Roman Polanski torna libero

La Svizzera si è pronunciata contro l'estradizione negli Stati Uniti. Il governo americano non potrà fare ricorso contro tale sentenza.

Il regista Roman Polanski, agli arresti domiciliari nella sua residenza di Gstaad, in Svizzera, è un uomo libero. Il governo elvetico ha negato la richiesta di estradizione formulata dagli Stati Uniti spiegando che "nemmeno dopo intensi accertamenti è stato possibile escludere con la necessaria certezza la presenza di un vizio nella domanda di estradizione statunitense". Il ministro della giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha aggiunto che "gli Stati Uniti non possono contestare la nostra decisione. Washington ha accettato il rifiuto della Svizzera di concedere l'estradizione di Polanski".

Roman Polanski era stato arrestato a Zurigo il 26 settembre 2009 dalla polizia svizzera su mandato internazionale emesso dalle autorità statunitensi in seguito a un caso di violenza risalente al 1977 che aveva coinvolto l'allora tredicenne Samantha Gailey, caso che, dopo un iniziale patteggiamento con la famiglia della vittima, aveva visto il giudice californiano coinvolto nella vicenda fare dietro front minacciando di inasprire la pena già scontata dal regista e causandone la fuga dagli Stati Uniti. Dallo scorso 4 dicembre il regista si trova assegnato a residenza coatta nel suo chalet di Gstaad, nell'Oberland bernese. Il 24 novembre il Tribunale penale federale gli aveva concesso gli arresti domiciliari a fronte di una cauzione di 4,5 milioni di franchi. Lo scorso aprile una corte californiana aveva rifiutato un processo in contumacia.

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