M. Night Shyamalan

Regista, Sceneggiatore, Produttore
Biografia

Cenni biografici di M. Night Shyamalan


Nato da una facoltosa famiglia del sud dell'India, M. Night Shyamalan è cresciuto a Philadelphia, dove sin da piccolo inizia a interessarsi al cinema, affascinato dai film di Steven Spielberg, e si diverte realizzando dei cortometraggi amatoriali in super 8.
A diciassette anni, dopo aver già scritto e girato circa quarantacinque cortometraggi (alcuni dei quali citati nei suoi futuri film per il cinema), si iscrive alla Tisch School of the Arts dell'Università di New York, una delle più prestigiose degli Stati Uniti.

Il suo primo lungometraggio risale al 1992: l'autobiografico Praying with Anger, opera a basso budget presentato con successo al Toronto Film Festival, che gli fa vincere il premio come miglior film d'esordio all'American Film Institute di Los Angeles. L'anno seguente sposa la psicologa indiana Bhavna Vaswani, con cui vive in Pennsylvania.
Nel 1995 la Columbia gli commissiona la stesura dell'adattamento cinematografico Stuart Little - un topolino in gamba e nel 1998 esce Wide awake, il suo secondo film, in cui si ritracciano già quei temi spirituali che saranno alla base del suo futuro cinema.

Ma è proprio con Il Sesto Senso che il giovanissimo regista indiano ottiene il maggior successo, e le sei nominations all'Oscar danno ragione al suo film e alla sua brillante idea.
Il film è un ben congeniato thriller psicologico con elementi soprannaturali, affidato alle interpretazioni di Bruce Willis nella parte di uno psicoterapeuta infantile e dal piccolo Haley Joel Osment (vincitore dell'Oscar), vittima di terrificanti visioni. Grazie a un'eccellente gestione della suspense e a uno dei colpi di scena più memorabili dell'intera storia del cinema (poi ripreso e plagiato in una sequela interminabile di successive pellicole), Il Sesto Senso si è tramutato in un vero e proprio fenomeno, divenendo uno dei maggiori successi commerciali di tutti i tempi.

L'anno dopo Shyamalan si affida ancora a Willis in Unbreakable - Il predestinato, per incarnare uno dei supereroi più interessanti e atipici visti sullo schermo, contrapposto a un antagonista anch'esso decisamente fuori dai canoni, interpretato da Samuel L. Jackson.
Le successive opere del regista si caratterizzando per mescolare le convenzioni del cinema di genere - in particolare thriller, horror e fantascienza - con riflessioni di carattere metafisico e religioso, purtroppo spesso senza riuscire a gestire in maniera organica e coerente entrambe le componenti.
Il tema della fede è al centro dello sci-fi esistenziale Signs (2002), che ha per protagonista un pastore (Mel Gibson) ritiratosi dopo la morte della moglie, il quale sperimenta assieme al fratello (Joaquin Phoenix) un'invasione aliena nella fattoria di famiglia.

Due anni dopo Shyamalan realizza in assoluto una delle sue opere più apprezzate, il metaforico The Village, thriller che riprende alcune suggestioni dall'inquietante The Wicker Man, per calarle nel contesto isolazionista americano post-11 settembre: al centro della storia vi è infatti una comunità isolata, che per difendersi e preservarsi è costretta anche a ricorrere a strumenti poco ortodossi. Caratterizzato da una mirabile gestione degli spazi e da una fotografia suggestiva, The Village poggia anche sulle interpretazioni di un cast corale (tra cui figurano di nuovo Phoenix, Adrien Brody, William Hurt, Sigourney Weaver, e la rivelazione Bryce Dallas Howard.

Da questo momento in poi, tuttavia, il regista incomincia a prendere una piega in cui le ambizioni autoriali prevaricano sulla necessità di costruire sceneggiature coerenti, incapaci spesso di appassionare il pubblico, o anche semplicemente di risultare credibili.
È il caso del travagliato Lady in the Water (2006), uno dei maggiori insuccessi commerciali di Shyamalan, a causa del quale l'autore ha abbandonato la sua collaborazione con la Warner Bros, passando alla Disney. Macchinoso fantasy, che narra dell'apparizione di una ninfa dei boschi (di nuovo la Dallas Howard) nella piscina di un condominio americano gestito dal un aspirante scrittore (Paul Giamatti), il film si attorciglia su se stesso nel tentativo di riflettere sul significato della creazione artistica.
Bastonato dalla critica, per Lady in the Water Shyamalan ha ricevuto ben due temuti Razzie Awards: come per peggior regia e come peggior attore non protagonista (il regista ha infatti l'abitudine di comparire in tutti i suoi film con dei piccoli ruoli).

Non va meglio neanche con il seguente E venne il giorno (2008), ennesimo tentativo di costruire uno sci-fi esistenziale, realizzando un'opera catastrofica - al centro della storia vi è, infatti, un virus che istiga la popolazione al suicidio di massa - con echi ai film di fantascienza anni Cinquanta, calato ancora una volta in un'ottica spirituale e metafisica. Il film, interpretato da Mark Wahlberg e Zooey Deschanel, e prodotto dopo alcune traversie dalla 20th Century Fox, non riesce a rilanciare il talento di Shyamalan.
Ancora peggio è il risultato al botteghino de L'ultimo dominatore dell'aria (2010), fantasy per ragazzi tratto dal cartone animato di successo Avatar - La leggenda di Aang, che mescola suggestioni della filosofia orientale e new age con i più classici stilemi del cinema d'azione. Il regista dimostra purtroppo di non sapere ben gestire le coreografie d'azione e il film - che è stato sottoposto a un posticcio trattamento stereoscopico per cavalcare il boom del 3D - risulta uno dei suoi meno ispirati, e candidato immancabilmente ai Razzie Awards.

Shyamalan tenta di riprendersi con la realizzazione di una trilogia dark, The Night Chronicles, il cui primo capitolo è il thriller soprannaturale Devil, nel quale però figura solamente come soggettista e produttore.