Being... American

Come si trasforma una serie cult britannica in un prodotto attraente per il pubblico americano? Lo showrunner Jeremy Carver illustra il percorso seguito per dare vita a Being Human US, in onda, da noi, su Axn Sci-Fi.

Toby Whithouse afferma di adorarla, la versione americana di Being Human, e pure Lenora Crichlow, che nella serie inglese è il fantasma Annie, si dice molto contenta dei risultati dei cugini d'Oltreoceano, portati al successo da Jeremy Carver. Il co-produttore e sceneggiatore di Supernatural, coadiuvato da Anna Fricke - un passato nello staff di Everwood e Men in Trees - è anche lo showrunner di Being Human US, adattamento del cult britannico (trasmesso da noi su Steel) attualmente in onda su Axn Sci-fi Italia. A seguire, le sue impressioni sulla serie originale e le riflessioni che lo hanno aiutato ad adattare le avventure dei tre inglesi soprannaturali - un vampiro, un lupo mannaro e un fantasma che in apparenza sono tre giovani umani qualsiasi - in "ragazzi" bostoniani.

Puoi elencarci le differenze principali tra versione inglese e adattamento americano?
Per la prima stagione volevamo affrontare molti dei temi che sono stati visitati dall'originale ma non tutti, in modo che anche per il pubblico che conosce la fonte ci sarebbero state delle novità e degli aspetti misteriosi. L'aspetto più evidente è nel formato: la prima stagione britannica conta sei puntate, la nostra tredici, per cui abbiamo avuto molto più tempo per approfondire determinati aspetti di storie e personaggi, anche secondari. Abbiamo deciso di mostrare le conseguenze della fuga del licantropo Josh, che si ritrova ad affrontare la famiglia a cui ha nascosto il suo destino. Inoltre, corrediamo le storie con numerosi flashback che arricchiscono i retroscena e rivelano le relazioni tra personaggi, soprattutto per quanto riguarda i vampiri Aidan e Bishop, che vediamo interagire negli anni 60, 70...

Sam Huntington e Sam Witwer in una delle prime immagini del remake di Being Human
E invece quali sono le differenze tra Being Human US e le altre serie soprannaturali americane?
Penso che la grande differenza è che noi, similmente a Being Human UK, ci siamo veramente sforzati di inserire i personaggi in un contesto quotidiano: Aidan è un vampiro che campa lavorando come infermiere in ospedale, non ha una pentola piena d'oro sotto il letto che lo mantiene dai tempi del suo fulgore vampirico. Rispetto ad altre serie soprannaturali come True Blood o The Vampire Diaries, inoltre, Being Human ha un contesto urbano: è ambientata a Boston (anche se giriamo a Montreal) e i suoi protagonisti sono "ventenni" che sembrano persone normali ma che oltre ad avere problemi soprannaturali sono anche alle prese con la vita e le difficoltà tipiche cittadine.

Come siete arrivati, tu e tua moglie Anna Fricke, alla produzione di Being Human US?
Ci hanno contattati per lavorare in team: è la prima volta che ci viene proposto nonostante siamo marito e moglie. Abbiamo pensato che il progetto minacciava di non fare un granché bene al nostro rapporto, ma abbiano accettato lo stesso e ci siamo messi sotto per adattare la versione inglese per il pubblico americano.

Sam Witwer in una scena del remake di Being Human
Qual è l'aspetto che ti ha attratto di più dell'originale britannico?
Mi ha attratto soprattutto l'approccio fresco e innovativo al genere che si distacca dagli schemi classici, la capacità di sovvertire il modo di rappresentare vampiri, fantasmi ecc..., infrangendo le regole. Allo stesso tempo, la capacità della serie di non farci mai dimenticare cosa nascondono questi personaggi, cosa sono e quello che attraversano a livello emotivo, incapaci di sfuggire alla propria natura. Puoi dimenticare per un attimo chi sono, ma la serie ti rimette subito davanti ai loro sforzi incessanti per diventare quello che non potranno mai tornare a essere. E poi lo humour inglese è irresistibile e le sceneggiature impeccabili.

Di solito vampiri e lupi mannari non vanno molto d'accordo...
La tradizione impone che vampiri e licantropi siano nemici giurati, è vero, ma nel caso di Aidan, il fatto che tenda la mano a un lupo mannaro è la manifestazione di una lato del suo carattere, indipendente dalla natura di vampiro. Josh, invece, quando incontra Aidan, è a malapena al corrente del conflitto tra vampiri e lupi mannari.

Sam Huntington, Meaghan Rath e Sam Witwer in una foto promozionale di Being Human
Cosa unisce i tre coinquilini Aidan, Josh e Sally?
I tre sono spinti a vivere insieme perché ognuno di loro condivide con gli altri il forte desiderio di essere persone normali e perché si rendono conto che insieme posso lavorare a questo scopo molto meglio che stando da soli. Hanno bisogno di qualcuno come loro ad aiutarli: per esempio Aidan lotta con la sete di sangue che lo allontana dall'umanità, ma la presenza di Josh lo aiuta a non farsi sopraffare dallo stile di vita da non-morto. In pratica Aidan è una sorta di drogato in riabilitazione perenne e Josh è il suo sponsor. Anche Sally viene aiutata da Aidan e Josh a non farsi coinvolgere troppo da altri fantasmi e trasformarsi, come molti di loro, in uno spirito governato dalla vendetta; infine Josh, se non avesse incontrato Aidan, avrebbe scelto di rimanere ai margini della società per nascondere il suo segreto.

Quanto ha cambiato il corso dell'esistenza di Sally l'arrivo di Aidan e Josh?
Tantissimo: lei ha passato mesi completamente sola, prigioniera di casa sua, senza che nessuno fosse in grado di vederla fino all'arrivo dei due. Ora ha degli amici, e soprattutto Aidan che ha moltissimi anni di esperienza sulle spalle ed è in grado di passarle le sue conoscenze sui fantasmi, abbastanza da farle da mentore e darle qualche dritta su come usare le sue doti di spirito. Il segreto della loro sopravvivenza è la convivenza.

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