudicati sufficienti dai responsabili della TNT a rinnovare la serie per altri 10 episodi, che vedremo ovviamente tra un anno. Sulla qualità complessiva del serial creato da Robert Rodat e prodotto da Steven Spielberg ci siamo espressi più volte, nel corso di queste prime due stagioni, e ci sembra inutile a questo punto starci a ripetere. Al lettore basterà sapere che in questi Il prezzo della grandezza e Un'unione sempre più perfetta, puntate che salutano definitivamente questa seconda tranche di episodi, vengono sostanzialmente confermati pregi e difetti di concept e struttura narrativa della serie, ma anche le peculiarità che hanno distinto questa seconda stagione, prima tra tutte un'impostazione più esplicita e una maggiore insistenza sul mostrare l'aspetto fisico degli alieni (parallelamente all'approfondimento delle loro motivazioni). Lo stesso cliffhanger dell'ultimo episodio è da leggere strettamente in questa chiave: quell'alieno finale, dalla fisionomia del tutto nuova per la serie, apre vari scenari possibili, ma soprattutto ci ricorda di essere arrivati davvero al finale di stagione, in un episodio che appare al contrario un po' troppo frettoloso e privo dell'epica necessaria. Ma andiamo con ordine.

Falling Skies: Terry O'Quinn è Arthur Manchester nell'episodio Il prezzo della grandezza
Il prezzo della grandezza si apre con l'arrivo della Seconda Mass a Charleston, luogo che è stato una vera e propria terra promessa per i protagonisti per buona parte della stagione, e che ora si rivela una base sotterranea nascosta e organizzatissima, dalla quale un cospicuo numero di americani sta ricostruendo un embrione di nuova società. Weaver, Tom e compagni, preceduti dalla loro fama, vengono accolti come eroi dagli abitanti della città sotterranea, e loro stessi stentano a credere di poter finalmente tornare a vivere in una parvenza di normalità; ma l'idillio, come era facile intuire, dura ben poco. Nei sotterranei di Charleston, infatti, l'apparente concordia nasconde una tensione politica, pronta ad esplodere da un momento all'altro, tra il governo civile e l'autorità militare: il primo rappresentato dal professor Arthur Manchester (che ha il volto di Terry O'Quinn, che molti ricorderanno come il John Locke di Lost), figura carismatica e vecchio maestro di Tom, che ha assunto un ruolo assimilabile a quello del nuovo presidente degli Stati Uniti; la seconda, incarnata dal generale Bressler (uno statuario Matt Frewer), insofferente all'immobilismo di Manchester, che sembra deciso a rinviare a tempo indeterminato lo scontro con gli invasori, contando sulla relativa sicurezza offerta dal rifugio. Dopo i convenevoli iniziali, l'arrivo della Seconda Mass non potrà che portare scompiglio in questo fragile equilibrio, con Tom e compagni visti come una minaccia soprattutto dalla fazione di Manchester, che avversa naturalmente la presenza dei militari e la loro naturale propensione all'azione. In più, nel rifugio sotterraneo vediamo Weaver ricongiungersi, per la seconda volta, con sua figlia Jeanne, scampata ad un agguato alieno e costretta ad abbandonare il suo gruppo e il suo compagno: il discorso in cui la ragazza critica Manchester per il suo immobilismo nei confronti delle persone rimaste fuori dal rifugio non farà che creare ulteriori malumori e tensione.

Falling Skies: Sarah Carter e Drew Roy in una scena dell'episodio Un'unione sempre più perfetta
Sarà, tuttavia, nel momento in cui gli skitter ribelli si rimetteranno in contatto con la Seconda Mass, attraverso un ragazzo impiantato che ha avuto l'ubicazione della città da Ben, che la situazione precipiterà definitivamente; Tom e Weaver, ormai persuasi della necessità di allearsi con le creature ribelli, non riusciranno a convincere Manchester a conceder loro di andare a trattare con il capo degli skitter, che sembra avere informazioni fondamentali per sferrare un'offensiva mortale contro gli invasori. L'intera Seconda Mass sarà così accusata di tradimento e imprigionata, preceduta dai membri del gruppo di Pope, già dimostratisi insofferenti al nuovo (e fragile) ordine instaurato nella base da Manchester. Le disposizioni dell'ex professore, tuttavia, non faranno in tempo a realizzarsi, poiché i militari hanno nel frattempo preso in mano la situazione: nella conclusione dell'episodio, vediamo infatti Bressler fare irruzione nel carcere e imprigionare Manchester, dichiarando la legge marziale e concedendo a Tom e Weaver di incontrare gli skitter.
Skitter che tuttavia (evidentemente impazienti) anticipano da par loro l'incontro facendo irruzione nella struttura all'inizio di Un'unione sempre più perfetta; evitando così a Tom e compagni di finire comunque imprigionati, dopo il rifiuto del protagonista a sottomettersi alla legge marziale e la sua richiesta di liberare il vecchio maestro. La fragilissima alleanza della Seconda Mass coi militari è così definitivamente rotta, mentre Tom, Weaver e gli altri si rendono conto in modo sempre più chiaro della necessità di lasciare Charleston per continuare a lottare per loro conto; ciò, malgrado il fatto che Tom non sia ancora venuto a conoscenza di un'informazione (che scopriamo in un momento di pausa) che si preannuncia ricca di implicazioni per la prosecuzione della storia, ovvero che Anne è incinta di suo figlio. Ma intanto, le creature ribelli sono entrate nella base provocando un momento di concitata confusione, e tra le loro file c'è Ben. Dopo un momento di tensione, il colloquio con il leader degli skitter ribelli viene infine concesso dal generale Bressler; la creatura, parlando attraverso Ben, rivela agli uomini di una base poco distante, di una potente arma che il comando alieno sta costruendo, ma soprattutto della possibilità di colpire il leader delle creature, quello che il gruppo aveva tenuto prigioniero giorni prima, nel momento in cui sarà più vulnerabile. Uccidendo quel "padrone", rivela il capo ribelle, custode dei piani di invasione di tutta un'area del globo terrestre, si infliggerebbe un colpo mortale alle operazioni degli invasori, che resterebbero così disorganizzati e facilmente annientabili.

