Breaking Bad

2008 - 2013

Better Call Saul: tutte le citazioni di Breaking Bad

Ora che anche la seconda stagione dedicata alle disavventure di Saul Goodman è finalmente approdata su Netflix, cerchiamo di analizzare una serie di rimandi che rievocano le peripezie di Walter White e Jesse Pinkman.

Better Call Saul: in una scena della serie

L'afosa Albuquerque, un protagonista inetto, qualche brutto ceffo e poco altro da spartire. Perché se Breaking Bad è una perfetta serie madre, Better Call Saul è un figlio talentuoso, complicato e disobbediente. Uno spin-off consapevole dell'onore e dell'onere che porta con sé, conscio del peso e del vantaggio di succedere ad una delle migliori serie televisive mai realizzate, ma con tanta voglia di una sua indipendenza. Con quell'automobile gialla con tanto di assurdo sportello rosso, l'inquieto James McGill si allontana il più possibile dalla vita di Walter White; ne rispetta il valore ma non ne vuole seguire la strada.

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In questo articolo

Per questo Vince Gilligan e Peter Gould hanno saggiamente deciso di prendere le distanze da quel capolavoro di Breaking Bad e dedicarsi soltanto ad un angolo del suo mondo, ovvero quel retrobottega squallido travestito da studio legale del futuro Saul Goodman. Better Call Saul ha dei ritmi molto diversi dal racconto di Walt, dei tempi ancora più dilatati e lenti, capaci di restituire l'esistenza farraginosa del suo protagonista. Se Walt cambia lentamente, si evolve pian piano in qualcun altro, James prova con tutte le sue forze a farlo, senza riuscirci. Tutta la prima stagione di Better Call Saul è un tentativo fallito di rilancio, una rivincita bramata che non arriva mai. James prova a lasciarsi alle spalle gli errori del passato, la mediocrità in cui ha sguazzato per anni, cercando di diventare una persona migliore (un bravo avvocato) soprattutto agli occhi delle persone a cui vuole bene. Nonostante le buone intenzioni, riuscirà a raccogliere solo nuova frustrazione, perché il suo è un decollo tentato ma mai riuscito che, alla fine, sembra accontentarsi di una più fattibile virata verso la mediocrità.

Better Call Saul: Bob Odenkirk in una immagine promozionale della serie
Breaking Bad: Bryan Cranston nell'episodio Riserva indiana (To'hajiilee)

Quelli che non si sono accontentati affatto sono gli autori, a loro volta consci delle aspettative del pubblico, delle sue attese, della vana speranza di una fugace apparizione di Walter o Jesse. Nell'era dello spettatore interattivo, della digestione condivisa dei prodotti seriali vivisezionati tra forum e bacheche, Gilligan ha giocato con tutto questo, seminando lungo Better Call Saul una serie di citazioni di Breaking Bad molto celate e sommerse, e per questo ancora più divertenti da cogliere. Al di là di alcuni personaggi (Mike e Tuco), di un linguaggio registico simile (ritornano le ormai celebri inquadrature da punti di vista insoliti) e di un nuovo codice cromatico che dà un valore preciso ai colori messi in scena, la serie è stracolma di piccoli (e volte quasi impercettibili) omaggi all'universo narrativo di Breaking Bad. Tanti punti di contatto che riguardano oggetti insignificanti, atteggiamenti, luoghi, comparse, tormentoni ricorrenti. Perché se punti ad essere un buon avvocato, ignorare totalmente il mondo da cui sono nati Heisenberg e soci, non sarebbe né leale, né giusto.

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1. Prevedere il futuro

Better Call Saul inizia con un breve flashforward che ci fa sbirciare nel grigio futuro del nostro legale "di fiducia", dove lo riscopriamo alle prese con un alienante lavoro in un bar del Nebraska. Una nuova vita profetizzata nel quindicesimo episodio della quinta stagione di Breaking Bad dove Saul preannunciava a Walt che nel migliore dei casi, di lì a poco, avrebbe diretto una pasticceria, nei panni di un "triste individuo dal basso profilo".

2. Un peluche familiare

Breaking Bad: Bryan Cranston  nell'episodio della seconda stagione Albuquerque

James McGill prova con tutte le sue forze a farsi valere nei panni di avvocato. Lo fa racimolando casi disperati in un triste tribunale dove, ad un certo punto, spicca il peluche rosa di un gatto. Impossibile non pensare al celebre orsacchiotto rosa shocking e bruciacchiato che precipita nella piscina di casa White. La mascotte ufficiale dell'intera serie.

