Sigourney, ultima diva del Napoli FilmFestival

Il Festival partenopeo si avvia alla conclusione e accoglie l'ultimo grande ospite di questa edizione.

In attesa della sua conclusione, e dell'assegnazione dei premi, la VII edizione del NapoliFilmFestival ha accolto l'ultimo grande ospite internazionale: Sigourney Weaver. L'attrice, a Napoli con la famiglia, ha incontrato il pubblico del festival prima della proiezione di Tadpole - un giovane seduttore a New York, inserito nella rassegna di film dedicati a lei. Non è la prima volta che l'attrice visita la Campania e il ricordo e le emozioni dei viaggi da adolescente con i genitori (il padre era appassionato di storia romana) erano ancora vivi dentro di lei. La Weaver ha anche dichiarato che le piacerebbe molto girare un film nel nostro paese, ma ancora nessuno le ha mai offerto una parte.

Ma il festival non si è fermato all'America: anche Babak Payami è stato in città ed ha incontrato il pubblico, introducendo il suo Il silenzio tra due pensieri, in uscita venerdì nel nostro paese, e gli studenti per una lezione di cinema. Il regista iraniano ha dichiarato di considerare il suo cinema stimolante per il pubblico occidentale, abituato ad altri sapori, nei confronti dei quali si considera opposto: "Sono un regista non-professionista, non-tecnico in opposizione ai film pop-corn e Coca Cola dello star system hollywoodiano. Il mio approccio al cinema è di tipo musicale, più che narrativo: io cerco di parlare al cuore dello spettatore, di stimolare in lui una reazione emotiva." Reazione che l'autore ha avuto quando il discorso si è spostato sulla situazione del suo paese, su una democrazia che difficilmente potranno ottenere senza prima cambiare la mentalità del suo popolo e dell'Occidente, a cui rivolge parole dure: "Se si vuole la democrazia in Iran, gli Occidentali devono prima essere pronti a pagare il petrolio di queste terre, a contribuire allo sviluppo dell'economia del paese. Altrimenti, purtroppo credo che ci saranno ancora altri 11 settembre in futuro".

Non si era sottratto all'incontro con gli studenti nemmeno lo sceneggiatore Sandro Petraglia, che ha raccontato le sue prime collaborazioni con Marco Bellocchio e Nanni Moretti, di come l'incontro con quest'ultimo gli abbia fatto abbandonare la sua aspirazione da regista, consolidando la voglia di essere sceneggiatore. "Alcuni sceneggiatori," ha infatti confessato al pubblico, "passano dalla scrittura alla regia perchè sono insoddisfatti di come il copione viene realizzato dai registi, si lamentano per abitudine, ma io amo stare in studio, con i miei libri."
Petraglia ha anche parlato delle sue letture e si è dichiarato felice di scrivere anche per il piccolo schermo, "per non lasciare la tv in mano al nemico", conscio della minor separazione che c'è attualmente tra sceneggiatori televisivi e cinematografici.

Questa sera alle 21, al Warner Village Metropolitan, la giuria del festival annuncerà il vincitore del concorso Europa Mediterraneo, nel quale non mancano film di ottima fattura, e il premio Music Feel, che consiste nella realizzazione gratuita del progetto successivo del regista premiato.
Sarà consegnato anche un premio per la sezione Making of e proclamato il vincitore del concorso Schermo Napoli e il corto vincitore del Premio Napolicinema.
La cerimonia sarà seguita dalla proiezione di Matrimonio all'Italiana, nella versione restaurata per la Criterion Collection, l'etichetta americana che nel pomeriggio di domani terrà un convegno sul cinema italiano in America.

Sigourney, ultima diva del Napoli FilmFestival
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