Designated Survivor

2016 - ....

Designated Survivor: la serie con Kiefer Sutherland ritorna con troppi ideali e poche novità

Il progetto televisivo interpretato dalla star di 24 nel ruolo del presidente degli Stati Uniti ripropone la sua formula ricca di azione e troppi buoni sentimenti.

La seconda stagione di Designated Survivor, dopo il buon riscontro ottenuto al suo debutto sugli schermi televisivi (in Italia è distribuito da Netflix) e aver affrontato un cambio di showrunner, riporta in azione il personaggio del presidente Tom Kirkman, il Segretario della Casa e dello Sviluppo Urbano degli Stati Uniti d'America salito al potere dopo un terribile attacco terroristico in cui hanno perso la vita tutte le più alte cariche della nazione nella serata in cui era il "sopravvissuto designato", ovvero il componente della linea di successione presidenziale tenuto al sicuro durante un evento in cui tutte le principali autorità si trovano nello stesso luogo. La narrazione riprende così esattamente da un anno dopo l'arrivo del politico alla Casa Bianca e la serie, come accaduto in precedenza, propone un mix di thriller, buoni sentimenti e intrighi internazionali.
One Year In, episodio scritto da Keith Eisner e diretto dall'esperto regista Chris Greismer, cerca di convincere gli spettatori che lo show creato da David Guggenheim abbia ancora qualcosa di interessante da raccontare e delle potenziali svolte in grado di coinvolgere gli spettatori, riuscendoci però solo in parte.

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Designated Survivor: Kiefer Sutherland e Italia Ricci in One Year In

Una première con qualche novità

Designated Survivor: Italia Ricci, Kal Penn, Adan Canto e Paulo Costanzo in One Year In

Nel primo anniversario della presidenza Kirkman la nazione sta per festeggiare la ricostruzione del Campidoglio, rimasto distrutto dall'attacco terroristico, mentre un aereo russo viene dirottato dai separatisti ucraini e a bordo c'è proprio un ex collega e amico di Tom, da cui si è allontanato negli anni a causa della scelta di intraprendere una carriera politica. La situazione si rivela però essere in realtà orchestrata dai russi con lo scopo di dare il via a un conflitto, verità che spinge Kirkman a intervenire.
La première, inoltre, introduce il nuovo personaggio chiamato Lyor Boone (Paulo Costanzo, già tra i protagonisti di Royal Pains), la cui presenza nei corridoi della Casa Bianca sembra poter dare vita a nuove interessanti dinamiche nello staff presidenziale, con i suoi comportamenti un po' eccentrici ma le sue indubbie capacità politiche. Emily Rhodes intuisce poi che Seth le nasconde qualcosa, mettendo quindi in dubbio la sua lealtà, mentre Hannah è all'estero per cercare di rintracciare Patrick Lloyd, il colpevole della strage avvenuta 12 mesi prima, scoprendo che sulle sue tracce c'è anche l'agente dell'MI6 Damian Rennett, ruolo affidato all'attore Ben Lawson.

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Tanti ideali nel mondo del presidente Kirkman

Designated Survivor: Kal Penn e Kiefer Sutherland nell'episodio One Year In

Designated Survivor cerca di sfruttare la formula del thriller politico provando a distanziarsi da progetti di genere ben più affermati come West Wing, House of Cards e persino 24, con protagonista proprio l'attore Kiefer Sutherland, dovendo però in parte fare i conti con la progressiva perdita dell'appeal suscitato dall'idea di una persona "comune" alle prese con l'incarico più difficile e complesso al mondo e dalle indagini sulle motivazioni che hanno portato a ideare un atto di terrore così brutale. La prima stagione ha infatti introdotto con grande attenzione tutte le caratteristiche di Kirkman e la sua visione su tematiche di grande attualità negli Stati Uniti, come ad esempio un potenziale controllo sulla vendita delle armi, enfatizzando il suo sguardo non di parte e volutamente virtuoso sulle situazioni rappresentate di volta in volta. Il protagonista, con il suo desiderio di prendere la decisione migliore per i cittadini americani, aveva così incarnato un'immagine distante dalla realtà con cui gli spettatori devono fare quotidianamente i conti, pur non dimenticando mai che l'inesperienza e proprio queste sue caratteristiche super partes potevano portare Kirkman a compiere degli errori o risultare fin troppo ingenuo all'interno degli schemi e dei giochi dei partiti e delle forze economiche.

