Chow Yun-Fat

Attore
Biografia

Cenni biografici di Chow Yun-Fat


Nato il 18 maggio 1955 a Lamma, una piccola isola non lontana da Victoria Harbor, Chow Yun-Fat si è trasferito a Hong Kong nel 1965. Subito affascinato dall'Opera Cantonese e dal cinema americano, ha cominciato a recitare. Nel 1973 ha frequentato un corso per giovani attori della stazione televisiva TVB, insieme al futuro regista Ringo Lam. Poi, Chow ha partecipato a diverse soap opera della TVB, la principale rete televisiva di Hong Kong, conseguendo un notevole successo presso il pubblico locale. All'inizio degli anni Ottanta, ha ottenuto il ruolo del gangster Hui Man-Keung nella serie Shanghai Beach, grazie al quale ha accresciuto ulteriormente la sua fama, legando sin da questo momento indissolubilmente la sua carriera all'immaginario action.

Nel 1984, Chow Yun-Fat vince il premio per il miglior attore all'Asian Pacific Film Festival e il Golden Horse di Taiwan, grazie al ruolo di Yip Kim Fay nel melodramma storico Hong Kong 1941 di Leung Po Chi. L'attore, dotato di un carisma naturale e di un fascino istintivo, dimostra in breve tempo una straordinaria versatilità, che gli consente di attraversare numerosi generi cinematografici, e in particolare la commedia con Diary of a Big Man e Now You See Love Now You Don't, la farsa di straordinario successo God of Gamblers (che genera anche il sequel The Return of the God of Gamblers) e le love story An Autumn's Tale e Love in a Fallen City dell'apprezzata autrice Ann Hui (per la quale aveva già recitato nell'intenso The Story of Woo Viet).

Nel 1986 l'ancora poco conosciuto John Woo lo vuole nel ruolo del carismatico killer Mark Gor in A Better Tomorrow, gangster movie prodotto da Tsui Hark divenuto di culto, che trasforma Chow in una vera e propria icona. A Better Tomorrow (che ha contribuito a trasformare in divi riconosciuti in Occidente anche attori come Tony Leung Ka-Fai, Maggie Cheung e Anita Mui) farà vincere all'attore il suo primo Hong Kong Academy Award e avrà due sequel, dei quali il terzo sarà diretto da Tsui Hark.
Il sodalizio tra Chow e Woo dà invece origine ad altri action eccezionali, come The Killer (1989), Once a Thief (1991) e Hard Boiled (1992). Sotto la regia dell'amico Ringo Lam è invece il protagonista di un altro cult movie, il violento action urbano City on Fire, dichiarata fonte di ispirazione de Le iene di Quentin Tarantino, cui si aggiungono anche i carcerari Prison on Fire, di nuovo in coppia con Tony Leung, e Prison on Fire II e l'iperbolico Full Contact.

Nel 1998, Chow Yun-Fat fa il suo esordio americano nel thriller Costretti ad uccidere, con Mira Sorvino, e l'anno dopo è a fianco di Mark Wahlberg in un altro action The Corruptor - Indagine a Chinatown, che tuttavia non ottiene il consenso sperato .Segue il remake del classico Anna and the King, nel quale Chow impersona il re di Siam al fianco dell'insegnante Jodie Foster.
Nel 2000 l'attore cinese ha contribuito a lanciare anche in Occidente la moda del wuxiapian, ovvero dei film di cappa e spada cinesi con duelli funambolici, rivestendo il ruolo del protagonista nel kolossal di Ang Lee, il successo globale La tigre e il dragone, premiato con l'Oscar per il miglior film straniero.

Dopo il flop de Il monaco del 2003, sconclusionato fantasy-action tratto da un fumetto, dove veste i panni di un religioso tibetano in lotta contro i nazisti, Chow Yun-Fat decide di tornare in patria, facendo il suo ingresso nella nuova industria cinematografica cinese con la commedia romantica Waiting Alone, cui segue una bizzarra apparizione nell'eccentrico melodramma The Postmodern Life of My Aunt, di nuovo sotto la regia di Ann Hui, e il ruolo dell'imperatore al fianco di Gong Li nel sontuoso e stilizzato wuxiapian di Zhang Yimou Curse of the Golden Flower.

In epoca più recente l'attore continua a dividersi tra produzioni hollywoodiane (ha impersonato il capitano Sao Feng, alleato di Jack Sparrow in Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo e il saggio ma buffo maestro Muten nella fallimentare trasposizione fumettistica Dragonball Evolution) e kolossal cinesi, come il campione di incassi Confucius, dove si cala addirittura nei panni del venerabile filosofo, l'action tarantiniano Let the Bullets Fly, e il fantasy The Monkey King, tratto dal celebre ciclo epico del . Viaggio in Occidente che ha ispirato anche la serie Dragonball.