Gabriele Muccino

Regista, Autore, Sceneggiatore
Biografia

Cenni biografici di Gabriele Muccino


Nato a Roma il 20 maggio 1967 da una facoltosa famiglia dei Parioli (il padre è dirigente Rai, la madre una nota pittrice), Gabriele Muccino, dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive all'Università "La Sapienza" frequentando la facoltà di Lettere, e proprio in quel periodo comincia ad appassionarsi al mondo dello spettacolo. Abbandona presto gli studi ed entra in RAI, dove inizierà a occuparsi della regia di alcune trasmissioni, come Mixer, Ultimo Minuto, e alcuni episodi di Un posto al sole. Nel frattempo è anche assistente alla regia di Pupi Avati e Marco Risi, e inizia a frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Inizialmente realizza alcuni cortometraggi, tra cui Io e Giulia con Stefania Rocca, in cui già si affermano i tratti distintivi del suo futuro stile. Il tempo che intercorre fra il passaggio dal piccolo al grande schermo è al quanto breve: nel 1998 scrive e dirige il suo primo lungometraggio, Ecco fatto, che racconta le ansie e i turbamenti di tre adolescenti, interpretati dagli esordienti Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria e Barbora Bobulova, presentato in concorso al Torino Film Festival. L'anno dopo segue Come te nessuno mai, caratterizzato dalla medesima atmosfera adolescenziale, e interpretato dal fratello Silvio Muccino (che collabora anche alla sceneggiatura). Presentato al Festival di Venezia, riscuote un discreto consenso.

Il 2001 è però l'anno del primo e vero grande successo: L'ultimo bacio, dolente girandola di amori e tradimenti affidato a un affiatato cast corale, composto tra gli altri da Stefano Accorsi, Giovanna Mezzogiorno, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Stefania Sandrelli e la ninfetta Martina Stella. Il film, che trionfa ai botteghini italiani e viene premiato con una valanga di David di Donatello, suscita l'interesse anche del pubblico d'oltreoceano, tanto che cinque anni dopo ne verrà realizzato un remake da parte di Tony Goldwyn, in cui recitano Zach Braff e Casey Affleck.

Anche il 2003 è un periodo d'oro per Muccino, che ancora una volta insieme al fratello realizza un altro successo Ricordati di me, vincitore di numerosi premi e campione di incassi al botteghino. Si tratta ancora una volta di un melodramma familiare che presenta una visione disillusa dei sentimenti umani, e interpretato da un nutrito cast (Fabrizio Bentivoglio, Laura Morante, Monica Bellucci e la giovane Nicoletta Romanoff).

La carriera di Gabriele Muccino è in seguito segnata da una svolta determinante: l'approdo negli Stati Uniti, grazie alla collaborazione con Will Smith che, dopo aver visto L'ultimo bacio, nel 2006 lo sceglie per dirigere La ricerca della felicità, melodramma dedicato al sogno americano che si sostiene interamente sulla performance dell'attore, accompagnato dal figlio Jaden Smith. Dopo il successo del primo film Smith lo vuole alla regia anche del seguente Sette anime (2009), dove recita insieme a Rosario Dawson e a Connor Cruise, figlio di Tom Cruise. Si tratta di un altro dramma psicologico, incentrato sul tema dell'espiazione dei peccati e della ricerca della redenzione, che però questa volta ha ricevuto una tiepida accoglienza di pubblico e critica.

Muccino decide dunque di tornare in Italia per riprendere il franchise ormai ben rodato de L'ultimo bacio, con il sequel Baciami ancora (2010), che vede come protagonisti i personaggi interpretati da Accorsi, Savino e Santamaria.
Circolano sui giornali delle voci relative a una presunta depressione e crisi d'idee del regista che - stando ad alcune dichiarazioni riportate dalla stampa - non parla più con i genitori, né con il fratello Silvio, divenuto nel frattempo anche lui un regista affermato.
Tuttavia, Gabriele è pronto a tornare, più combattivo che mai, a Hollywood, per dirigere il dramma sportivo Playing the Field, in cui figura un cast d'eccezione: Gerard Butler, Catherine Zeta-Jones, Uma Thurman, Jessica Biel.