Lino Carenzio

Attore
Biografia

Cenni biografici di Lino Carenzio


Linò era il nome d'arte, con l'accento sulla finale alla francese, ma il suo vero nome era Michele Carenzio, nato a Belgioioso, piccolo centro agricolo in provincia di Pavia nel 1907. Dopo alcuni anni di liceo si impiegò in banca a Milano e proprio in questa città avrà modo di frequentare scuole di ballo artistico. Persona intelligente ed estroversa, di bell'aspetto e molto simpatico si fece amicizie di una certa importanza che in seguito lo portarono in Francia dove inizialmente si guadagnò da vivere facendo il cameriere e partecipando a spettacoli in piccole compagnie teatrali.

Nel 1933 si inizia a leggere il suo nome su giornali e riviste specializzati nel varietà, e lo stesso anno entra a far parte della compagnia guidata dalla stella della Revue à Grand Spectacle francese ovvero Mistinguett. "Linò" verrà poi chiamato a far parte della famosa compagnia itinerante di rivista dei fratelli Schwarz, e nell'inverno 33-34 sarà a Milano al Teatro Lirico, proprio insieme alla Mistinguett con cui ebbe per anni una relazione, per altri versi, dicono le cronache, casta.

A Belgioioso tornava spesso con un'automobile americana, scoperta, guidata da un autista, e accanto a Mistinguett elegantissima con occhialoni bianchi e barboncino in grembo. In quelle occasioni, secondo i ricordi della gente, regalava sigarette americane e dischi a tutti gli amici, e offriva anche da bere.
Nel 1937 viene chiamato a Cinecittà per partecipare al film Il Feroce Saladino dove ballerà con una giovanissima Alida Valli, appena sedicenne. La pellicola oggi restaurata con il concorso di diversi sponsor è stata presentata al Festival del Cinema di Venezia nel 2006 in occasione del ricordo di Alda Valli.
I vari recensori degli spettacoli menzionano il Carenzio come ballerino, cantante, attore, imitatore e fantasista. Come cantante risulta abbia inciso per la Columbia italiana canzoni che andavano dal lento al fox-trot. Aveva una calda e bella voce confidenziale che oggi si definirebbe "da night". Purtroppo l'archivio fonico della Columbia è andato distrutto, sono rimasti alcuni titoli tra i quali Sono un povero cantante di jazz, Non si vive senza amore, Solo così, Pensèe innamorate.

Del periodo della guerra si sa molto poco di Carenzio. Certamente avrà partecipato a spettacoli di varietà allestiti prima per le forze tedesche e successivamente per le forze tedesche di occupazione prima e per gli alleati dopo ma Linò evita di farsi fotografare con gli uni e con gli altri per non passare da collaborazionista. Anche le sue memorie, prudentemente, tacciono.
Nel dopoguerra emigra con alcuni colleghi in Sudamerica, ma dopo un paio d'anni ritornerà da Mistinguett e resterà con lei sino al '54, anno del ricovero in ospizio della sua compagna. Ormai il nuovo corso del filone dell'esistenzialismo sta soffocando per sempre la Revue.

Ritornato a Belgioioso finirà per trovare un impiego come interprete alla Rinascente di Milano per una decina d'anni. Vivrà con i suoi genitori e poi, alla loro morte, da solo.
Era diventato un gran bevitore, negli ultimi anni visse quasi in povertà e si inebriava solo con del vino bianco. Nell'inverno del 1973 si ammalò e, ricoverato in ospedale, morirà per un edema polmonare acuto. Nella fotografia apposta sulla sua tomba a Belgioioso, ha un sorriso accattivante che rende immediatamente l'idea a chiunque la veda che era stato un artista.

(Biografia redatta con la gentile collaborazione di GianCarlo Mainardi - Pavia)