3. Sfogare la rabbia

A proposito di frustrazione, quando il buon Jimmy perde le staffe, decide di prendere il buon esempio da Walt. Nel nono episodio della seconda stagione di Breaking Bad, il signor White si sfoga contro un portasciugamani metallico, lasciandovi sopra delle evidenti ammaccature. Stessa sorte per un bidone della spazzatura preso più volte a calci dal legale più insoddisfatto di Albuquerque.

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4. Ripeti il mio nome

Breaking Bad: Aaron Paul, Jonathan Banks e Bryan Cranston in una scena dell'episodio Say My Name

"Say my name" è senza dubbio una delle citazioni più significative di Breaking Bad; un momento che sancisce la definitiva nascita di Heisenberg e la morte del vecchio professor White. Una scena talmente cult da essere citata a più riprese nel secondo episodio di Better Call Saul, dove Jimmy viene preso in ostaggio da Tuco assieme a due giovani delinquenti. Per quanto il deserto del New Messico sia vasto e abbastanza uguale a se stesso, gli autori hanno assicurato di aver girato la scena nello stesso posto in cui White pronunciò la fatidica frase. Tra l'altro, la prima inquadratura della sequenza, con Saul sdraiato e imbavagliato in primo piano, è un altro richiamo a Walt, che si è trovato in una situazione identica a questa.

5. Non interrompere Tuco

Soffermiamoci ancora per un attimo nell'afosa periferia di Albuquerque, ancora alle prese con Tuco e suoi scagnozzi. In Better Call Saul l'irascibile criminale ammonisce uno dei suoi uomini (l'inopportuno No-Doze), dicendogli di non parlare senza essere interpellato. Lezione evidentemente non assimilata dal ragazzo che ripete il fatale errore anche in Breaking Bad. Questa volta Tuco non la prende con moderazione e spedisce il socio ad imparare le buone maniere nell'oltretomba.

6. L'apparenza inganna

Nella sequenza iniziale di Better Call Saul, Jimmy si nasconde dietro baffi e occhiali, assai timoroso di essere riconosciuto da qualcuno. È talmente teso da guardare tutti con sospetto, soprattutto un cliente del locale, seduto da solo ad un tavolino, in compagnia di uno sguardo truce. Lo stesso uomo di lì a poco esce dal bar per salutare un'amica, dimostrandosi così innocuo. Lo stesso malinteso è capitato a Jesse che scambiò un robusto uomo pelato per un sicario. Stava soltanto aspettando sua figlia.

7. Meglio avere una Cadillac

Better Call Saul

James McGill se ne va in giro a bordo di una Suzuki Esteem piuttosto malconcia, con tanto di sportello posteriore rosso in bella vista e parabrezza appena aggiustato come quello sfoggiato sulla Pontiac verde di Walt. Nel parcheggio del tribunale, l'avvocato trova posto proprio accanto a quella che diventerà la sua auto: un'elegante Cadillac, assai più adatta ad un "affermato professionista" come Saul Goodman.

8. Solito posto

Se ambienti due serie tv nella stessa città, è molto probabile che alcuni luoghi ricorrano. Succede al ristorante Loyala's, utilizzato come ufficio di ripiego da James in Better Call Saul e già visto nella quarta stagione di Breaking Bad, dove Mike e Jesse mangiano in silenzio (Mike ci ritornerà anche con Lydia nella quinta). E come dimenticare il grande consiglio che Saul dà a Skyler nella quarta stagione? "Centro estetico, è perfetto per riciclare denaro". A cosa si riferiva? Ma ovviamente allo stesso salone di bellezza dove James ricava, nel retrobottega, il suo angusto studio. L'acqua aromatizzata al cetriolo è un benefit da non sottovalutare.

9. Talenti nascosti

In Breaking Bad il verbo "cucinare" ha assunto significati ben poco edificanti. Grazie all'impulsivo Tuco, per una volta, gli autori ribadiscono che nella serie si può anche cucinare nel vero senso della parola, senza scomodare attività illecite. Se nella serie madre avevamo già saggiato la sua abilità davanti alla brace nella seconda puntata della seconda stagione, in Better Call Saul lo ritroviamo a suo agio tra i fornelli della sua cucina.

