Mary Poppins

1964, Fantastico

Uno studio USA contro i sette nani della Disney

Uno studio della Duke University accusa i film per bambini di distorcere la realtà dando una rappresentazione sbagliata della povertà.

Patrizio Marino

Sentiamo spesso dire che i soldi non fanno la felicità, ma a quanto pare la Disney ha esagerato. La Duke University ha analizzato 32 film per ragazzi, molti dei quali prodotti dalla major Hollywoodiana che è stata accusata di essere classista e di dare un immagine distorta della povertà.

Gli studiosi della Duke hanno dimostrato che in questi film, nella maggior parte dei casi il protagonista principale è ricco, mentre il resto dei personaggi appartengono ad una classe medio alta, al contrario i settori più poveri sono sottorappresentati. La raffigurazione dei personaggi della classe operaia sono irrealistiche, continua lo studio, Bert in Mary Poppins, canta "spazzacamin, allegro e felice, pensieri non ho" aggiungendo "io sto fra la cenere eppure non c'è nessuno quaggiù più felice di me" sottolineando che il lavoro dell'operaio è privo di difficoltà. Senza contare i sette nani, Brontolo compreso, che scendono nelle viscere delle miniere fischiettando allegramente. In Aladdin il protagonista e la principessa Jasmine, arrivano addirittura a dire che entrambi hanno avuto una vita difficile.

Secondo la Duke University, questi film suggeriscono ai bambini che una società classista ha i suoi vantaggi, che le vite dei poveri sono spesso più felici di quelle dei ricchi e che quindi i poveri non hanno nessun motivo per lamentarsi.

Per la Disney sono solo film per bambini o, come direbbe Bennato, "sono solo canzonette", ma forse è il caso di rifletterci un po' su.

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