Roberta Torre

Regista, Sceneggiatrice
Curiosità e citazioni

Curiosità


  • Solo baci a Librino per Roberta Torre - I baci mai dati di Roberta Torre è stato girato per sei settimane a Librino, il quartiere satellite alla periferia sud ovest di Catania costruito negli anni '60 come città satellite modello, una sorta di New Town che ha poi disatteso le aspettative progettuali, su progetto dell'architetto giapponese Kenzo Tange. "È stato il primo film interamente girato in quel quartiere" - ha raccontato la Torre -"Inizialmente l'accoglienza è stata complicata, poi la convivenza si è costruita giorno per giorno e alla fine anche la troupe del film è stata accettata, così come l'idea che non si stesse facendo, incredibilmente, un film di mafia. Tutti ci chiedevano infatti come mai non ci fossero morti ammazzati, killer e inseguimenti, tanto abituati a questo immaginario da non poter credere che nel loro quartiere qualcuno venisse per raccontare altro".

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  • Miracolo sul set - "Un episodio curioso avvenuto dopo qualche mese dalla fine delle riprese de I baci mai dati ci ha fatto capire come si fa in fretta a cambiare l'immaginario di un intero quartiere." - ha raccontato Roberta Torre, regista del film ambientato a Catania, nel quartiere Librino - "Da
    alcuni alberi del viale Bummacaro, l'enorme vialone che si snoda all'interno del
    quartiere, ha iniziato a sgorgare acqua limpida. Subito sono accorsi i Librinesi con
    recipienti per raccogliere il liquido e hanno decretato che si trattava di una sostanza
    dai poteri miracolosi e curativi, chi lo utilizzava per sanare piccole ferite e
    sbucciature, chi per far regredire la febbre. Le televisioni locali hanno registrato
    l'accaduto e per qualche giorno non si è parlato d'altro. Insomma il collegamento tra
    il film e l'evento è stato immediato e quello registrato come il primo miracolo
    avvenuto nel quartiere dopo le riprese del film che parlava appunto di miracoli a
    Librino.
    "

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  • Roberta Torre e la Ciociara - A partire dal 2011, Roberta Torre si cimenta con una nuova sfida: portare in teatro La ciociara. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Bellini di Napoli e interpretato da Donatella Finocchiaro e Daniele Russo, è tratto dal testo di Annibale Ruccello che racconta ciò che succede ai protagonisti di Vittorio De Sica dopo l'ultima straziante inquadratura del film. "Un testo di straordinaria contemporaneità - dice la regista che per la prima volta si confronta con uno spettacolo teatrale - Ci sono una madre e una figlia legate da una profonda violenza ma ci sono anche molte altre storie. Ad esempio quella del ritorno al conformismo dopo una tragedia. Dopo una guerra. Come se nulla fosse. Proprio questo mi è apparso come quello che stiamo vivendo oggi ed è stato il motivo di maggior attrazione di questa storia. La violenza subìta dalla giovane figlia mi è sembrata quella di ogni donna in ogni guerra e in ogni giorno. L'idea geniale di Ruccello è spingersi a guardare il "dopo" la vicenda - aggiunge la regista - quando ormai la guerra è lontana e si è tornati alla normalità".