Aiutami Hope!

2010 - 2014

Aiutami Hope: fiocco rosa a casa Chance

Dal creatore di My Name is Earl, un'altra sit com ambientata nel colorito mondo hillbilly che coniuga comicità eversiva e scatenata a momenti di grande tenerezza e intimità familiare.

Dopo aver seguito per quattro anni, con reciproca soddisfazione, le scorribande nel nome del karma di Earl Hickey e della sua improbabile famiglia allargata, ritroviamo il creatore di My Name is Earl Greg Garcia alle prese con un nuovo progetto caratterizzato dalla stessa freschezza e dallo stesso umorismo dissacrante: ma scordatevi ragazze con una gamba sola, piccoli criminali psicopatici e freak assortiti, perché qui nell'occhio del ciclone c'è l'essere più indifeso e innocente che si possa immaginare: una bambina di pochi mesi. La piccola è frutto dell'incontro occasionale tra il ventenne spiantato Jimmy e un'attraente biondina che si rivelerà una pericolosa serial killer ricercata dall'FBI: quando Jimmy la rivedrà dopo il suo arresto, la bella Lucy è pesantemente gravida e in attesa dell'esecuzione capitale. In pochi mesi Jimmy si ritrova così padre single di un'infante resa orfana dalle istituzioni, e costretto convincere i suoi riluttanti e bisbetici genitori a farsi carico della piccina. Così Princess Beyoncé diventa Hope ("speranza"), un nome beneaugurante, e c'è da dire che tra l'inettitudine del padre, la noncuranza dei nonni, la demenza senile dell'anziana Maw Maw e le difficoltà economiche, la piccola ne ha davvero bisogno; ma non temete, Hope ne uscirà (più o meno) incolume, e il suo arrivo sarà foriero di cambiamenti (più o meno) positivi per l'intero, strampalato nucleo familiare.

Martha Plimpton in una scena dell'episodio Toy Story di Raising Hope
Come in My Name is Earl, Garcia ci conduce in un'America grottesca di diseredati e zotici, ma lo fa senza cinismo e con atteggiamento affettuoso e divertito che ci permette di ridere di loro e allo stesso tempo scoprire un'umanità vitale e sincera. Lo assiste in questa nuova impresa un cast azzeccato che vede in testa l'emergente Lucas Neff nei panni di Jimmy, i divertenti Martha Plimpton e Garret Dillahunt e una Cloris Leachman incredibilmente spassosa nei panni della nonna con il vizio del fumo e dell'esibizionismo. E poi, naturalmente, c'è lei, la piccola Hope, che assicura un livello di cute factor costantemente alle stelle, e una nutrita schiera di guest star che movimentano le storyline isolate, tra cui Mary Lynn Rajskub, Amy Sedaris e naturalmente l'eroe di My Name is Earl, Jason Lee, nei panni di un musicista scoppiato protagonista di un flashback su un episodio della vita della famiglia Chance.

Garret Dillahunt, Martha Plimpton e Lucas Neff nell'episodio Family Secrets di Raising Hope
Aiutami Hope è dunque una family comedy a tutti gli effetti, una sorta di versione eversiva, sgangherata e working class di Modern Family, per utilizzare un riferimento attualmente in programmazione, con tanto cuore e humour da vendere, e una realizzazione tecnica piuttosto curata per una sit-com che la rendono adatta anche ai palati più esigenti; da evitare, invece, per chi ha scarsa tolleranza per le gag che includono situazioni potenzialmente pericolose per i bambini: il titolo dello show, nelle prime fasi della lavorazione, era Keep Hope Alive. Cuori di mamma, vi abbiamo avvertito!

Aiutami Hope: fiocco rosa a casa Chance
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