Cappuccio intervistato a New York

Il suo Volevo solo dormirle addosso è stato fortemente voluto e apprezzato a Open Roads 2005; il regista laziale ci ha concesso una breve intervista.

Clarissa Montilla

Sembra proprio che il film di Eugenio Cappuccio, Volevo solo dormirle addosso, abbia colpito davvero molto Richard Peña, direttore artistico dell'Open Roads e delle rassegne e dei festival cinematografici del Lincoln Center di New York... Se si fosse reso necessario, Peña si sarebbe battuto con i pugni e con i denti pur di avere il film di Cappuccio all' Open Roads di quest'anno, perchè è opinione di Richard Peña che questo film racconti molto bene, brillantemente, l'Italia di oggi.

Scelga una scena del suo film e ci spieghi perchè.

La scena che sceglierei è quella in cui il protagonista inizia a prendere coscienza del proprio ruolo e del ruolo dei suoi colleghi e preposti all'interno dell'azienda... è la presa di coscienza di un giovane che è assolutamente inserito nelle dinamiche dell'azienda per cui lavora.

Cosa pensi dell'idea di Richard Peña per cui il tuo film sarebbe esemplificativo dell'Italia di oggi, quasi l'odierna fotografia del nostro paese?

Quella che racconto io in Volevo solo dormirle addosso è la realtà... la mia è la realtà della globalizzazione: ciò che racconto è proprio la globalizzazione.
Le persone che lavorano per aziende simili a quella del mio film non sanno, spesso, neanche cosa producono, in tutto il mondo. Se questo film racconta l'Italia, racconta tutto l'Occidente.

Ci sono progetti in cantiere per il futuro?

Inizierò a girare, tra settembre ed ottobre, un film con Fabio Volo.

Cappuccio intervistato a New York
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