Classe 1976, nasco cinefila sfegatata immersa nella programmazione anni '80, tra repliche televisive delle scazzottate di Bud Spencer e Terence Hill, cazzotti dati e incassati da Sylvester Stallone, Velluto Blu di David Lynch rigorosamente registrato su VHS con tanto di disturbi del canale e telefilm polizieschi. Dopo essermi laureata in Storia e Critica del Cinema a Pisa, divido il mio tempo tra la scrittura cinematografica e la passione per la musica dal vivo, il mare, la natura e lo sport, soprattutto corsa e fitness. Dal 2008 collaboro con Movieplayer.it occupandomi di critica e giornalismo; mi divido tra interviste, recensioni, news, festival e nel tempo che rimane guardo tutti i film possibili.

News e articoli di Valentina D'Amico

  • Kitano... or not Kitano?

    Kitano... or not Kitano?

    Venezia subisce il fascino dell'oriente: Kitano accolto con poco entusiasmo se non dai fan, mentre Ang Lee mette d'accordo tutti.

  • Takeshi Kitano: la sorpresa di Venezia

    Takeshi Kitano: la sorpresa di Venezia

    Takeshi Kitano approda al Lido col suo film sorpresa tra gli applausi degli addetti ai lavori e l'accoglienza entusiasta di Marco Muller.

  • Good Night, George!

    Good Night, George!

    Good Night, and Good Luck, opera seconda di George Clooney ha inaugurato il concorso della 62 Mostra del Cinema di Venezia riscuotendo grande successo tra i critici.

  • Recensione All the Invisible Children (2005)

    Recensione All the Invisible Children (2005)

    I diversi episodi, sette in tutto, narrano storie di miseria, fame, dolore e malattia, ma anche di speranza e nostalgia dell'infanzia, ogni regista col proprio stile.

  • Recensione Good Night, and Good Luck (2005)

    Recensione Good Night, and Good Luck (2005)

    Clooney ci regala, infatti, una pellicola rigorosa ed elegante, lucida e compatta, raffinatissima nella confezione e magnificamente recitata da un ottimo cast.

  • Zombi: a volte ritornano

    Zombi: a volte ritornano

    Al di là di quelli che possono essere ritenuti punti fermi all'interno del sottogenere zombesco, occorre sottolineare l'infinita varietà di temi, trame e caratteri che si rintracciano in questo filone.

  • Recensione Schegge di April (2003)

    Recensione Schegge di April (2003)

    Alla fine Schegge di April si rivela una piccola commedia umana senza molte pretese, ma capace di suscitare sentimenti veri.

  • Parlare di cinema a Castiglioncello

    Parlare di cinema a Castiglioncello

    Dal 27 al 29 maggio la "Perla degli Etruschi" ospiterà una serie di incontri e dibattiti volti a fare il punto sullo stato di salute del cinema italiano.

  • Recensione Legend (1985)

    Recensione Legend (1985)

    Opera godibile per gli appassionati del genere, Legend appare in realtà la meno riuscita tra le pellicole dirette da Ridley Scott.

  • Recensione The Coast Guard (2002)

    Recensione The Coast Guard (2002)

    Per la prima volta Kim Ki-duk sceglie esplicitamente di indicare la frattura interna al proprio paese come causa principale del malessere che consuma i suoi personaggi e della conseguente brutalità che da esso ha origine.

  • Recensione Wild Animals (1997)

    Recensione Wild Animals (1997)

    Opera seconda di Kim Ki-duk, fonde motivi autobiografici - l'amore per la pittura e l'arte in primis - e stile istintivo.

  • Recensione Bad Guy (2001)

    Recensione Bad Guy (2001)

    La pellicola più complessa e più crudele di Kim, per alcuni la migliore prima del poetico Ferro 3: Bad Guy mescola realtà e sogno, passato e presente, odio e amore, scatenando nell'animo dello spettatore una miriade di quesiti che per lo più resteranno irrisolti.

  • Il Korea Film Fest 2005

    Il Korea Film Fest 2005

    Si è svolta a Firenze la terza edizione del festival dedicato al cinema coreano, in gran parte dedicata alla figura di Kim Ki-Duk.

  • Recensione L'ultimo dei mohicani (1992)

    Recensione L'ultimo dei mohicani (1992)

    Ad una diffusa superficialità nella narrazione e nella caratterizzazione psicologica dei personaggi, corrisponde però un'attenzione sul piano visivo che porta alla creazione di un universo selvaggio e suggestivo.

  • Recensione Tutto l'amore che c'è (2000)

    Recensione Tutto l'amore che c'è (2000)

    La regia si adegua al tema giovanile (e giovanilistico) della trama: Rubini dirige con ritmo vivace e con sguardo appassionato, la macchina da presa scivola rapida tra i vicoli e sorvola le assolate campagne pugliesi a fotografare i suoi protagonisti.