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Designated Survivor: gli attori Paulo Costanzo e Adan Canto in One Year In

Nella seconda stagione, eliminato in parte il mistero sulle cause della distruzione del Campidoglio, non restava quindi che introdurre nuovi elementi che modificassero le dinamiche eistenti, compito affidato in parte al personaggio di Lyor Boone che, fin dai primi minuti, si dimostra una presenza atipica all'interno dello staff e in grado di mettere in crisi persino la controllata e determinata Emily, ed espandendo la cospirazione oltre i confini degli Stati Uniti, scelta prevedibile e non particolarmente efficace.
La formula che ruota intorno alla singola crisi da affrontare ogni settimana, inoltre, appare nella seconda stagione piuttosto limitata, ribadendo di volta in volta che a prescindere dalle difficoltà poste sul suo cammino, Kirkman risulterà sempre come un presidente animato dalle buone intenzioni e al servizio dei suoi cittadini. Questa continua celebrazione degli ideali americani appesantisce la narrazione con una dose sempre più eccessiva di retorica, relegando ai personaggi secondari il compito di mostrare la potenziale corruzione e i lati oscuri della politica e del potere. Per evitare di portare in scena una contrapposizione così netta e senza troppe sfumature, Designated Survivor inserisce quindi le trattative che precedono i vari accordi tra le parti in causa, situazione che si ripete stancamente anche nella première.

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Designated Survivor: Kiefer Sutherland in una foto di One Year In

Sicuramente gli sceneggiatori stanno provando a far compiere a Kirkman un'evoluzione, facendo emergere il suo lato più autorevole e sicuro, tuttavia è fin troppo scontato che anche questa sua maturità rimarrà a servizio di valori e ideali positivi. I cambiamenti maggiori, in questa seconda stagione, potremmo forse quindi attenderli da Emily, sempre più in versione leader, e da Seth, mostrato nella première insoddisfatto della sua posizione professionale e dalla sua situazione personale. Come in ogni drama dei network tradizionali, tuttavia, non sarebbe sicuramente improbabile l'inserimento nella trama di problemi sentimentali per questi due personaggi, rimescolando le carte in gioco per quanto riguarda gli equilibri esistenti negli uffici e nei corridoi della Casa Bianca. In modo parallelo le indagini dell'agente Wells che l'hanno condotta ad Amsterdam ribadiscono l'intenzione di mantenere alta la tensione affiancando alle "normali" attività presidenziali anche l'incombente minaccia di un nuovo attacco al cuore della nazione. Le azioni e le motivazioni del villain, in questo caso Patrick Lloyd, appaiono però ancora poco coinvolgenti e non resta che attendere per scoprire come si evolverà questo suo nuovo tentativo di sradicare il potere a Washington.

Un cast in grado di mantenere a galla la serie

Designated Survivor: Kiefer Sutherland e Italia Ricci in One Year In

Designated Survivor, senza le buone performance del suo cast, sarebbe probabilmente già stato messo in ombra da precedenti ben più illustri ambientati nelle ombre del potere statunitense, tuttavia l'esperienza di Kiefer Sutherland permette al presidente Kirkman di non risultare eccessivamente indigesto con la sua grande dose di ideali e moralità e il continuo desiderio di dimostrare ai suoi cittadini l'importanza della collaborazione, del dialogo e della positività.
L'attrice Italia Ricci, nella parte di Emily, non fatica a mostrare un equilibrio tra vulnerabilità e determinazione, mentre Adan Canto è un Aaron Shore convincente. A spiccare nel cast sono però Maggie Q, sempre a suo agio con parti ricche di azione e tensione, Kal Penn che si muove con naturalezza tra diplomazia e politica, e Virginia Madsen che permette, con la parte della repubblicana Kimble Hookstraten, di rendere più realistica la rappresentazione della situazione politica americana, in cui strategie e calcoli mirati a raggiungere i propri obiettivi sono, come in ogni lotta per il potere, essenziali e all'ordine del giorno.
Resta invece ancora da capire il peso effettivo che avrà nella narrazione della seconda stagione la presenza del villain Patrick Lloyd, interpretato da Terry Serpico, attualmente ancora poco delineato e approfondito.

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Conclusione

Designated Survivor: l'attore Phillip Jarrett in One Year In

Designated Survivor non ha ancora raggiunto un livello tale da proporsi come un thriller imperdibile - soprattutto considerando il confronto impietoso con le prime stagioni del precedente impegno di Sutherland in tv, 24 - tuttavia riesce a regalare agli spettatori qualche interessante intrigo internazionale e un epilogo settimanale, spesso amaro, ma comunque aperto alla speranza. Il racconto della presidenza Kirkman cerca di mantenersi aderente alla realtà, pur allontanandosene radicalmente proprio a causa della rettitudine del suo protagonista, e propone un intrattenimento di buona fattura e intenzioni, mai privo di quella percentuale action necessaria a non annoiare gli spettatori. Difficile, comunque, capire da questo avvio di stagione se gli inevitabili cambiamenti che avverranno nel corso delle puntate inedite assicureranno lunga vita alla serie.

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