Diavoli 1x03 e 1x04, la recensione: in guerra non si va con le armi, ma con i soldi

La recensione degli episodi 3 e 4 di Diavoli: la serie Sky è un viaggio nel mondo della finanza, una storia di finzione intrecciata con la Storia recente, dalla crisi in Argentina a quella in Irlanda, passando per la caduta di Gheddafi.

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Diavoli: Alessandro Borghi e Laia Costa in una scena del terzo episodio

"Il sangue degli innocenti versato per arricchire i potenti. Questa è, e sarà sempre, la guerra". La recensione degli episodi 1x03 e 1x04 di Diavoli, il thriller finanziario internazionale targato Sky Original in onda dal 17 aprile ogni venerdì alle 21.15 su Sky, inizia con le parole di Alessandro Borghi, nel ruolo di Massimo Ruggero, il nostro anfitrione nel mondo dell'alta finanza. Mentre ascoltiamo le sue parole, sullo schermo scorrono le immagini di uno degli avvenimenti tragici della nostra era, la caduta di Gheddafi in Libia, le fosse comuni fuori Tripoli. Diavoli è questo: un viaggio nel mondo della finanza, una storia di finzione intrecciata con la Storia recente. Con una tesi di fondo, che, nel terzo e nel quarto episodio, si fa più esplicita. "In guerra non si va con le armi, ma con i soldi". Guido Maria Brera, autore del romanzo I Diavoli, da cui è tratta la serie prodotta da Sky Italia e Lux Vide e realizzata in collaborazione con Sky Studios, Orange Studio e OCS, vuole dirci che la finanza oggi è un'arma, la finanza è politica, non è qualcosa di astratto, ma incide pesantemente sulle nostre vite.

La trama: da Buenos Aires all'Irlanda, cosa lega Sofia a Dominic?

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Diavoli: Laia Costa in una scena del quarto episodio

Che sia così lo capiamo sin dall'inizio dell'episodio 3 di Diavoli, che si apre in Argentina nel 2001, nel mezzo di una delle crisi più dure del nostro secolo. Siamo a Buenos Aires e vediamo una piccola Sofia Flores (il personaggio interpretato da Laia Costa) che segue il fratello maggiore, che le ha fatto da padre, fin dentro la Banca dove chiede i suoi soldi in contanti. Ma i soldi non ci sono, e la protesta del fratello porterà a una fine tragica. Capiremo così il perché Sofia ce l'abbia con la NYL e Dominic Morgan (Patrick Dempsey): tra i responsabili della bancarotta dell'Argentina c'era anche lui. Nel frattempo, nella Londra dei giorni nostri, Massimo Ruggero (Alessandro Borghi) e il suo team stanno valutando se speculare sulla crisi dei bond in atto in Irlanda. In cui Dominic e la Banca Centrale Europea, e una banca tedesca, hanno un ruolo importante. Nell'episodio 4 vedremo Alessandro tra due fuochi. Da un lato prova a investigare sui misteri che riguardano la sua ex moglie, Carrie, sulla quale evidentemente qualcuno vuole che nulla trapeli. Dall'altro è indagato come responsabile della morte del collega, Ed Stuart.

Diavoli: Alessandro Borghi e Patrick Dempsey sono gli squali della finanza nella serie Sky Original

Diavoli e la Storia recente: da Gheddafi a Wikileaks

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Diavoli: una scena del terzo episodio

Nel terzo e nel quarto episodio di Diavoli, l'intento di Guido Maria Brera e del team di sceneggiatori è ancora più evidente. L'idea è quella dl tenere i personaggi della storia ben piantati nei tempi che stiamo vivendo, anzi quelli che abbiamo appena vissuto. Non sono ancora passati dieci anni, da un lato ci sembrano cose accadute ieri, dall'altro è già Storia. La caduta di Gheddafi, la primavera araba, la crisi irlandese (mentre aspettiamo una puntata, molto probabile a questo punto, che riguardi l'Italia) sono stati eventi sotto i quali - questo l'assunto di Diavoli - c'è sempre stata una trama fatta di cifre, percentuali, denaro. Ma nella storia di Diavoli c'è anche la nuova informazione dei nostri tempi, quella che viaggia on line, che scruta nei file nascosti, quella degli hacker che rubano ai ricchi per dare l'informazione alla gente. Subterranea, la società di Daniel Duval (Lars Mikkelsen) è chiaramente ispirata alla Wikileaks di Julian Assange: nella storia vi si fa chiaramente riferimento, ma si specifica che Subterranea sceglie di dedicarsi esclusivamente ai leak del mondo della finanza, al mondo di "coloro che si sono autoproclamati i nuovi dei".

