Sergio Rubini

Attore, Autore, Regista
Biografia

Cenni biografici di Sergio Rubini


Nato a Grumo Appula, in provincia di Bari, nel 1959, Sergio Rubini lasciò l'amato Sud per trasferirsi a Roma e frequentare l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio d'Amico a soli diciotto anni. Dopo due anni però, gli si presentò l'occasione di dirigere spettacoli propri, scritti dall'amico e collaboratore Umberto Marino. Dal teatro approdò alla radio, e quindi al cinema in piccolo ruoli in film come Desiderando Giulia, Il caso Moro, Figlio mio infinitamente caro; fino alla grande occasione di interpretare il giovane Federico Fellini nell'autobiografico L'intervista: un incontro, quello con il regista riminese, che si rivelerà decisivo per la sua carriera.

Nel 1990 Rubini firmerà il suo primo film da regista, La stazione, tratto da una commedia scritta da Marino e Gianfilippo Ascione, di cui Rubini era stato protagonista sul palcoscenico. Il considerevole successo di critica e pubblico del film - interpretato anche da Margherita Buy, che diverrà sua compagna di vita - spinse Sergio a rimettersi in gioco con un nuovo progetto da regista, il noir La bionda, interpretato da Nastassia Kinski. Tuttavia il film si rivelerà un insuccesso clamoroso, e spinse Rubini a realizzare successivamente un'opera più adatta al grande pubblico, vale a dire la commedia Prestazione straordinaria, con protagonista la Buy in un inedito ruolo da "mangiauomini".

Dopo la fine del legame con Margherita Buy, Rubini inizierà a lavorare con Giuseppe Tornatore nel raffinato Una pura formalità, una pellicola che gli permetterà di farsi conoscere oltre i confini del nostro paese e di lavorare più avanti anche in produzioni straniere. Al film di Tornatore seguiranno il futuristico Nirvana di Gabriele Salvatores, per il quale lavorerà anche nella commedia-noir Amnèsia e nel surreale Denti, dove è un uomo ossessionato dai suoi prominenti incisivi.

Tra gli altri suoi film più importanti, si ricordano Chiedi la luna di Giuseppe Piccioni, Il viaggio della sposa - da lui diretto, insieme a Giovanna Mezzogiorno - Del perduto amore di Michele Placido, L'albero delle pere, di Francesca Archibugi, Mio cognato, di Alessandro Piva, nonché la partecipazione nelle produzioni americane Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e La passione di Cristo di Mel Gibson.

Di recente ha preso parte a numerosi film della neonata "commedia all'italiana", ottenendo un ottimo riscontro di pubblico: a partire dal fortunatissimo Manuale d'amore di Giovanni Veronesi, dove è nuovamente accoppiato con Margherita Buy, nonché nel seguito Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi, nel quale forma un'inedita coppia gay con Antonio Albanese; ma anche nel "cine-pandoro" Commediasexi di Alessandro D'Alatri nel ruolo di autista dello spregiudicato onorevole Paolo Bonolis, e nella forsa No problem di Vincenzo Salemme.
Lo abbiamo visto anche nel promettente esordio di Susanna Nicchiarelli, Cosmonauta, e in Qualunquemente, approdo al cinema del politico ignorante e corrotto Cetto Laqualunque, reso memorabile da Antonio Albanese in tv.

L'impegno nelle vesti di interprete non gli ha però fatto rinunciare alla carriera da regista, con opere spesso caratterizzate da echi autobiografici, dal surreale L'anima gemella, con Valentina Cervi e Violante Placido, all'angoscioso L'amore ritorna, affidato a Fabrizio Bentivoglio, passando a La terra, omaggio alla Puglia sempre con Bentivoglio, fino ai più recenti Colpo d'occhio, thriller con Riccardo Scamarcio, e L'uomo nero, di nuovo con Scamarcio e con Valeria Golino.