Bryan Singer

Produttore, Regista, Autore
Biografia

Cenni biografici di Bryan Singer


Bryan Singer, regista statunitense, nato a New York il 17 settembre 1965, si diploma alla West Windsor-Plainsboro High School per poi iscriversi alla Scuola di Arti Visive di New York che, in seguito, abbandonerà dopo essersi trasferimento a Los Angeles, dove si laureerà presso l'Università della Southern California. Proprio presso questo ateneo Singer incontrerà John Ottman, con il quale dirigerà nel 1988 il cortometraggio Lion's Den, nel quale compare anche nelle vesti di attore, insieme all'amico Ethan Hawke. Nel 1993 realizza il suo primo lavoro per il vasto pubblico, Public Access, che gli vale anche il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival.

Di due anni dopo è uno dei suoi film più originali e riusciti, I soliti sospetti (The Usual Suspects), che oltre al consenso del pubblico ottiene anche due prestigiosi riconoscimenti, quali gli Oscar a Kevin Spacey come migliore attore non protagonista e a Christopher McQuarrie per la miglior sceneggiatura originale. Il film, una sorta di noir, giocato tutto sul carisma dei protagonisti e il gioco delle parti, è già diventato in poco più di un decennio un'opera di riferimento per il genere; eppure negli anni successivi Singer deciderà di esplorare terreni del tutto diversi, iniziando nel 1998 con L'allievo (Apt Pupil), trasposizione di un romanzo di Stephen King incentrato su un ragazzino che instaura un morboso rapporto di dipendenza e ricatto con un ex gerarca nazista. Forse per le polemiche suscitate dai forti interrogativi morali posti dalla pellicola, Singer si dedicherà poi a lavori dall'impronta più action: nel 2000 dirigerà X-Men, tratto dall'omonima saga fumettistica degli uomini mutanti, divisi in due opposte fazioni; l'una ostile, l'altra amichevole nei confronti degli esseri umani non dotati di poteri, e nel 2003 sarà autore anche del seguito delle avventure di Wolverine & Co.: X-Men 2.

Rinuncerà però alla realizzazione del terzo episodio della saga (che aveva già ottenuto un ampio successo al botteghino quanto presso la critica, anche grazie alla profondità degli argomenti trattati, quali l'integrazione razziale e la volontà di rivalsa e di affermazione della propria identità) per dirigere una pellicola ancora a tema supereroistico: Superman Returns (2006). In questo film, arrivato dopo una lunga assenza dai grandi schermi del principe kryptoniano, si avvale ancora della collaborazione di Kevin Spacey, stavolta nei panni del cattivo Lex Luthor, mentre per il ruolo di Kent/Superman la scelta è caduta sul semisconosciuto Brandon Routh, la cui interpretazione, insieme ad un intreccio non propriamente rivoluzionario né avvincente, ha fatto storcere il naso alla critica. Il film ha comunque assicurato alla casa di produzione (la Warner Bros.) ingenti guadagni, tanto che Singer era stato reclutato in un primo momento per dirigerne il sequel; tuttavia la major ha cambiato idea, decidendo di mettere in cantiere un reboot della saga del supereroe, affidandolo a Zack Snyder.

Il regista si cimenta allora in un'opera dal taglio più personale, e che affronta questioni controverse, tra cui ancora il tema del nazismo: Operazione Valkiria (2008), film incentrato su un colonnello dell'esercito nazista (interpretato da Tom Cruise) che organizza un attentato per uccidere Adolf Hitler. Nonostante la sceneggiatura sia stata elaborata ancora una volta insieme a McQuarrie, questa volta il film si rivela un clamoroso passo falso, e lascia perplessi pubblico e critica.

Singer, che si è anche distinto nell'attività di produttore esecutivo realizzando serie tv di straordinario successo come Dr. House - Medical Division (di cui ha diretto anche tre episodi) e Dirty Sexy Money, ha dovuto di recente rinunciare anche alla regia del prequel X-Men: First Class, collaborando solo in qualità di produttore e co-sceneggiatore. Tra i suoi progetti futuri come regista vi sono anche un lungometraggio tratto dalla serie tv sci-fi Battlestar Galactica e la trasposizione della favola Jack the Giant Killer.

Un indubbio pregio del regista statunitense è la versatilità: è infatti in grado di passare con nonchalance da un genere all'altro, spesso realizzando opere di grande originalità, in cui traspare la propria passione di cinefilo (le sue pellicole sono infarcite di citazioni, e lui stesso ha voluto partecipare come comparsa ad una puntata di Star Trek, di cui è un grande fan). Sarà interessante scoprire su cosa si concentrerà nei prossimi anni, se ancora nella direzione di adattamenti o, al contrario, deciderà di realizzare soggetti inediti, in cui esprimere un maggiormente significativo apporto innovativo.