4K, il presente e futuro del cinema: parola di Sony

Abbiamo discusso delle potenzialità della tecnologia 4K per le sale cinematografiche con un responsabile della Sony, che ci ha spiegato come e perché può fare la differenza a tutti i livelli.

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Negli ultimi tempi si parla tanto di VR, di realtà virtuale e per estensione di realtà aumentata, ma non è l'unica evoluzione tecnologica che si sta imponendo in ambito audiovisivo. D'altra parte si tratta di un settore che per sua natura è adatto ad accogliere le nuove tecnologie, farle sue e, si spera, sfruttarle per migliorare l'esperienza di quanti ne usufruiscono. Lo abbiamo visto con il 3D, che ha finito per essere abusato perdendo parte del suo appeal, capiterà ancora per ogni nuovo strumento a disposizione di chi i film li produce e per chi si dedica invece a portarli al pubblico nel miglior modo possibile.

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Il termine che oggi si sta imponendo nel settore, proponendosi come prossimo step nell'evoluzione tecnologica della proiezione dei film, è 4K. Secca, immediata, facile da ricordare, più familiare negli ultimi tempi perché abbinata anche ad un ambito più vicino alla nostra quotidianità rispetto alle sale, ovvero a quello degli schermi per la visione casalinga (banalmente, la televisione del nostro salotto), ma non per questo necessariamente chiara per tutti. Per capire meglio le potenzialità del 4K, ne abbiamo discusso con Enrico Ferrari, Regional Sales Head Central-Eastern & Southern Europe di Sony Digital, facendoci illustrare da lui quali sono le caratteristiche e i punti di forza della sua azienda nel settore.

Cos'è il 4K?

Risoluzioni video a confronto

Prima di immergerci nei temi affrontati nella nostra chiacchierata con Enrico Ferrari, però, sarà utile fare un passo indietro e fornire qualche rapido dato su quale sia la portata dell'evoluzione che ci attende e che, per molti versi, è già in corso. Lo facciamo partendo da un numero: 8.847.360, che rappresenta il totale di punti di cui è composta l'immagine di una proiezione 4K, un bel salto in avanti rispetto ai 2.073.600 dell'HD che oggi ci sembra così nitido e ben definito. Questo perché la risoluzione si incrementa dai 1920x1080 che, quando ci va bene, guardiamo oggi (quella di un blu-ray, per capirci) a 4096x2160. Si noterà un dettaglio: se nei formati che ci sono familiari, come 720p e 1080p, la cifra indica la risoluzione verticale, il numero di righe, nel 4K ad arrivare a 4000 circa è invece la larghezza. Un'ultima nota, prima di annoiarvi troppo: tra il 4k cinematografico e il cosiddetto Ultra HD o Super HD casalingo c'è una differenza, perché quest'ultimo si ferma a soli 3840x2160.

Cosa cambia per lo spettatore?

Immagine di spettatori al cinema

Numeri che vogliono dire poco se non ci si confronta con la quotidianità, su cosa voglia dire a livello pratico la maggior definizione. "Bisogna considerare a che distanza si riesce a non vedere il pixel," ci ha spiegato il dottor Ferrari, " cioè a che distanza si evita l'effetto che un tempo enfatizzava la non sufficiente qualità della proiezione digitale rispetto a quella in pellicola. Nello specifico, in una sala cinematografica con un proiettore 2K non percepisco il pixel se mi siedo a tre volte l'altezza dello schermo, quindi se lo schermo è alto 5 metri, devo sedermi a 15 metri." E ovviamente tutte le file più vicine di questa distanza possono percepire quel fastidioso effetto che tutti conosciamo e che aumenta sensibilmente nelle sequenze di maggior movimento. "Per non vedere il pixel in una proiezione 4K, invece, basta sedersi a una volta l'altezza dallo schermo, quindi stavolta sono cinque metri che è normalmente la posizione della prima fila cinematografica."
È questa la grande differenza: un pixel è quattro volte più piccolo e quindi meno percettibile.

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"Non solo sparare luce su uno schermo"

Proiettore

Se la proiezione tradizionale può risultare ancora migliore del 2K, di una cosa sono sicuri in Sony: "Il 4K è l'unica qualità che può competere con la proiezione in pellicola." È un messaggio che considerano importante che passi e anche in occasione di eventi come le Giornate professionali di Riccione e Sorrento Sony organizza dei seminari sulla differenza tra 2K e 4K. "Non lo facciamo per parlare dei nostri prodotti, ai quali spesso nemmeno accenniamo, ma per discutere di tecnologia, di distanza di proiezione, di cosa sia il contrasto, di qualità dell'immagine. Perché in definitiva non si tratta di sparare luce sullo schermo, ma di ottenere una qualità di immagine che sia incisiva, che permetta di vedere i dettagli, dai capelli ai tessuti." Il rischio, altrimenti, è di una qualità di immagine che può apparire televisiva. "Invece la qualità di immagine cinematografica va conservata nella sua purezza e nella sua capacità di descrivere sul grande schermo scenari, profondità di campo, colori, incarnati." Insomma si devono vedere anche i difetti, o comunque tutta quella gamma di sfumature che "è accettabile perdere in televisione, ma non al cinema!"