10. A tutto Gus

Per trasformarsi in uno stimato e rassicurante avvocato in carriera, non si può prescindere da un bell'abito elegante. Ma mentre James prova il suo nuovo vestito, nel negozio scorgiamo un manichino che ci fa venire in mente un accostamento già visto su qualcuno di molto, molto familiare...

11. Walter Dark

Sempre a proposito di look, è molto difficile pensare che ci si soffermi su attaccapanni per caso. All'ingresso del tribunale di Albuquerque notiamo un soprabito beige e un cappello nero. Un abbinamento semplice, ma assai evocativo. Se vi viene in mente quel nome, è quello giusto: Heisenberg.

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12. Come Kevin Costner

È tra i momenti più spiazzanti e divertenti della terza stagione di Breaking Bad. Ad un certo punto Saul confida a Walt un vecchio aneddoto: una volta una donna lo ha scambiato per Kevin Costner. Probabilmente ingannata dai fumi dell'alcol e preda di un discutibile fascino, vediamo finalmente il volto della sua conquista in Better Call Saul. Al suo risveglio, la ragazza si dimostrerà molto delusa.

13. American Graffiti

L'anima underground di Jesse Pinkman lascia il segno, nel verso senso della parola. Nella sua casa delirante, vista nella quarta stagione, in mezzo a tanto caos, su una parete si riesce a distinguere la scritta "JPI" (una firma con le sue iniziali?). Gli stessi graffiti appaiono su una cabina telefonica spesso usata da James nello spin-off.

14. Indirizzo fatale

Ancora una volta un gesto sottolineato, un'inquadratura non casuale. James mette un assegno in bella vista, rendendo visibile l'indirizzo del suo "studio". Lo stesso indirizzo verrà inquadrato anche su una bolletta. Perché? La via è la stessa dell'abitazione del povero Gael, l'aiutante di Walt ucciso in Breaking Bad.

15. Il cameo nascosto

Un cameo davvero impercettibile, l'ennesimo tassello di questa scrupolosa caccia al tesoro. In Better Call Saul vediamo un infermiera prendersi cura di Chuck, alle prese con una delle sue solite crisi. Ebbene l'attrice è la stessa che interpreta la stessa infermiera che caccia Jesse fuori dall'ospedale in Breaking Bad.

16. La passione di Mike

Mike è un tipo tosto, un uomo sulle sue e assai sicuro di sé. Lo dimostra anche nella nona puntata di Better Call Saul quando, prima di un lavoro rischioso, si presenta armato soltanto di panino al pimento (un tipo di formaggio). Una passione già condivisa con Jesse nella sesta puntata della quarta stagione di Breaking Bad

17. La chiave di tutto

Forse uno degli easter egg più difficili da scovare. Si tratta di un telecomando/portachiavi rosso utilizzato sia da James che da Walt nell'ultima puntata di Breaking Bad.

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18. Sigla!

La sigla di Better Call Saul è molto particolare. È brevissima e cambia di puntata in puntata. Ognuno dei piccoli stacchetti, però, sembra utilizzato appositamente per richiamare degli elementi già visti in Breaking Bad, come la targa dell'auto di Saul, una bilancia presente nel suo studio (simbolo per eccellenza della Giustizia) e una panchina con una delle sue tante, imbarazzanti, campagne pubblicitarie.

19. Hello Kitty

Con quel cognome, avrebbe dovuto aspettarselo, ma per qualsiasi ragazzo un cellulare dotato di cover di Hello Kitty è alquanto imbarazzante. Nella quinta stagione di Breaking Bad, Jesse Pinkman riceve lo strano dono proprio dalle mani di Saul; un momento talmente memorabile da essere ripreso nella sigla della quarta puntata dello spin-off dove il gadget felino fa il suo ritorno.

20. Casa di riposo

Per quanto fosse inquietante, in quella casa di riposo molti di noi avrebbero voluto rivedere anche quell'amabile vecchietto. Sì, stiamo parlando proprio di lui, ovvero di uno dei personaggi più folli ed emblematici creati da Gilligan: il signor Hector Salamanca, l'uomo dal campanello facile. In Better Call Saul, Jimmy cerca disperatamente clienti proprio nello stesso ospizio che ospiterà il simpatico zio di Tuco in Breaking Bad. Siamo certi che sarebbe stato un incontro memorabile.

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