Emmanuelle Béart

Attrice
Biografia

Cenni biografici di Emmanuelle Béart


Figlia di Guy Béart, cantante e poeta francese, e dell'attrice Geneviève Galéa, Emmanuelle Béart è nata a Saint Tropez nel 1963, ma è cresciuta in una fattoria di Gassin - non molto lontana dalla meravigliosa città della Costa azzurra - perché suo padre voleva che lei e i suoi fratelli vivessero lontani dal glamour e dalla vita scintillante della metropoli.
Nonostante questo, tuttavia, Emmanuelle iniziò a desiderare sin da giovanissima di diventare un'attrice, e presto riuscì nel suo intento recitando in piccoli ruoli per alcune produzioni televisive.
In seguito fu mandata a Montreal, in Canada, dai suoi genitori perché imparasse l'inglese, dove lavorò per quattro anni come baby sitter; tuttavia durante il suo soggiorno fu anche scritturata per un film di Robert Altman che sfortunatamente non fu più realizzato.

Quando tornò in Francia, si iscrisse a una scuola di teatro di Parigi, e continuò a lavorare in produzioni televisive francesi come Raison perdue e Zacharius, ma fu anche scritturata dal regista e fotografo David Hamilton per il sensuale Premier dèsirs.
Nel 1985, sul set de L'amour en douce, Emmanuelle incontrò Daniel Auteuil con il quale si sposò nel 1993, per poi divorziare due anni dopo. Dalla lunga relazione con l'attore francese è nata anche una figlia, Nelly. Nel 1986 tornò a recitare con Auteuil in Manon delle sorgenti, interpretando il ruolo di Jean de Florette che la rese famosa in Francia e le valse un premio César come miglior attrice non protagonista; nove anni dopo invece fu premiata come miglior attrice per il ruolo interpretato ne Una donna francese.

Nel corso della sua carriera la Béart ha ricevuto numerose nomination ai César per le sue interpretazioni in pellicole come Una strana passione, La bella scontrosa di Jacques Rivette, dove è al fianco di Michel Piccoli e Jane Birkin; Un cuore in inverno di Claude Sautet, in cui è una violinista che vive un'intensa passione con un liutaio, ancora interpretato Daniel Auteuil, per finire con Nelly e Monsieur Arnaud, altra storia romantica sempre di Sautet, dove questa volta l'attrice si innamora di un attempato Michel Serrault.

Eterea nell'americano Appuntamento con un angelo di Tom McLoughlin, conturbante nell'Italiano Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola, dalla seconda metà degli anni Novanta, la Béart assunse ruoli progressivamente più oscuri e inquieti, molto spesso carichi di sensualità. Ne L'inferno del maestro Claude Chabrol ossessiona il povero marito François Cluzet, mentre in seguito nel blockbuster Mission: Impossible viene in soccorso di Tom Cruise. Ormai ottenuta la consacrazione internazionale, ha intrapreso la collaborazione con grandi autori, quali Raul Ruiz (ne il tempo ritrovato), Olivier Assayas (ne Les Destinées sentimentales), François Ozon (nel suo divertente omaggio a Fellini, 8 donne e un mistero, dove è un'irresistibile cameriera), e André Téchiné (in Anime erranti).

Tornò a essere diretta dal maestro Jacques Rivette in Storia di Marie e Julien, ennesima tormentata storia d'amore, mentre in seguito dimostrò tutto il suo provocante sex appeal in Nathalie... di Anne Fontaine, dove interpreta una ballerina di night club coinvolta in un triangolo insieme a Fanny Ardant e Gérard Depardieu. Più recentemente si è cimentata in un altro intenso ruolo da protagonista ne L'enfer di Danis Tanović, personale rielaborazione della trilogia "Il paradiso, l'inferno, il purgatorio" del polacco Krzysztof Kieślowski, ma dopo è tornata sotto l'ala protettrice di Rivette nel tormentato dramma I testimoni.
Di recente ha continuato ad apparire in produzioni francesi, tra cui il controverso Bye bye Blondie, tratto dal libro di successo di Virginie Despentes.

Dopo la relazione con Auteuil, l'attrice si è risposata con il produttore musicale David Moreau al quale ha dato anche un figlio, Johan, nato nel 1996.
Oltre che come attrice, la Béart è impegnata anche nel sociale: è ambasciatrice Unicef, e si oppone alle leggi francesi contro l'immigrazione. Nel 1997 fu arrestata perché, manifestando per i diritti degli immigranti clandestini, occupò una chiesa di Parigi insieme a un gruppo di attivisti.