Rosso Malpelo

2007, Drammatico

Rosso malpelo a Sguardi di cinema italiano

Il regista Pasquale Scimeca porta a Monopoli il suo discusso lavoro tratto da una delle più struggenti novelle verghiane.

Quinto appuntamento con i lungometraggi in pellicola di Sguardi di Cinema Italiano, la rassegna-cineforum organizzata dall'Associazione Sguardi, sotto l'egida del direttore artistico, il prof. Michele Suma.

A differenza di altre rassegne o festival, Sguardi si sta imponendo all'attenzione dei media grazie alla fortunata forma di uno speciale dibattito dialogico, che solo la presenza in sala dell'autore della pellicola sa assicurare.
Sguardi vive e propone al suo sempre più numeroso pubblico il cinema non come mero e futile estetismo, ma come "specchio del vero", riflessione, conoscenza, scambio, curiosità.

È il caso del regista Pasquale Scimeca che il prossimo Venerdì 15 febbraio presenterà a Monopoli il suo più profondo e più discusso lungometraggio: Rosso malpelo.

Scimeca porta in rassegna con un'opera senza tempo, ma comunque profondamente attuale, come attuale è il problema dello sfruttamento dei minori, sul quale la pellicola s'incentra.

Pasquale Scimeca, nasce ad Aliminusa, un piccolo paese contadino della Sicilia. Dopo il liceo si trasferisce a Firenze dove si laurea in Lettere. Per alcuni anni insegna Letteratura fino al 1989, quando realizza il suo primo film La donzelletta con il quale partecipa al Festival del cinema indipendente di Bellaria. Nel 1992 dirige il suo secondo film Un sogno perso presentato al Festival del cinema di Taormina. Nel 1993 partecipa al Festival di Venezia con Il giorno di San Sebastiano, e vince il "Globo d'oro". Negli anni seguenti realizza diversi documentari, tra i quali, Nella tana del lupo, (menzione speciale al Festival del cinema documentario di S. Benedetto del Tronto) e Sem Terra presentato al Festival del cinema di Locarno. Nel 1996 dirige Briganti di Zabut (menzione speciale al Festival di Taormina, e gran premio della giuria al Grosseto Film Festival). Nel 2000 esce Placido Rizzotto con il quale partecipa ai Festival Internazionali di cinema di mezzo mondo: Venezia, Toronto, Avana, Brasilia, Mar del Plata, Palm Springs, Mosca, Washington, Istanbul, Miami, vincendo numerosi premi, come il Premio Fedic al festival di Venezia, il Gran Premio ai Festival di Annecy e di Bastia, la Grolla d'oro a San Vincent, il primo premio al Miami Latin Film Festival e il Premio "Sergio Amidei". Nel 2005 firma il pluripremiato La Passione di Giosuè l'ebreo, per poi dedicarsi a questa sua ultima opera, Rosso Malpelo.

Come secondo la formula a cui parecchie pellicole ospitate da Sguardi ci hanno abituato, anche Rosso Malpelo è una coproduzione, fra Arbash film - Parco Minerario Floristella-Grottacalda. Il film è finanziato per un terzo con fondi della Comunità Europea (POR Sicilia) e per gli altri due terzi dai soci della Arbash e dai lavoratori, dai tecnici e dagli attori che hanno deciso di prestare la loro opera con paghe al minimo sindacale.

Rosso malpelo è stato girato in Sicilia, in quei luoghi dove una volta c'era il più grande bacino minerario per l'estrazione dello zolfo d'Europa ed oggi c'è il Parco Minerario di Floristella-Grottacalda. Come già si capisce dal titolo, il film è tratto da una delle novelle più belle e conosciute del grande scrittore Giovanni Verga.
"Prima di iniziare questo film stavamo lavorando a un altro progetto dal titolo Senza terra. Un film sui ragazzi di strada che vivono nelle favelas di Rio de Janeiro. E' venuto così naturale superare la dimensione verista per una lettura tragica di Rosso Malpelo - ammette lo stesso Scimeca - La tragedia non ha tempo e non ha storia. La miniera sprofonda nelle viscere della terra dove il tempo e la storia si annullano in sé. Lo sfruttamento e la solitudine dei bambini sono di ogni tempo e di ogni storia".

La rottura col banale e l'asservimento al potere prendono forma attraverso i corpi e i volti dei non attori, all'interno di un sapiente neorealismo, "l'unico movimento rivoluzionario che il cinema italiano abbia mai prodotto". La realtà della miniera ha condizionato non solo la storia ma anche le stesse riprese. La miniera, "un lungo budello che scende nel ventre della (madre) terra", largo un metro e alto un metro e mezzo, non permetteva alcuna libertà tecnica. In queste condizioni non si sono potute usare le solite inquadrature, mettere le luci, montare carrelli, costruire scene, fare brillare lustrini. Scimeca ci ha restituito il cinema al suo stato primitivo, libero di tutto il superfluo, di qualsiasi estetica e retorica.
"Scimeca non è un esordiente - dichiara il direttore Michele Suma - la sua presenza ha il senso della condivisione del progetto di Sguardi, cioè diffusione del cinema di qualità, incontro di massa tra autore e pubblico, conoscenza. La sua voce in sala, alla luce delle sue coraggiose ultime accuse al sistema della distribuzione, aggiungeranno molto al percorso di Sguardi".
La rassegna è giunta alla nona edizione ed ha ottenuto per l'alto valore artistico e culturale la Targa d'argento dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per concessione dell' On.le ministro Rutelli, accanto ai patrocini dell'AGIS, della FICE, dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, della Provincia di Bari, della Città di Monopoli, la collaborazione del locale Liceo Galilei ed il fondamentale sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Monopoli.
Appuntamento presso il Cinema Visconti (Monopoli - Via Rattazzi 98) con i due previsti spettacoli delle 18:00 e delle 20:30.

Rosso malpelo a Sguardi di cinema italiano
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