Beppe Fenoglio

Autore
(1922 - 1963)
Biografia

Cenni biografici di Beppe Fenoglio


Beppe Fenoglio è nato ad Alba nel 1922, e nella sua città natale, la "capitale" delle Langhe passò quasi tutta la vita. Dimostrò da subito una particolare predilezione per lo studio delle materie letterarie, e si appassionò in particolare alla lingua inglese, di cui realizzava traduzioni già al liceo. Non riuscì a terminare gli studi alla Facoltà di Lettere dell'Università di Torino perché fu chiamato alle armi nel 1943. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, tuttavia, Fenoglio si unì alla Resistenza partigiana nelle Langhe, esperienza che costituirà anche il fondamento della sua poetica letteraria.

Terminata la guerra, sì dedicò interamente all'attività di traduttore e scrittore, esordendo nel 1949 con il racconto Il trucco. Seguirono i Racconti della guerra civile e il romanzo La paga del sabato (pubblicato postumo) ambientato nella desolazione del Dopoguerra. Decisivo per la sua futura produzione fu l'incontro con Elio Vittorini, a quei tempi editore per Einaudi, che lo incoraggiò a sviluppare la sua poetica. Fenoglio così scrisse per Einaudi i racconti sulla Resistenza I ventitré giorni della città di Alba (1952) e il romanzo breve La malora (1954).

Gli anni successivi furono caratterizzati da un grande fermento intellettuale: traduzioni dall'inglese (tra cui La ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge), la pubblicazione di nuovi racconti (su stimolo anche dell'amico Italo Calvino), la preparazione di un nuovo romanzo ad argomento partigiano e persino la stesura di una sceneggiatura per un film dall'ambientazione contadina.
Una fervente attività che, purtroppo, venne stroncata prematuramente a causa delle precarie condizioni di salute di Fenoglio, che morì a Torino nel 1963, vittima di un cancro ai polmoni, lasciando la moglie Luciana Bombardi e la figlia Margherita.

Tutte le sue opere più conosciute vennero pubblicate postume da Enaudi, tra cui i romanzi Un giorno di fuoco (1963), Una questione privata (1963) - oggetto di una trasposizione cinematografica del 1966 e una televisiva del 1991 - e Il partigiano Johnny (1968), di gran lunga il suo lavoro più celebre, da cui è stato tratto nel 2000 anche l'omonimo film diretto da Guido Chiesa e interpretato da Stefano Dionisi.
Nel corso degli anni, la casa editrice ha rilasciato anche racconti, adattamenti teatrali, appunti, e lettere dell'autore.

Fenoglio mise a frutto la conoscenza della letteratura anglosassone: Shakespeare e Marlowe, Coleridge e Th.E. Lawrence. E la sua capacità di analisi di una condizione umana emblematica, dominata dalla tragica necessità della violenza. Nello sforzo di sottrarsi ai moduli letterari del Neorealismo, ha elaborato uno stile di intensa espressività, grazie alla mescolanza di diversi registri linguistici e all'inserzione, soprattutto nelle ultime opere, di lunghi brani in un inglese personalmente rivissuto. La sua pagina, costruita attraverso un continuo travaglio formale, raggiunge spesso un respiro epico.