Adrien Brody

Attore
Biografia

Cenni biografici di Adrien Brody


Figlio di un professore ebreo di origini polacche e di una madre fotografa, Adrien Brody (New York, 14 aprile 1973) desidera diventare attore fin da piccolo, e viene incoraggiato dai genitori.
Dopo aver frequentato contemporaneamente l'Accademia Americana di Arte Drammatica e la scuola superiore, debutta nella sit-com Annie McGuire e in un film per la televisione, Home at last (1988), dopodiché riesce a ottenere una piccola partecipazione nel collettivo New York Stories.
Frequenta un anno di college e, trasferitosi a Los Angeles, nel 1993 viene chiamato da Steven Soderbergh per Piccolo, grande Aaron che è accolto favorevolmente dalla critica. Dopo alcune interpretazioni in opere indipendenti, nel 1999 lo vediamo ne La sottile Linea Rossa di Terrence Malick (anche se gran parte del suo ruolo viene eliminato in fase di montaggio). Dopo avere inviato un provino in video al regista Spike Lee ottiene una parte in Summer of Sam - Panico a New York, applaudito a Cannes.

Brody comincia finalmente a farsi notare, e viene reclutato per il ruolo da protagonista da autori rinomati come Barry Levinson per Liberty Heights e Ken Loach per Bread and Roses, con il quale torna a Cannes. Seguono alcuni film di minore successo, come i drammi Intrigo della collana, Harrison's Flowers e Hard Attraction, tutti del 2001.

A far spiccare il volo della carriera di Adrien Brody è però il regista Roman Polanski, che lo sceglie per un ruolo dolente e intenso, quello del pianista ebreo Wladyslaw Szpilman, prigioniero del ghetto di Varsavia durante l'occupazione nazista. Il pianista, toccante trasposizione di un romanzo autobiografico, in cui Polanski rievoca anche le dolorose esperienze personali dell'infanzia, vince la Palma d'oro a Cannes e diventa il film dell'Oscar 2003. A soli 29 Adrien Brody è il più giovane interprete protagonista a vincere la statuetta dell'Academy come migliore attore, e diviene all'improvviso uno dei più promettenti talenti della sua generazione.

Lo vediamo, così, cimentarsi in ruoli intriganti: interpreta un giovane con problemi mentali nell'horror d'atmosfera The Village di M. Night Shyamalan; è un ex caporale della Guerra del Golfo sofferente di amnesia in The Jacket; veste i panni del visionario commediografo Jack Driscoll nella rivisitazione di King Kong da parte di Peter Jackson; impersona un investigatore che indaga i retroscena del mondo dello spettacolo in Hollywoodland. E poi, ancora: si trasforma nello stralunato Peter, che raggiunge i suoi due fratelli Francis (Owen Wilson) e Jack (Jason Schwartzman) in un surreale viaggio in India ne Il treno per il Darjeeling di Wes Anderson; incarna Manolete, uno dei più famosi toreri di tutti i tempi, facendo innamorare (nella finzione) la passionale Penélope Cruz, mentre in Cadillac Records impersona il fondatore di una celebre casa discografica specializzata in musica black.

Dopo aver prestato la sua voce al film in stop-motion Fantastic Mr. Fox, di nuovo per Wes Anderson, mal suggerito dall'amico Polanski, incappa sciaguratamente sul set del disastroso Giallo di Dario Argento. L'attore intraprende addirittura una causa legale contro i produttori e i distributori americani del film per "appropriazione indebita della propria immagine pubblica", chiedendo il blocco dell'uscita del film, e riuscendo a ottenere un cospicuo risarcimento dei danni. Di recente Brody sembra avere intrapreso una vena fantascientifica, come dimostrano i suoi ruoli in Splice di Vincenzo Natali, e nei rifacimenti The Experiment di Paul Scheuring e Predators di Nimrod Antal.