Wrestling e immigrazione per la HBO

Due nuove serie in preparazione per la HBO. Everybody hurts è dedicata al mondo del wrestling professionistico e a coloro che ruotano attorno al circo mediatico legato a questo sport. Americatown fotografa, invece, un cupo futuro in cui gli americani sono costretti a emigrare in massa per sfuggire alla crisi economica.

Nuovi progetti in vista per la HBO. L'icona della tv Norman Lear sta, infatti, preparando una serie drammatica ambientata nel mondo del wrestling professionistico negli anni '70.

Scritta da Aaron Blitzstein e prodotta dalla Act III Prods. la serie, il cui titolo provvisorio è Everybody Hurts, è incentrata su una famiglia che decide di investire i propri capitali nel business del wrestling professionistico di New York, ma in più affronta anche le vicende personali dei lottatori e dei loro fans.
La scelta di ambientare una serie in una realtà così peculiare come quella del wrestling è legata alla volontà di utilizzare l'ambiente sportivo come specchio della società con i suoi lati positivi e negativi. La cornice storica degli anni '70 fotografa, inoltre, una società americana post-Watergate alle prese con la crisi energetica e con le tensioni con l'Iran. Corsi e ricorsi storici, visti i punti di contatto con la situazione attuale: l'amministrazione Bush, lo spiegamento di forze USA in Iraq e la crisi petrolifera. Lo show sarà, dunque, molto più sbilanciato sul piano dell'affresco socio-politico che su quello sportivo.

Ancora un focus sulla società americana attuale per la HBO con Americatown. Lo scrittore Bradford Winters sta lavorando alla sceneggiatura della serie che si occupa di fotografare il fenomeno dell'immigrazione.
Americatown è ambientata in un ipotetico cupo futuro in cui il prezzo del petrolio è salito alle stelle e l'economia è sull'orlo del collasso. Il risultato è una fuga generale della popolazione americana che decide di emigrare in altri paesi più stabili, dove però i profughi vengono concentrati in aree ghettizzate così come oggi fanno gli Stati Uniti con i loro immigrati.

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