Sanremo 2013, prima serata: contestazione per Crozza

Ha debuttato l'edizione 2013 del Festival della canzone italiana, tra primi sette 'Campioni' ed ospiti. Contestato Crozza e la sua imitazione di Berlusconi.

Ed è iniziato. La politica, o almeno parte di essa, l'avrebbe voluto spostare, ma Sanremo è un appuntamento che per lo spettatore italiano va ben al di là di una formalità come le imminenti elezioni politiche. La trasmissione più popolare della televisione, come l'ha definita lo stesso Fabio Fazio in apertura, scomodando un artista come Giuseppe Verdi in un azzardato confronto, va avanti per la sua strada.
Una strada che quest'anno ha aperto proprio sulle note di Verdi, su Va' pensiero, eseguito dal coro dell'arena di Verona, concentrando fin da subito l'attenzione sulla musica, quella che in un festival come quello di Sanremo dovrebbe essere centrale, sempre e comunque. Una serietà subito stemperata dall'arrivo di Luciana Littizzetto a bordo di una carrozza stile Cenerentola e dalla sua letterina a Sanremo.
Una parentesi essenziale, che non ha ritardato l'inizio della gara, caratterizzata almeno in questa prima fase da una discreta varietà di stili e che quest'anno ha presentato una importante novità: ognuno dei Campioni in gara ha presentato due canzoni, lasciando al pubblico col televoto ed ai giornalisti presenti il compito di scegliere quale far gareggiare in questa edizione del Festival di Sanremo.

Il compito di rompere il ghiaccio è toccato a Marco Mengoni con L'essenziale e Bellissimo, due canzoni diverse tra loro, tra le quali trionfa la prima, decisamente più sanremese; tra l'arrangiamento elaborato di Senza ritegno e l'atmosfera di Sai (ci basta un sogno), invece, è stato il secondo dei pezzi di Raphael Gualazzi ad entrare in gara.
A quasi vent'anni dalla sua prima esperienza sul palco dell'Ariston, Daniele Silvestri ha portato al Festival A bocca chiusa (tradotta da Renato Vicini nella LIS, la lingua dei segni durante l'esibizione) e Il bisogno di te. Ed il pubblico ha premiato la prima.
Simona Molinari e Peter Cincotti hanno creato una parentesi frizzante con Dr. Jeckyll e Mr. Hide, ma è stata la loro seconda proposta, La felicità, ad incontrare il favore del pubblico.
Originalità per i due brani proposti dai Marta sui tubi, Dispari e Vorrei, qualcosa di insolito per il palco dell'Ariston, tra i quali è stato preferito il secondo, decisamente più accessibile nella sua forma. E' solo una parentesi, perchè la tradizione torna subito ad occupare il palco dell'Ariston con Maria Nazionale e le sue Quando non parlo e E' colpa mia. Tra le due è la seconda a proseguire l'avventura sanremese.
Ha chiuso la prima porzione di gara la debuttante Chiara Galiazzo, direttamente da X Factor. L'esperienza dell'amore e Il futuro dell'amore le canzoni da lei proposte, tra le quali continueremo ad apprezzare la seconda.

Ma Sanremo non è tale senza ospiti e senza polemiche. Una prima pausa alla gara è stata riempita dallo spericolato paracadutista austriaco Felix Baumgartner, ma è stato Maurizio Crozza a scuotere il palco dell'Ariston assicurando la temuta satira politica che a detta di qualcuno avrebbe trasformato la kermesse ligure in una Festa dell'Unità. Il comico, che ha aperto il suo numero con la nota imitazione di Silvio Berlusconi condita da numero musicale, è stato contestato dal pubblico dell'Ariston, costringendo Fazio ad intervenire per permettere al comico di continuare il suo intervento e dedicarsi agli sfottò, tra gli altri, di Bersani, Ingroia e Montezemolo. Un'esibizione alla fine apprezzata ed applaudita dagli spettatori dell'Ariston, ma sottotono rispetto ad altri monologhi del comico.
L'atteso intervento della coppia gay composta da Stefano e Federico, che hanno raccontato la loro storia tramite una serie di cartelloni, ha offerto una parentesi di delicatezza nella terza pausa della gara canora, mentre l'ultima interruzione è stata dedicata al premio della città di Sanremo consegnato dal difensore del Torino Angelo Ogbonna ad un punto fermo del festival, Toto Cutugno, che si è esibito accompagnato dal coro dell'Armata Rossa nella sua celebre L'Italiano e Le notti di Mosca in russo. Una concessione alla tradizione sanremese ed i suoi personaggi storici, quest'anno assenti tra i Campioni in gara.

In chiusura ricapitoliamo le canzoni scelte per ognuno dei Campioni:
Marco Mengoni: L'essenziale
Raphael Gualazzi: Sai (ci basta un sogno)
Daniele Silvestri: A bocca chiusa
Simona Molinari e Peter Cincotti: La felicità
Marta sui tubi: Vorrei
Maria Nazionale: E' colpa mia
Chiara Galiazzo: Il futuro che sarà

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