Il contrasto e la soluzione Sony

Proiettore Sony 4K

Va comunque sottolineata l'importanza di un ulteriore elemento per ottenere questo risultato: il fattore di contrasto, che nei proiettori Sony arriva a quattro volte quelli medi della concorrenza, ovvero di 8000:1 rispetto alle 2000 o 3000 volte a uno. "L'occhio umano" ha aggiunto Ferrari "percepisce fino a 10000 volte a 1 il rapporto di contrasto quindi la proiezione che si vede è molto vicina al massimo della percezione oculare." Sony d'altra parte è l'unica azienda partita direttamente dal 4K, di cui è leader di mercato, sviluppando un sistema di proiezione completo integrato, ed abbinando la sua proposta a soluzioni finanziarie attivate in diversi mercati, non passando da intermediari ma instaurando un rapporto diretto col cliente, tra i quali figura il gruppo di De Laurentiis. Un'offerta non rivolta solo ai grandi clienti, ma anche le piccole sale: "Rispetto alla concorrenza" ha aggiunto Enrico Ferrari, "noi riusciamo ad avere anche clienti con budget ridotti come delle sale parrocchiane, che hanno comprato Sony 4K spendendo cifre di poco superiori." La spiegazione è semplice: "Siamo competitivi per il semplice fatto che tutto nel sistema di proiezione è sviluppato da Sony ed avendo fatto grandi contratti all'inizio, i nostri investimenti di ricerca e sviluppo sono già stati ripagati e non abbiamo costi fissi che avremmo comprando tecnologia sviluppata da altri."

La situazione italiana

Sala cinematografica

La nostra chiacchierata è stata l'occasione per capire quale sia il livello di aggiornamento delle sale italiane, timorosi di trovarci al cospetto della solita arretratezza nostrana. Invece "adesso abbiamo colmato il divario" ci ha confessato Ferrati, lasciandoci stupiti, spiegandoci che eravamo indietro fino a due o tre anni fa, ma che gli ultimi aggiornamenti arrivati da fine 2014 ci ha portati al livello di digitalizzazione della media europea, "che vuol dire che il 95% delle sale sono digitalizzate e il restante 5% sono sale che grosso modo non riapriranno." Quindi in questo momento abbiamo raggiunto gli altri paesi europei che sono stati tra i primi a muoversi, come la Francia e l'Inghilterra, seguiti da Germania e, per ultimi, Italia e Spagna. "Però c'è da notare una cosa: avendo fatto questa digitalizzazione un po' tardiva, le nostre sale sono molto più aggiornate, hanno una migliore tecnologia." Come spesso accade, siamo arrivati tra gli ultimi, ma in questo caso potremmo avere dei benefici dal nostro ritardo: "I primi paesi che hanno affrontato questo processo, come la Francia, sono anche i primi paesi che cominceranno il ricambio, perché sono un po' più indietro da un punto di vista tecnologico."

Il futuro, in sala e a casa

Televisore Sony 4K

Siamo però ancora nella fase di passaggio e la maggior parte dei film ha ancora dei master in 2K. È vero che grandi titoli di questa stagione, come Revenant - Redivivo, hanno beneficiato di un master 4K, ma la percentuale è ancora di un un 20% del totale. Per avere un'inversione di tendenza dovremo aspettare ancora qualche anno, ma va detto che anche un master di qualità inferiore può avere dei benefici nella proiezione con la nuova tecnologia: ovvio che non si possono aggiungere dettagli e pixel che non ci sono, ma di nitidezza, di "aumentare la credibilità di quanto viene visto in rapporto alla realtà che conosciamo." La situazione dell'Ultra HD, ovvero del 4K casalingo, è ovviamente slegata da quella cinematografica, ma la diffusione dell'una potrà sicuramente influenzare l'altra: se la gente si abitua alla maggior definizione e poi la richiede ovunque. "Siamo tradizionalmente un po' più pigri, facciamo fatica ad allinearci ai cambiamenti che gli altri paesi fanno più rapidamente, più velocemente, più entusiasticamente. Però una cosa è certa, è che almeno dal punto di vista dei dispositivi, dei televisori 4K, i prezzi sono scesi vertiginosamente e questo aiuta."

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