  • Burton Returns

    Burton Returns

    A solo un anno di distanza dal commovente Big Fish, Tim Burton è atteso sugli schermi con due nuovi lavori: La fabbrica di cioccolato e The Corpse Bride.

  • Aspettando Sin City

    Aspettando Sin City

    E' una delle uscite più attese dell'intero 2005, e minaccia di essere uno dei più grandi comic movie mai realizzati. Per sapere se manterrà le promesse dovremo aspettare il giorno 1 aprile, quando il film debutterà nelle sale americane.

  • Recensione L'ultima tentazione di Cristo (1988)

    Recensione L'ultima tentazione di Cristo (1988)

    Il maestro newyorkese trova un modo completamente nuovo e diverso per accostarsi a quella che è, forse, la storia più famosa di tutte, e questa scelta gli ha procurato non poche critiche, in particolare da parte dei vertici della chiesa cattolica.

  • Recensione Al di là della vita (1999)

    Recensione Al di là della vita (1999)

    Elegante, surreale, contornato di una vena di umorismo grottesco che lo colloca idealmente a metà tra Taxi Driver e Fuori Orario, Al di là della vita riflette ancora una volta il mondo della New York notturna e allucinata e dei suoi bassifondi, in particolare l'Hell's Kitchen popolato di esseri miserabili, ma anche di tanta umanità.

  • Il maestro di Little Italy

    Il maestro di Little Italy

    Come tutti i grandissimi creatori, Martin Scorsese non separa mai la vita dalla professione: queste si ricongiungono in un moto segreto, intimo, che trova la sua espressione nei suoi film così come nei suoi articoli e nei suoi libri.

  • Alì: il più grande di tutti fuori e dentro il ring

    Alì: il più grande di tutti fuori e dentro il ring

    Alì è stato più di un campione dello sport, è stato - è - un simbolo e il film di Mann omaggia ciò che lui stesso ha sempre saputo, di non essere uno qualunque, ma il più grande di tutti.

  • Oliver Stone: l'anarchico di Hollywood

    Oliver Stone: l'anarchico di Hollywood

    Nonostante il marasma che lo ha sempre circondato, in tutti questi anni Oliver Stone è andato avanti nel proprio lavoro senza lasciarsi intimorire né dagli attacchi immotivati né dalle critiche giustificate, dimostrando un coraggio ed una tenacia rarissimi, conditi con una buona dose di incoscienza.

  • Recensione Talk Radio (1988)

    Recensione Talk Radio (1988)

    Uno dei migliori film mai realizzati da Oliver Stone. Sporco, cattivo, cupo e pericoloso, alieno da ogni compromesso nel tratteggiare con sguardo impietoso la società americana e l'odio razziale e antisemita che serpeggia al suo interno.

  • Recensione Platoon (1986)

    Recensione Platoon (1986)

    Platoon non ha la profondità intellettuale di Full Metal Jacket né l'eleganza visionaria di Apocalypse Now, ma è un film asciutto, diretto ed immediato, privo quasi totalmente di sovrastrutture ideologiche, con un approccio viscerale alla violenza.

  • Recensione Assassini nati (1994)

    Recensione Assassini nati (1994)

    L'eccesso di brutalità assolutamente ingiustificato della prima parte cede il posto all'amaro moralismo mentre la dimensione satirica difetta di un punto di vista unico, oscillando tra esaltazione della violenza glamour e condanna della stessa violenza e della sua esaltazione perpetuata dai media.

  • Recensione JFK - un caso ancora aperto (1991)

    Recensione JFK - un caso ancora aperto (1991)

    Il regista ridicolizza la teoria dell'assassino solitario e rende evidente l'esistenza di un complotto dimostrando, fotogramma dopo fotogramma, la labilità di qualsiasi verità ufficiale.

  • Recensione Wall Street (1987)

    Recensione Wall Street (1987)

    La struttura del film, piuttosto schematica, si rifà infatti a quella del più classico morality play con tanto di declino progressivo dell'eroe seguito dal necessario riscatto morale e dalla redenzione finale.

  • Recensione The Doors (1991)

    Recensione The Doors (1991)

    Le ossessioni di Morrison aumentano parallelamente all'abuso di droghe e acidi, alcool e sesso, e vengono raffigurate con eleganza visionaria in un film lirico e controverso, impregnato dalla musica della band.

  • Recensione Tutto in quella notte (2003)

    Recensione Tutto in quella notte (2003)

    Il film di Franco Bertini non è perfetto, ma ha sicuramente tutte le carte in regola per trasformarsi in una possibile sorpresa di questa stagione cinematografica.

  • Terra di Siena 2004

    Terra di Siena 2004

    Si è chiusa il 3 ottobre l'ottava edizione della kermesse toscana diretta da Carlo Verdone, quest'anno ricca di ospiti e di proposte di quelità.