Falling Skies: Noah Wyle, Will Patton e Drew Roy in una scena dell'episodio Il prezzo della grandezza
Pur nella diffidenza reciproca, Tom riesce a convincere il militare a liberare l'intera Seconda Mass per permetterle di condurre, in totale autonomia, l'azione contro l'alieno; Bressler, tuttavia, non dà in realtà nessun credito alla ribellione degli skitter, e ordina segretamente di eliminarne l'intera colonna appostata fuori dalla base. La strage che ne segue, lasciata fuori campo dall'episodio, e da cui Ben riesce miracolosamente a sfuggire, sembra vanificare i piani di Tom e Weaver; ma i due sono ormai decisi a compiere l'azione. Nonostante l'opposizione di Bressler, la compagnia partirà comunque, pur senza il sostegno degli skitter, con l'obiettivo di eliminare il "padrone" di cui parlava il leader dei ribelli. L'episodio ci mostra tutti questi eventi in modo concitato, probabilmente fin troppo, inanellandoli in una successione talmente rapida che la tensione narrativa finisce inevitabilmente per risentirne; pochi minuti dopo la partenza del gruppo, siamo già nella grotta sotterranea dove squadre di skitter stanno costruendo la nuova, misteriosa arma, guardati a vista dal bersaglio principale della spedizione. La situazione, prevedibilmente, non si svilupperà come gli uomini speravano, e il gruppo sarà fatto prigioniero dalle creature, tra le cui file ritroviamo Karen. La malvagia ragazza/alieno inizia così a torturare Tom e gli altri, con lo scopo di carpir loro il modo in cui sono arrivati a conoscere l'ubicazione della base; sadicamente, Karen arriva anche a rivelare a Tom del bambino atteso da Anne, minacciando la vita di entrambi. Solo il provvidenziale intervento degli skitter ribelli riuscirà a scongiurare il peggio, lasciando comunque sul campo due vittime: da una parte Dai, colpito a morte da una creatura, e dall'altra lo stesso leader della ribellione. Il "padrone", comunque, è stato ucciso, e l'arma distrutta; Tom e compagni possono fare ritorno a Charleston, accolti per la seconda volta come eroi.

Falling Skies: Drew Roy in un'immagine dell'episodio Un'unione sempre più perfetta
A questo punto, pare che agli sceneggiatori torni improvvisamente in mente di star scrivendo un episodio finale: dopo il ritorno del gruppo alla base, infatti, il finale di stagione offre allo spettatore un cliffhanger che è in realtà doppio: da una parte scopriamo che Hal, dopo il provocatorio "bacio" ricevuto da Karen mentre era prigioniero, è stato contaminato da un parassita simile a quello che già aveva invaso il corpo di Tom, e che ne è rimasto evidentemente plagiato; il ghigno del ragazzo allo specchio, nell'ultima inquadratura a lui dedicata, lascia ben pochi dubbi a riguardo. Dall'altra troviamo la già anticipata sorpresa finale, con l'atterraggio, fuori dalla base, di una colonna di astronavi, e l'incontro degli uomini con un misterioso alieno dall'aspetto umanoide, diverso da tutti quelli che abbiamo visto finora. Ovviamente, qualsiasi indicazione su scopi e natura di questi nuovi visitatori è rimandata alla prossima stagione, e le illazioni, nei nove mesi che ci separano dal suo inizio, non mancheranno.
Da parte nostra, possiamo soggiungere che, complessivamente, questi secondi 10 episodi si sono mostrati qualitativamente in linea con i primi, con buoni picchi di intensità (la settima puntata è in questo senso la migliore) e cadute di tono abbastanza evidenti. Più in generale, è la costruzione narrativa che si è confermata incerta, con passaggi incomprensibilmente affrettati (la morte del giovane Rick, di cui nessuno è sembrato curarsi) e troppi motivi introdotti nella trama e poi lasciati cadere: tra questi ultimi, il punto cruciale dell'impianto di Ben, che pareva aver innescato una progressiva mutazione fisica nel ragazzo, e che in seguito è sembrato invece un semplice strumento col quale il leader ribelle si metteva in contatto con lui. Comunque, è ormai chiaro che Falling Skies è questo, e che pregi e difetti vanno presi dallo spettatore "in blocco". L'auspicio è che il buon livello di tensione complessiva che, pur nei suoi zoppicamenti, la serie ha finora mantenuto, venga confermato nel suo prosieguo: perché in fondo alle avventure di Tom, Weaver, Hal e di tutta la Seconda Mass ci siamo inevitabilmente (un po') affezionati.

Falling Skies - Finale stagione 2
Marco Minniti
Redattore
3.0 3.0
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