Uno Shortbus che si chiama desiderio

Presentato a Cannes l'ultimo controverso film di John Cameron Mitchell

Grandi eventi mediatici e pellicole di spessore illuminati dal glamour delle star più grandi ed amate: ma il Festival di Cannes forse sarebbe incompleto senza un pizzico di scandalo; e se l'anno scorso a far discutere era stata la lunga fellatio di Battaglia nel cielo, quest'anno tocca alla sessualità esplicità del nuovo film di John Cameron Mitchell, Shortbus.

Il regista di Hedwig - la diva con qualcosa in più, ha presentato il suo ultimo film fuori concorso a Cannes, una pellicola interpretata da attori non professionisti ed ambientata nello Shortbus, un locale underground newyorkese che offre musica dal vivo, mostre di arti figurative, e nel quale qualsiasi tipo di sessualità ed il sesso collettivo sono consentiti. Mitchell ha definito il suo film "Una commedia newyorkese piena di emozioni ed estremamente esplicita dal punto di vista sessuale, che spero possa far riflettere il pubblico, e se possibile, divertirlo. Un film che non vuole essere necessariamente erotico, ma usa il linguaggio della sessualità come una metafora per descrivere gli altri aspetti dei personaggi.".

La lavorazione di Shortbus - che non lascia davvero nessuno spazio all'immaginazione ed in cui il sesso non è simulato - è stata molto lunga: in due anni e mezzo Mitchell ha reclutato tutte le persone più interessanti che conosceva ed insieme a loro ha iniziato a costruire i personaggi e la storia, alcune di loro hanno abbandonato il progetto, ed altre sono state reclutate durante lo sviluppo dello stesso. "Abbiamo dovuto aspettare tanto tempo per i finanziamenti" ha detto il regista "E' stata una sorta di avventura e siamo soddisfatti dei risultati".

Uno Shortbus che si chiama desiderio
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