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Diavoli: Laia Costa nel quarto episodio

Alessandro Borghi, italiano nella City

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Diavoli: Alessandro Borghi in una scena del quarto episodio

Nel raccontarvi ogni settimana le puntate di Diavoli, vogliamo cogliere l'occasione per raccontarvi anche i protagonisti, perché una delle chiavi della serie è proprio nelle scelte vincenti del casting. Dopo avervi parlato del sorprendente Patrick Dempsey nella recensione dei primi due episodi, ora è il turno di Alessandro Borghi. Il suo Massimo Ruggero è un grande personaggio: potrebbe essere uno degli yuppie - freddi, elegantissimi e amorali - decantati da Bret Easton Ellis in American Psycho: la camicia immacolata, la barba curata, l'aplomb da professionista della finanza. Ma quegli occhi grandi e blu sono velati di tristezza: c'è in lui il rimpianto per un amore perduto, un senso di colpa che forse non se ne andrà mai. E questo rende Massimo diverso dagli altri squali o lupi della finanza che abbiamo visto finora. Alessandro Borghi porta sullo schermo Massimo Ruggero recitando in un ottimo inglese, che denota l'origine italiana, ma è perfetto. Il suo personaggio è quello, e il suo lavoro si è fermato all'interpretazione in lingua originale. Ha scelto di non doppiarsi (nell'edizione italiana la sua voce è di Andrea Mete, e il perché ve lo raccontiamo qui). Il nostro consiglio è di vedere Diavoli in versione originale per apprezzare il lavoro di Borghi.

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Malachi Kirby: da Black Mirror a Diavoli

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Diavoli: Pia Mechler e Malachi Kirby in una scena del terzo episodio

E accanto ai protagonisti è anche il caso di raccontare i personaggi secondari, perché anche il lavoro sui comprimari è notevole. Nei primi episodi ci ha colpito molto Malachi Kirby, che è Oliver Harris, studente di economia, hacker, piccolo genio. Se avete seguito Black Mirror lo ricorderete come il protagonista dell'episodio Gli uomini e il fuoco, in cui era un soldato impegnato a combattere degli esseri mostruosi, e scisso tra reale e virtuale. Il suo volto era duro come la pietra. Qui ci colpisce con il suo sguardo sveglio, il suo sorriso, l'aria apparentemente svagata, eppure determinata. Oliver è in grado di decidere se investire in un titolo, di prevedere una decisione, solo guardando come si muove chi la deve prendere. È uno di quei personaggi che ci invoglia a guardare la serie.

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Diavoli: Alessandro Borghi nel quarto episodio

Quelle pareti di vetro che sono anche specchi

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Diavoli: Patrick Dempsey in una scena del terzo episodio

Massimo Ruggero, Oliver Harris e gli altri personaggi si muovono in un mondo dai colori freddi, di ambienti asettici ed eleganti. Si muovono tra pareti di vetro che sono come quelle di un acquario, dove i pesci si muovono nell'acqua della finanza. Ma quelle pareti di vetro possono essere anche specchi in cui guardarsi e capire chi si è veramente, fare i conti con se stessi. Il tema delle prossime puntate di Diavoli sarà questo. E allora non resta che continuare a guardarlo per capire chi sono, e chi diventeranno, Dominic Morgan e Massimo Ruggero.

Conclusioni

Nella recensione di Diavoli, episodi 1x03 e 1x04, vi raccontiamo la nuova serie Sky Original: un viaggio nel mondo della finanza, una storia di finzione intrecciata con la Storia recente (la crisi argentina, quella irlandese, la caduta di Gheddafi). Con una tesi di fondo, che, nel terzo e nel quarto episodio, si fa più esplicita: in guerra non si va con le armi, ma con i soldi.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.2/5

Perché ci piace

  • La serie è estremamente avvincente: la tensione e la suspense sono sempre altissime.
  • Patrick Dempsey: il suo Dominic è un personaggio ambiguo, mellifluo, suadente e pericolosissimo.
  • L'idea di portare nel racconto momenti di vita reale, di Storia recente.

Cosa non va

  • Alcuni passaggi e alcuni termini tecnici di economia, anche se ben spiegati, potrebbero risultare un po' ostici.